Il virus respiratorio sinciziale (Rsv) rappresenta una delle infezioni respiratorie più rilevanti anche tra gli adulti, con un impatto particolarmente significativo sulle persone più fragili. In Italia ogni anno si stimano circa 290mila infezioni respiratorie acute, oltre 26mila ricoveri ospedalieri e circa 1.800 decessi associati al virus negli adulti.
A essere maggiormente esposti sono soprattutto gli anziani e le persone che convivono con patologie croniche respiratorie, cardiache, renali o con diabete, condizioni che possono aumentare il rischio di complicanze e di peggioramento dello stato di salute generale.
Le conseguenze nei pazienti fragili
Nonostante sia spesso considerato un virus legato principalmente all’infanzia, l’Rsv può avere conseguenze rilevanti anche negli adulti. «L’infezione da virus respiratorio sinciziale può causare patologie gravi e la sua diffusione è ampiamente sottostimata, soprattutto nella popolazione adulta» ha spiegato Massimo Andreoni, membro del Consiglio superiore di sanità.
Secondo Andreoni, il virus può provocare una forte risposta infiammatoria con effetti particolarmente importanti nei pazienti con malattie cardiovascolari. «È un virus che determina una grandissima infiammazione e può far perdere, ad esempio, l’equilibrio nei pazienti cardiovascolari» ha sottolineato.
Tra gli aspetti evidenziati dagli esperti c’è anche il rapporto tra infezione da Rsv e rischio cardiovascolare: la vaccinazione, secondo i dati citati, è associata a una riduzione del 10% delle ospedalizzazioni per infarto del miocardio.
La vaccinazione degli adulti nelle strategie internazionali
La prevenzione vaccinale contro il virus respiratorio sinciziale per la popolazione adulta sta entrando nelle strategie sanitarie di diversi Paesi. Negli Stati Uniti la vaccinazione è raccomandata per tutti gli over 75 e per gli adulti tra i 50 e i 60 anni con patologie croniche. Nel Regno Unito viene garantita gratuitamente ai 75enni e agli ospiti delle strutture per anziani.
L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha autorizzato tre opzioni vaccinali per gli adulti anche in Europa. In Italia l’accesso alla vaccinazione resta invece collegato alle decisioni regionali, mentre sono in corso valutazioni per un possibile aggiornamento del calendario vaccinale.
«Stiamo predisponendo il nuovo piano e di conseguenza anche un aggiornamento del calendario vaccinale» ha spiegato Anna Caraglia, direttrice dell’Ufficio 3, emergenze sanitarie del ministero della Salute. «Si stanno facendo delle valutazioni non soltanto di natura tecnico scientifica, ma anche epidemiologica e dei finanziamenti: nei prossimi mesi vedremo come inserire nel calendario anche la vaccinazione dell’adulto fragile».
La conoscenza del virus resta limitata
Un altro elemento riguarda il livello di informazione della popolazione. Nonostante il peso dell’Rsv in termini di ricoveri e mortalità, il virus resta poco conosciuto tra molti adulti, anche tra coloro che appartengono a categorie a rischio.
«Da un’indagine su 500 nostri pazienti vaccinati per l’influenza, quasi il 60% ignorava l’esistenza del Virus sinciziale» ha dichiarato Salvatore D’Antonio, presidente dell’Associazione italiana pazienti Bpco Onlus.
Il dato evidenzia una distanza tra la diffusione dell’infezione e la consapevolezza del suo impatto nella popolazione adulta, in particolare nei soggetti più vulnerabili.
Iscriviti alla newsletter di Bees Sanità Magazine e aggiungi beesanitamagazine.it tra le tue fonti preferite di Google
