Intervista a Fabio Macrì, Director ed Head of HME Sales di Samsung Electronics Italia.
Qual è il messaggio principale che Samsung ha voluto portare a Welfair? Qual è il cuore del vostro intervento?
Nel campo dell’Information Technology, Samsung ha concentrato gran parte dei suoi più recenti sforzi di innovazione e sviluppo nella creazione di una complessa rete di strumenti di intelligenza artificiale che supportano e arricchiscono l’intera gamma dei suoi prodotti, rendendoli sempre più vicini alle esigenze degli operatori, personalizzabili, intuitivi e ricchi di soluzioni innovative.
Nel settore medicale, particolarmente delicato e di grande valore, questo impegno ha posto al centro dell’intero processo il medico e l’attività diagnostica, dando vita a soluzioni che rappresentano uno strumento concreto per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria, anziché un obiettivo tecnologico fine a sé stesso.
L’intelligenza artificiale può supportare il medico nell’interpretazione delle immagini, automatizzare e velocizzare alcune attività ripetitive e rendere più efficienti determinati processi diagnostici. Tuttavia, al professionista sanitario resta affidato il compito di compiere l’azione più umana e importante in assoluto: scegliere.
Scegliere è ciò che distingue realmente l’intelligenza umana da quella artificiale. L’intero processo di analisi razionale e critica che conduce a una decisione resta, e deve restare, prerogativa esclusiva del medico.
L’insieme degli strumenti di AI nasce e rimane, quindi, al completo servizio del processo diagnostico: lo semplifica e lo snellisce, lo rende più rapido abbreviando i tempi di calcolo, ne migliora la fruibilità eliminando le attese e ne aumenta l’attendibilità attraverso la produzione di dati estremamente accurati. Le informazioni così elaborate vengono infine rimesse nelle mani del professionista, che le interpreta e ne trae le opportune conclusioni a supporto della diagnosi.
In questo modo, la tecnologia contribuisce a costruire un modello nel quale l’innovazione è sempre più accessibile, affidabile e concretamente utile nella pratica clinica quotidiana.
Quale impatto possono avere l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie sul sistema sanitario italiano?
Due dei benefici più importanti derivanti dall’introduzione dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’ecografia sono la riduzione dei tempi di esecuzione degli esami e la maggiore facilità di utilizzo delle apparecchiature.
Partendo da questi presupposti, è possibile immaginare come la diffusione di sistemi ecografici dotati di strumenti di AI nei presidi territoriali, anche nell’ambito del recente processo di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria attraverso il grande progetto nazionale di apertura delle Case della Comunità, possa favorire un progressivo spostamento della diagnostica di primo livello verso le strutture territoriali.
Il primo impatto di questo processo potrebbe riguardare proprio l’abbattimento delle liste d’attesa regionali e la riduzione della pressione sulle strutture ospedaliere.
A questi benefici si aggiungerebbe una maggiore facilità e rapidità nella realizzazione di campagne di screening su scala regionale o nazionale, che, come sappiamo, hanno dimostrato di poter incidere significativamente sulle prospettive di vita della popolazione e sulla riduzione della spesa sanitaria nazionale nel medio e lungo periodo.
Quali sono le principali criticità da affrontare e quali interventi di governance sono necessari per accompagnare l’innovazione legata all’AI?
Le recenti rivelazioni da parte delle grandi aziende impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale hanno acceso i riflettori sulla sicurezza di questi nuovi strumenti e sulla possibilità di mantenere realmente i sistemi di AI generativa entro i limiti definiti dall’uomo.
Nel campo della diagnostica per immagini, tuttavia, le principali criticità non riguardano tanto questi aspetti, quanto piuttosto la sicurezza dei dati sensibili.
Su questo fronte, sarebbe auspicabile una stretta collaborazione tra istituzioni, strutture sanitarie, comunità scientifica e industria tecnologica, affinché gli organismi preposti alla regolamentazione possano comprendere e recepire i cambiamenti che l’innovazione tecnologica è in grado di determinare nella gestione del paziente e dei dati clinici a esso associati.
