La proposta per gli ECM: non più adempimento burocratico ma incentivo professionale

Premiare chi è in regola con i crediti formativi è un segnale positivo. Ma si può fare un passo in più, passando da una cultura dell’obbligo ad una della crescita. L’editoriale di Saverio Proia e Roberto Di Bella*
Premiare chi è in regola con i crediti formativi è un segnale positivo. Ma si può fare un passo in più, passando da una cultura dell’obbligo ad una della crescita. L’editoriale di Saverio Proia e Roberto Di Bella

Il 3 luglio 2025 la Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC) ha approvato una delibera che riconosce 20 crediti di Educazione Continua in Medicina (ECM) aggiuntivi ai professionisti sanitari “virtuosi”. Si tratta di coloro che, alla data della delibera, risultano in regola con l’obbligo formativo di tutti i trienni precedenti.

Consiste certamente in un segnale positivo, che riconosce l’impegno costante nella formazione, elemento cardine per garantire la qualità e la sicurezza delle cure. Tuttavia, la misura appare ancora troppo limitata e simbolica, specialmente alla luce delle profonde trasformazioni e delle pressioni a cui è sottoposto il sistema sanitario.

L’attuale sistema ECM è percepito, ancora troppo spesso, come un adempimento burocratico, che, di fatto, non distingue tra chi si impegna realmente nella formazione e chi la elude o la svolge in modo parziale. In questo contesto, una premialità limitata a un bonus crediti rischia di non incidere realmente sui comportamenti né di favorire una vera cultura della formazione continua.

Prof. Francesco Saverio Proia

La proposta: una premialità strutturata, concreta e motivante

È tempo di compiere un salto di qualità: la premialità non può essere una misura accessoria. Invece, deve diventare uno strumento strutturale, tangibile e motivante. Serve, perciò, una strategia proattiva e sistemica, che coinvolga attivamente:

  • Le organizzazioni sanitarie, chiamate a garantire tempo, accesso e valore reale ai percorsi formativi;
  • La contrattazione nazionale ed aziendale che dovrebbe includere nei contratti collettivi meccanismi premiali legati al completamento degli obblighi formativi;
  • Il decisore politico, che deve riconoscere la formazione continua come una leva strategica di sviluppo del capitale umano sanitario e quindi della stessa efficienza ed efficacia del SSN.

Un vero sistema premiante deve andare oltre i crediti bonus e tradursi in reali opportunità professionali. Proponiamo, a titolo esemplificativo, alcune misure concrete:

  • Priorità nei passaggi di fascia economica o di carriera per i professionisti in regola con l’obbligo formativo;
  • Accesso preferenziale a concorsi interni e mobilità verticale per chi investe con costanza nella propria formazione;
  • Valorizzazione della formazione nel sistema di valutazione individuale, con ricadute su produttività, incarichi e riconoscimenti economici e normativi.
Prof. Roberto Di Bella

Dalla logica dell’obbligo a una cultura della crescita

La delibera del 3 luglio 2025 rappresenta un passo iniziale, ma non sufficiente. Occorre un ecosistema che riconosca la formazione continua non solo come un dovere, ma come un diritto e una leva di valorizzazione professionale.

Una premialità strutturata, integrata e motivante può rappresentare un punto di svolta per trasformare l’obbligo formativo in una reale opportunità di crescita, qualità e innovazione, per i professionisti e per il sistema sanitario nel suo insieme.

Editoriale a firma di:

Prof. Roberto Di Bella
Direttore della Didattica Professionale Università degli Studi dell’ Insubria
Prof. Francesco Saverio Proia
Esperto di professioni della salute, già dirigente del Ministero della Salute

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