La sicurezza del paziente cronico come banco di prova concreto della nuova sanità territoriale

Giovedì 17 settembre l’appuntamento a Firenze. Francesco Venneri: «Oggi possiamo dimostrare che molte delle soluzioni previste dalla riforma dell’assistenza territoriale sono già concretamente realizzabili».
Giovedì 17 settembre l’appuntamento a Firenze. Francesco Venneri: «Oggi possiamo dimostrare che molte delle soluzioni previste dalla riforma dell’assistenza territoriale sono già concretamente realizzabili».

Il 17 settembre 2026, dalle 8.30 alle 16.30, Villa La Quiete a Firenze ospiterà La sicurezza delle cure nelle malattie croniche: persone, percorsi e innovazione, l’evento organizzato dal Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente della Regione Toscana e dall’Agenzia Regionale di Sanità, in collaborazione con Formas, in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza del Paziente. Il convegno è accreditato ECM e prevede 7,8 crediti.

Il tema scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2026 è particolarmente significativo per i sistemi sanitari contemporanei: rendere sicure le cure per le persone che convivono con patologie croniche e non trasmissibili lungo tutto il loro percorso di vita. Secondo l’OMS, proprio la durata delle cure, la presenza frequente di multimorbilità e il passaggio ripetuto tra professionisti e diversi setting assistenziali aumentano il rischio di frammentazione, errori e danni evitabili. Da qui lo slogan internazionale della campagna: Safe care for life!

A guidare scientificamente l’appuntamento toscano sarà Francesco Venneri, Direttore del Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza del Paziente della Regione Toscana. «Abbiamo scelto di affrontare la cronicità guardando soprattutto a ciò che sta cambiando nell’assistenza territoriale» spiega Venneri. «Il punto non è soltanto realizzare nuove strutture, ma capire come queste strutture possano tradursi in percorsi realmente più sicuri per le persone fragili e croniche».

Dal DM 77 alla pratica quotidiana

Una parte centrale del confronto sarà infatti dedicata allo stato di attuazione dei modelli introdotti dal DM 77/2022, che ha ridisegnato gli standard dell’assistenza territoriale del Servizio sanitario nazionale attraverso Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali, assistenza domiciliare, Ospedali di Comunità e telemedicina.

«Il tema che vogliamo portare all’attenzione – sottolinea Venneri – è che oggi la telemedicina non può più essere considerata soltanto una prospettiva futura. Esistono esperienze concrete di televisita, teleconsulto e assistenza a distanza che possono consentire di seguire meglio il paziente fragile al domicilio e, in determinate condizioni, evitare accessi impropri in ospedale e in Pronto Soccorso».

La tecnologia, tuttavia, rappresenta soltanto una componente del nuovo modello. A fare la differenza è la capacità di costruire una rete organizzativa che colleghi ospedale, territorio, professionisti sanitari e servizi sociali, facendo arrivare al domicilio le competenze necessarie quando le condizioni del paziente lo consentono.

Curare la persona fragile senza portarla necessariamente in ospedale

Tra le esperienze sviluppate in Toscana vi è quella del GIROT, Gruppo Intervento Rapido Ospedale Territorio, un modello rivolto in particolare agli anziani fragili e alle persone con ridotta autonomia. I team possono integrare competenze geriatriche, internistiche, riabilitative e specialistiche e raccordarsi con infermieri di famiglia, medici di medicina generale e servizi territoriali.

Nell’AUSL Toscana Centro, ad esempio, il GIROT opera anche all’interno dei Pronto Soccorso per individuare, quando clinicamente appropriato, percorsi alternativi al ricovero tradizionale, fino alla possibilità di proseguire le cure a domicilio.

«Il principio è semplice – osserva Venneri –: non sempre è il paziente che deve muoversi verso l’ospedale. In alcuni casi deve essere il sistema sanitario a portare competenze, tecnologie e assistenza intorno alla persona. È un cambio di prospettiva particolarmente importante per gli anziani fragili, per i quali anche un accesso ospedaliero non necessario può avere conseguenze rilevanti».

In questa architettura assumono un ruolo decisivo anche le Centrali Operative Territoriali, chiamate a raccordare i diversi servizi e a sostenere la continuità della presa in carico. Il modello punta quindi a sostituire una successione di prestazioni isolate con un percorso coordinato, capace di riconoscere precocemente il bisogno e di attivare la risposta più appropriata.

Case di Comunità, tecnologie e protagonismo del paziente

Il programma del 17 settembre riflette questa impostazione. Dopo l’apertura istituzionale, la prima sLessione sarà dedicata alla sicurezza delle cure nelle malattie croniche, affrontando il ruolo del paziente attivo, lo stato dell’arte delle Case di Comunità in Toscana e le soluzioni tecnologiche per l’assistenza di prossimità, compresa un’esperienza con smart glasses a supporto della presa in carico domiciliare.

Seguirà la tavola rotonda “Percorsi in sicurezza e qualità: la vera essenza della prossimità”, che metterà a confronto coordinatori infermieristici, responsabili medici delle Case di Comunità, direttori dei servizi sociali e rappresentanti del Terzo settore delle tre aziende sanitarie territoriali toscane. Nel pomeriggio saranno invece presentate le buone pratiche sviluppate dalle aziende del Servizio sanitario regionale.

Una scelta coerente con l’indicazione dell’OMS, che per il 2026 richiama i sistemi sanitari non soltanto alla riduzione degli eventi avversi, ma alla costruzione di percorsi sicuri dalla prevenzione alla diagnosi, dalla terapia al monitoraggio, fino alla riabilitazione e all’assistenza di lungo periodo, riconoscendo al paziente un ruolo attivo nella gestione della propria condizione.

Per Venneri, è proprio questa la sfida che la Giornata Mondiale deve aiutare a rendere visibile: «La sicurezza non riguarda soltanto quello che avviene dentro un ospedale. Se la cura delle cronicità si sposta sempre più sul territorio e al domicilio, anche la cultura della sicurezza deve seguire il paziente lungo tutto il percorso. Il 17 settembre sarà soprattutto un’occasione per mettere a confronto ciò che stiamo realizzando, individuare ciò che funziona e trasformare le buone pratiche in modelli sempre più strutturati e replicabili».

Informazioni sull’evento

L’appuntamento è quindi per giovedì 17 settembre 2026, dalle 8.30 alle 16.30, presso Villa La Quiete, via di Boldrone 2, Firenze. La partecipazione è rivolta agli operatori delle aziende sanitarie toscane, ai medici di medicina generale e ai pediatri di famiglia. Il convegno è accreditato con 7,8 crediti ECM.

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di Tommaso Vesentini

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