I nuovi modelli di integrazione sanitaria stanno ridisegnando il rapporto tra servizi sanitari, sociali e previdenziali, e rilanciano una domanda precisa: quale funzione spetta a ciascun attore del sistema. In questo scenario l’INPS entra nel confronto con un ruolo che cresce insieme alle riforme in corso. Filippo Bonanni, direttore centrale salute e prestazioni disabilità dell’Istituto, affronta il tema partendo dalla fase di trasformazione che attraversa il mondo della disabilità e quello della salute, due ambiti sempre più vicini nella pratica quotidiana dei servizi.
Il punto di partenza è la riforma della disabilità, con le sue tappe di attuazione sul territorio nazionale e con il modo in cui cambia l’accertamento della condizione di disabilità. Il racconto tocca le unità di valutazione di base, lo sguardo con cui l’Istituto osserva la persona e il passaggio successivo, quello del progetto di vita, che coinvolge gli ambiti territoriali e ruota attorno ai desideri e al contesto sociale di chi lo vive. Emerge così il filo che lega l’Istituto, i territori e i cittadini lungo tutto il percorso.
Accoglienza, benessere e inclusione
Il secondo filone riguarda i percorsi di accoglienza delle persone e il loro legame con il benessere e con l’inclusione. Filippo Bonanni descrive il modo in cui l’Istituto immagina i luoghi in cui incontra i cittadini, a partire dalla rete dei centri medico legali e dai gabinetti diagnostici, e si sofferma sull’attenzione dedicata ai bambini e alle loro famiglie, con spazi che rendono l’incontro più sereno.
Un ulteriore passaggio collega la qualità degli ambienti al mondo della cultura e dell’arte, con riferimento al patrimonio artistico e culturale dell’Istituto e al rapporto con la cittadinanza. Il valore che arte e benessere assumono nei luoghi di cura e di accertamento completa il quadro degli argomenti e riporta al centro la persona, con i suoi bisogni e il suo contesto di vita.
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