#Tecnologie

Grazie al suo uso si registra meno burocrazia, più tempo per i pazienti e cure più sicure. Cresce la fiducia, ma pazienti e clinici chiedono trasparenza, mentre formazione e controlli di qualità restano indietro. La parola chiave resta integrazione, non sostituzione

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Muzio Stornelli

Sei medici italiani su dieci usano già l’AI generativa, ma solo il 2% ha competenze adeguate e appena l’11% delle strutture offre strumenti validati. Il vero ritardo non è tecnologico: è di dati, formazione e governance. E in sanità lo spazio tra ciò che l’individuo fa e ciò che l’istituzione governa ha il volto di un paziente

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Redazione Bees Sanità

«Serve un approccio umano alla regolazione e formazione anche per i pazienti. L’AI può alleggerire il lavoro clinico e migliorare l’efficienza del sistema» spiega Alberto Bozzo

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Bernardino Ziccardi

«Andare oltre il device per creare ecosistemi che usano meglio le risorse, scambiano competenze e rafforzano la resilienza dei servizi sanitari, contribuendo allo sviluppo di distretti industriali competitivi». Questa la missione dell’industria secondo Marco De Luigi, Senior Director del dipartimento Integrated Health Solutions (IHS) di Medtronic Italia

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Tommaso Vesentini

Da Londra a Milano, pazienti e medici usano già l'intelligenza artificiale nella pratica clinica quotidiana. Ma l'Europa non ha ancora un quadro di responsabilità chiaro per quando l'algoritmo sbaglia

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Redazione Bees Sanità

La metodologia CNTTM sviluppata dal progetto Horizon Europe Caring Nature nasce per velocizzare i tempi nel passaggio da prestazione fisica a telemedicina

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Tommaso Vesentini

Uno studio indipendente del NYU Langone, pubblicato su Nature Medicine, ha messo gli strumenti di intelligenza artificiale specializzati contro i modelli generalisti. Hanno perso su tutta la linea e, soprattutto, nessuno fuori dalle aziende che li vendono può sapere perché

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Redazione Bees Sanità

I decreti attuativi della legge 132/2025 non la frenano, ma fissano un patto chiaro: la formazione diventa obbligatoria, l’IA può assistere ma la decisione clinica resta del medico, e chi gestisce sistemi ad alto rischio deve presidiare seriamente la sicurezza

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Redazione Bees Sanità

Dall'esame obiettivo ai sistemi esperti di AI: come si è trasformato negli ultimi trent'anni il lavoro del cardiologo

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Arrigo Bellelli

Dal supporto ai medici di base alla governance dei dati: a Villa Manin si confrontano clinici, direttori generali e tecnologi

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Arrigo Bellelli
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