“Riuscire ad analizzare la differenza tra spese ordinarie e costi evitabili significa riprendere il controllo delle proprie finanze. La strada per le aziende sanitarie è l’empowerment finanziario che cambia prospettive di sostenibilità e capacità negoziali, a partire dalla relazione con le assicurazioni” spiega Roberto Esitini di MAG.
Se assumiamo in 100 il costo per una ASL per l’insieme degli interventi chirurgici – compresi quelli interventi non pianificati che si rendono necessari dopo il primo -, quanta parte di questo costo sarebbe evitabile intervenendo sui processi organizzativi relativi alla MedMal?
“È una domanda importante per inquadrare la salute finanziaria delle aziende sanitarie ma alla quale nessuno del settore, e non solo in Italia, sa rispondere. Si tende, infatti, a identificare il costo della MedMal con quello dei risarcimenti, ma l’impatto della Medical Malpractice nelle ASL è molto più ampio. La MedMal riguarda tutti i costi che dipendono dalle azioni e dall’organizzazione all’interno di una struttura sanitaria e che potrebbe essere evitati”.
Materiali sprecati, giorni di degenza in più, terapie farmacologiche disattese sono tutte spese aggiuntive, indirette e non ordinarie che pesano sulla sostenibilità finanziaria della sanità – al pari del rischio sanitario – e che sottraggono risorse alle cure.
“Attualmente – prosegue Roberto Esitini, Head of Specialty Healthcare della società di intermediazione assicurativa MAG – non esiste una definizione globale di MedMal né studi internazionali che ne quantifichino l’impatto sul budget complessivo della sanità. Le ASL, perciò, sanno quanto spendono – o, più precisamente, quante risorse allocare per anno – ma non sanno interamente perché”.
A questo tema saranno dedicati tre appuntamenti dopo l’estate. Al Centro Storico Fiat il 25 settembre, nella Reggia di Caserta l’8 ottobre e Giovedì 5 novembre a Welfair, fiera del fare Sanità a Fiera di Roma.
“Misurare i costi indiretti significa riprendere il controllo delle proprie finanze” continua Esitini.
Quantificare la prevenzione: come dare valore alla gestione del rischio
“Applicare strumenti finanziari al risk management è un’altra tappa nel percorso di empowerment delle ASL. Al momento, tutti i modelli attuariali delle compagnie di assicurazione si basano sull’analisi delle statistiche sinistri. Questo significa che la fotografia del rischio di una ASL è una fotografia del passato. Per fotografare il futuro è necessario quantificare finanziariamente gli interventi che mitigano il rischio in sanità”.
A questo proposito MAG ha sviluppato un modello proprietario, utilizzando gli strumenti di analisi della tenuta dei sistemi bancari per quantificare il valore finanziario delle indicazioni e dei modelli di mitigazione del rischio. Hospital Risk Preditctor® triangola i valori dei sinistri, l’analisi di scenari quantitativi del rischio clinico e dei dati di benchmark per analizzarel’esposizione finanziaria massima e personalizzare la polizza (e/o quantificare le riserve da apporre al nuovo fondo rischi introdotto dal DM 232/2024.)
“Questo strumento – conclude Esitini – permette alle ASL e strutture sanitarie di negoziare sulla base dei numeri e rientra in un processo di emancipazione finanziaria che cambia le prospettive di sostenibilità delle aziende sanitarie e incrementa la loro capacità negoziale, in primis con le assicurazioni”.