Un altro tema che merita di essere approfondito e regolamentato è quello della diagnosi a distanza. Gli strumenti tecnologici sono già disponibili e le esigenze di utilizzo certamente non mancano.
Samsung, ad esempio, ha sviluppato un software che consente il controllo completo a distanza di un ecografo, sia per finalità formative sia per attività diagnostiche.
Sarebbe quindi opportuno che il legislatore valutasse eventuali adeguamenti normativi, capaci di integrare queste nuove possibilità offerte dalla tecnologia nella normale pratica sanitaria, ma anche nei percorsi di formazione universitaria dei futuri medici.
Naturalmente, un ruolo fondamentale è svolto anche dalle competenze degli amministratori e degli ingegneri clinici, che devono essere adeguatamente formati per comprendere appieno le potenzialità e i limiti di questi strumenti.
Per questo riteniamo essenziale che la formazione accompagni l’introduzione delle soluzioni di intelligenza artificiale fin dalle prime fasi, anziché intervenire soltanto successivamente alla loro adozione.
Come si posiziona Samsung in questo scenario e quale contributo può offrire all’evoluzione del sistema sanitario?
Samsung è un’azienda da sempre orientata al dialogo e al confronto con i propri stakeholder. In particolare, la Divisione Health & Medical Equipment si è caratterizzata negli anni per il suo forte impegno nella formazione dei medici e degli ingegneri clinici.
Questo approccio ci consente di essere costantemente impegnati su due fronti complementari: da un lato, lo sviluppo di soluzioni a contenuto tecnologico sempre più avanzato; dall’altro, il supporto ai professionisti del settore nell’acquisizione delle competenze necessarie per comprendere e utilizzare con naturalezza le nuove opportunità offerte dalla tecnologia.
Anche il nostro dialogo con le istituzioni testimonia questo impegno. È proprio per questo che, accanto allo sviluppo tecnologico, attribuiamo grande importanza alla collaborazione con il mondo clinico e scientifico.
In Italia abbiamo sostenuto, ad esempio, progetti come la Premium Scanning Room del Policlinico Universitario Gemelli di Roma, iniziative di ricerca con Fondazione IEO-CCM e programmi dedicati alla prevenzione.
Abbiamo inoltre partecipato a iniziative promosse dai Corpi Militari dello Stato e da organizzazioni benefiche, offrendo il nostro supporto alla realizzazione di importanti attività di screening rivolte alla popolazione.
Nell’evoluzione del sistema sanitario, quindi, Samsung intende svolgere un ruolo di primo piano non soltanto attraverso l’innovazione tecnologica, ma anche mediante un concreto impegno sul piano etico.
Quale scenario possiamo immaginare nei prossimi cinque anni e quali sono i principali traguardi verso cui orientarsi?
Nei prossimi cinque anni immaginiamo un sistema sanitario nel quale l’intelligenza artificiale sarà sempre più integrata negli strumenti utilizzati quotidianamente dai professionisti.
Nell’ambito della diagnostica per immagini, assisteremo probabilmente a un’ulteriore evoluzione dei sistemi di supporto all’acquisizione e all’interpretazione delle immagini, ma anche delle tecnologie per la diagnosi a distanza.
Il nostro auspicio è che l’organizzazione complessiva dell’assistenza sanitaria evolva verso un progressivo rafforzamento della sanità di prossimità, rendendo possibile l’erogazione di un numero crescente di prestazioni diagnostiche anche al di fuori dei grandi ospedali, laddove clinicamente appropriato.
Per raggiungere questo risultato saranno determinanti gli investimenti nelle competenze, nell’integrazione dei sistemi e nella capacità di valutare le innovazioni sulla base di risultati misurabili.
A nostro avviso, il traguardo più importante sarà passare da una fase caratterizzata da singole applicazioni innovative a un modello nel quale l’intelligenza artificiale rappresenti una componente ordinaria e affidabile dei percorsi di cura.
Tra cinque anni, il vero successo dell’AI non sarà la sua diffusione in quanto tale, ma la capacità di aver reso la sanità più efficiente, la diagnosi più tempestiva e le cure più vicine alle persone.
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