In Europa sono aumentati vertiginosamente gli incendi boschivi

Nel 2025 gli incendi boschivi in Europa hanno colpito 2,2 milioni di ettari di terreno: un aumento del 57% rispetto al 2022
Nel 2025 gli incendi boschivi in Europa hanno colpito 2,2 milioni di ettari di terreno: un aumento del 57% rispetto al 2022

Gli incendi boschivi sono in aumento in tutto il mondo per frequenza, intensità e durata, rendendo sempre più necessario comprendere gli effetti dell’esposizione agli incendi sulla salute. Il rischio di incendi aumenta in presenza di condizioni di estrema siccità, come durante periodi di siccità prolungata, ondate di calore e forti venti.

Il fumo degli incendi boschivi è una miscela di inquinanti atmosferici pericolosi, tra cui il particolato fine (PM2.5), il biossido di azoto (NO₂), l’ozono, gli idrocarburi aromatici e il piombo. Oltre a contaminare l’aria con sostanze tossiche, gli incendi contribuiscono anche al cambiamento climatico, rilasciando nell’atmosfera grandi quantità di anidride carbonica e altri gas a effetto serra.

Con il cambiamento climatico che determina temperature sempre più elevate e condizioni di maggiore aridità, e con la crescente urbanizzazione delle aree rurali, la stagione degli incendi inizia prima e termina più tardi. Gli incendi boschivi stanno diventando sempre più estremi per estensione delle superfici bruciate, durata e intensità e possono compromettere i trasporti, le comunicazioni, l’approvvigionamento idrico e i servizi di fornitura di energia elettrica e gas.

L’Europa brucia

Il tema sta diventando sempre più grave nel nostro continente. «I nuovi dati rivelano un netto aumento degli incendi boschivi in alcune aree della Regione europea dell’OMS tra gennaio e luglio di quest’anno» ha dichiarato il Direttore regionale dell’OMS per l’Europa Hans Henri P. Kluge. «In Portogallo e in Spagna, il numero degli incendi segnalati è aumentato di oltre il 100% rispetto allo stesso periodo del 2025. Dietro questi numeri ci sono persone e comunità reali. Gli incendi boschivi distruggono abitazioni e mezzi di sussistenza, costringono all’evacuazione e mettono sotto enorme pressione i servizi di emergenza e i sistemi sanitari. Tragicamente, provocano anche perdite di vite umane».

Un altro Paese che ha conosciuto un incremento vertiginoso degli incendi boschivi è l’Ucraina. Infatti, proprio gli incendi boschivi vengono utilizzati spesso come tattica militare dai russi per aumentare il caos generato dall’attacco, la sua efficacia e drenare mezzi e personale di soccorso che, finché impegnato a spegnere le fiamme, è inagibile per fornire supporto ai militari ucraini.

Gli impatti

Gli incendi boschivi che si sviluppano in prossimità di aree abitate possono avere un impatto significativo sulle proprietà, sul bestiame, sull’ambiente e sulla salute della popolazione, determinando un aumento della mortalità e della morbilità. La gravità delle conseguenze dipende dalle dimensioni dell’incendio, dalla velocità con cui si propaga, dalla vicinanza ai centri abitati e dalla possibilità per la popolazione di ricevere un preavviso sufficiente per evacuare. Il fumo degli incendi boschivi è una miscela di inquinanti atmosferici, tra i quali il particolato (PM) rappresenta la principale minaccia per la salute pubblica.

L’esposizione al particolato fine (PM2.5) prodotto dagli incendi boschivi è associata a un aumento della mortalità prematura nella popolazione generale e può causare o aggravare patologie che interessano polmoni, cuore, cervello e sistema nervoso, pelle, apparato gastrointestinale, reni, occhi, naso e fegato. È stato inoltre dimostrato che può provocare compromissione delle funzioni cognitive e perdita di memoria. Anche i vigili del fuoco e gli operatori dei servizi di emergenza sono particolarmente esposti, con un elevato rischio di traumi, ustioni e inalazione di fumo, soprattutto quando le concentrazioni degli inquinanti sono elevate.

«Gli effetti sulla salute si estendono ben oltre le fiamme. Il fumo può propagarsi su lunghe distanze, aggravando le patologie cardiovascolari e respiratorie e incidendo sulla salute mentale, in particolare delle persone anziane, dei bambini, delle donne in gravidanza e di chi soffre di malattie croniche. Gli incendi possono inoltre compromettere l’accesso all’assistenza sanitaria e ad altri servizi pubblici» ha avvertito Kluge.

Per comprendere gli effetti ritardati e a lungo termine dell’esposizione agli incendi boschivi sulla salute delle popolazioni più vulnerabili, tra cui bambini, anziani, donne in gravidanza e persone affette da patologie croniche, soprattutto nelle aree geografiche soggette a esposizioni ripetute e cicliche a questi eventi, sono necessari ulteriori studi interdisciplinari.

L’azione di prevenzione

L’entità dei danni materiali e delle conseguenze per la salute e la vita delle persone causati dagli incendi boschivi si può ridurre attraverso l’attuazione tempestiva e sostenibile di adeguate misure di prevenzione, preparazione, risposta e ripresa. A causa del cambiamento climatico «dobbiamo prepararci ad affrontare incendi boschivi sempre più frequenti e intensi. I governi possono proteggere la popolazione fornendo allerte tempestive sugli incendi boschivi, sulle condizioni meteorologiche e sulla qualità dell’aria, diffondendo chiare indicazioni sanitarie e garantendo l’accesso alle cure primarie e ai servizi di emergenza. Le persone più vulnerabili devono inoltre poter disporre di spazi con aria pulita e ambienti refrigerati, linee telefoniche di assistenza e forme di supporto mirate» ha riferito Kluge.

Collaborando con gli Stati membri, l’OMS contribuisce a rafforzare sistemi sanitari resilienti e proattivi, capaci di anticipare i bisogni e le sfide che emergono durante le emergenze, così da ridurre i rischi e garantire una risposta efficace quando necessario. L’OMS collabora nelle attività di preparazione, prevenzione, individuazione, risposta e ripresa in seguito a emergenze e disastri, compresi quelli legati a esposizioni ambientali, attraverso:

  • Implementazione di sistemi di allerta precoce e diffusione di avvisi sanitari e sulla qualità dell’aria;
  • Contenimento del rilascio di sostanze pericolose;
  • Valutazione dei bisogni sanitari della popolazione e dei danni;
  • Ripristino dei servizi di assistenza sanitaria primaria, comprese vaccinazioni, assistenza alla salute materna e infantile e servizi di salute mentale;
  • Maggiori risorse dedicate alla gestione delle emergenze;
  • Raccolta, analisi e diffusione di informazioni relative a emergenze suscettibili di verificarsi in una determinata regione;
  • Costituzione di scorte di materiali e attrezzature per i soccorsi;
  • Mobilitazione di finanziamenti di emergenza a sostegno degli interventi sanitari;
  • Elaborazione di politiche, raccomandazioni e piani nazionali di risposta alle emergenze.

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di Arrigo Bellelli

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