Togliere tempo dalla burocrazia per darlo alla cura è una priorità

Dal tavolo di lavoro di Welfair l’impegno a ridurre gli adempimenti amministrativi e ampliare lo spazio per la relazione con il paziente

Ogni giorno una parte consistente dell’orario di medici, infermieri e altri professionisti sanitari si esaurisce tra moduli, registrazioni, adempimenti e passaggi amministrativi che accompagnano ogni atto clinico. Il tema del tempo sottratto alla cura attraversa corsie, ambulatori e servizi territoriali e riguarda chi lavora in prima linea come chi guida le organizzazioni. Enzo Chilelli, presidente del comitato scientifico di Welfair, affronta la questione partendo da una domanda precisa: come si sposta il tempo dalla burocrazia alla relazione di cura.

Il primo nodo riguarda la complessità del tema, che nessun intervento isolato riesce a risolvere. Per questo Welfair ha scelto la strada del tavolo di lavoro, in cui esperti con competenze e prospettive diverse si confrontano su come trasformare un’esigenza condivisa in soluzioni concrete. Il metodo conta quanto l’obiettivo, perché la semplificazione tocca processi clinici, assetti organizzativi e regole amministrative allo stesso tempo.

Risorse, semplificazione e accesso alle cure

Un secondo filo conduttore porta sul terreno dei numeri. Chilelli richiama i dati che inquadrano la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e il rapporto tra le risorse disponibili e i bisogni di salute di una popolazione che cambia. Lo sguardo si rivolge in particolare alle generazioni più giovani, che dovranno confrontarsi con le scelte di oggi e con il modello di sistema che ne deriva.

Da qui prende forma il tema della sburocratizzazione come leva organizzativa. Snellire le procedure, ridurre gli adempimenti ripetitivi e liberare ore da dedicare ai pazienti significa lavorare su più tempo, più persone seguite dal sistema, in una cornice in cui le risorse aggiuntive non coincidono con quelle necessarie per mantenere l’assetto del passato. La restituzione del tempo di cura diventa così una questione di governance prima ancora che di buona volontà dei singoli professionisti.

Il percorso si chiude sullo scopo del tavolo di lavoro: mettere a fattor comune l’esperienza degli esperti per indicare strade percorribili, in coerenza con il mandato di Welfair, che riunisce istituzioni, professioni e organizzazioni attorno ai temi della sanità. L’obiettivo resta uno: ridare spazio alla relazione tra operatore e paziente, per raggiungere un numero sempre maggiore di persone.

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di Arrigo Bellelli

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