Ministero della Salute per la Giornata Mondiale della Vista: strategie e dati sulla prevenzione

Diagnosi precoce, servizi territoriali e intelligenza artificiale sono le leve indicate dalle istituzioni per tutelare la vista

«Abbiamo voluto portare il più possibile i cittadini ad avvicinarsi alla prevenzione delle patologie degli occhi, alle consulenze e i controlli oculistici» così Mario Barbuto, Presidente della Fondazione Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB) Italia ETS e della Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha aperto la conferenza all’auditorium Cosimo Piccinno presso il Ministero della Salute, in occasione della Giornata mondiale della vista che si celebra ogni anno il secondo giovedì di ottobre. L’evento ha posto al centro del dibattito la necessità di intervenire tempestivamente per salvaguardare la vista di milioni di cittadini in tutto il paese e nel mondo.

Una sfida che tocca 2,2 milioni di persone

La salute visiva rappresenta una delle sfide principali della sanità e riguarda direttamente oltre 2,2 milioni di persone in tutto il mondo che convivono con una riduzione della vista o con cecità. Ma il dato più significativo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riguarda proprio la prevenzione: in almeno la metà dei casi, la perdita della vista potrebbe essere prevenuta o trattata efficacemente attraverso una diagnosi precoce, cure appropriate e l’accesso ai servizi. L’appuntamento annuale è promosso in Italia dalla Fondazione IAPB che, sin dal 2002, richiama l’attenzione della popolazione, delle istituzioni, dei medici e della società civile sulla necessità di riconoscere l’importanza della tutela della salute visiva.

Mario Barbuto, Presidente della Fondazione Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB) Italia ETS e della Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti

Giornata Mondiale della Vista: un giorno per la prevenzione

«Alle persone vogliamo dire che i controlli oculistici regolari, il sostegno delle istituzioni preposte, l’attenzione e la disponibilità dei medici oculisti sono le chiavi fondamentali per realizzare una buona prevenzione» conclude Mario Barbuto. Questa ricorrenza rappresenta un momento fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di non sottovalutare i segnali d’allarme e di sottoporsi a visite periodiche regolari. Gli specialisti ricordano che la diagnosi precoce è l’arma più efficace per evitare complicazioni irreversibili e garantire una migliore qualità della vita ai pazienti di tutte le età.

Le sfide del futuro

A portare il proprio contributo nel dibattito dell’iniziativa sono state le istituzioni, le associazioni e gli esperti del Ministero della Salute. «Il tema di questa giornata richiama un principio essenziale: investire nella salute degli altri» ha dichiarato Francesca Simonelli, Presidente del Comitato Tecnico Nazionale per la Prevenzione di Cecità e Ipovisione, insediatosi a giugno scorso presso il Ministero della Salute. L’obiettivo comune resta quello di migliorare l’offerta assistenziale e di potenziare i servizi territoriali dedicati alla prevenzione visiva.

L’IA tra le sfide del futuro

Una proposta che trova applicazione in «quattro gruppi di lavoro sulle tematiche che ci sembravano più importanti» spiega Francesca Simonelli, che aggiunge: «C’è il grande tema della maculopatia, sul quale bisogna fare un grande lavoro, e il tema della ridefinizione dei centri di commissione e riabilitazione. Ma non solo: un altro argomento di lavoro, di natura giuridica ma molto importante, è l’applicazione dell’intelligenza artificiale nella divulgazione dei contenuti scientifici. Le nuove tecnologie rappresentano una risorsa imprescindibile per affrontare la carenza di organico e ottimizzare i percorsi diagnostici».

Il lavoro dell’Unione Italiana Ciechi

A spiegare l’importanza della prevenzione è Linda Legname, vicepresidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che «ad oggi conta da Nord a Sud 105 strutture, di cui 90 impegnate anche nell’attività di divulgazione per diffondere maggiore consapevolezza sulla prevenzione delle patologie della vista». Se una persona sente una fibrillazione al cuore corre subito dal cardiologo; se, invece, una persona sente gli occhi stanchi, trova giustificazioni per rimandare un controllo o una visita. Abbiamo stimato che, in media, nelle nostre sedi e durante le campagne di screening con le unità mobili, in 10 giorni riusciamo a visitare circa 4 mila persone».

Investire sulla consapevolezza

Su questa linea prosegue Cristina Tamburini, Direttrice dell’Ufficio Tutela della salute delle fasce vulnerabili presso il Ministero della Salute: «Dobbiamo raggiungere più fasce di popolazione per fare educazione sanitaria, per renderle consapevoli dell’importanza della prevenzione oncologica, cardiovascolare, ginecologica o andrologica, e anche della prevenzione che attiene alla salute visiva». C’è una scarsa consapevolezza nelle persone sulle patologie oculari cronico-degenerative. Per questo stiamo lavorando per tradurre una prevenzione normativa in uno strumento finanziario a disposizione delle Regioni, con finanziamenti specifici».

Ma quali sono i numeri nella sanità pubblica?

«La sanità pubblica – afferma Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana e Vicepresidente IAPB – non riesce a tenere il ritmo. La ricerca e la tecnica nel settore crescono velocissimamente. Parliamo di 20 milioni di visite medico-oculistiche, della moltiplicazione dei vantaggi nel trattamento della cataratta e dell’uso di terapie salvavista nuove ed efficaci come quelle contro la maculopatia. Tutto negli ultimi 15 anni, mentre la richiesta di prestazioni medico-oculistiche è aumentata di cinque volte; l’organizzazione della sanità pubblica, invece, è rimasta uguale a quella di 60 anni fa. I medici oculisti nelle strutture pubbliche sono proporzionalmente diminuiti: sono 7 mila gli specialisti in totale, ma negli ospedali pubblici ne sono operativi solo 1.500. Si tratta di una specializzazione che non salva vite e quindi non viene considerata una priorità».

«Per quanto riguarda il disegno di vita e la prevenzione come politica sanitaria prioritaria, abbiamo aumentato al 5% la quota dedicata alla prevenzione del Fondo Sanitario Nazionale – spiega Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute – Il Ministero conta su un comitato nazionale per la prevenzione della cecità che dà un contributo tecnico-scientifico per esprimersi su nuovi emendamenti da proporre, nuovi finanziamenti e progetti di ricerca. Queste risorse mirano a potenziare la rete di supporto e a garantire una risposta concreta alle crescenti esigenze della popolazione in ambito oculistico».

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di Raffaele Di Ronza

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