L’aderenza terapeutica come infrastruttura sanitaria

Più aderenza, meno spesa sanitaria. Deblistering, farmacie e sostenibilità del Servizio Sanitario: un cambiamento che l’Italia non può più rimandare

Articolo di Alessandro Iadecola, CEO Remedia – Sempli Farma

Il pronunciamento del Consiglio di Stato n. 00992/2025 del 2 settembre 2025 segna un momento cruciale nella sanità italiana. Il deblistering, quale servizio di accesso personalizzato ai farmaci, è ritenuto lecito su tutto il territorio nazionale all’interno della Farmacia dei Servizi. Una decisione che chiarisce ruoli, responsabilità e prospettive, e che va ben oltre il perimetro regolatorio. 

Un quadro coerente 

Questa sentenza del Consiglio di Stato mette ordine in un dibattito frammentato. Lo fa delineando un assetto chiaro e affermando come l’industria farmaceutica non sia coinvolta nella responsabilità post-vendita del farmaco. Il deblistering, così, rientra nelle competenze professionali delle farmacie, con le garanzie di sicurezza già assicurate dalle linee guida europee, nazionali e regionali. 

Inoltre, il Consiglio di Stato riconosce esplicitamente che il deblistering è una pratica orientata ad aumentare l’aderenza terapeutica e a semplificare la gestione dei farmaci, in particolare per pazienti anziani e con multiple patologie. È un passaggio cruciale, perché l’aderenza non è più una conseguenza, ma l’obiettivo stesso del servizio. Non è un caso che la Conferenza Stato-Regioni, con l’aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità, abbia assegnato alle farmacie un ruolo operativo centrale nella presa in carico dei pazienti cronici, in sinergia con i Medici di Medicina Generale. 

Più aderenza, meno spesa sanitaria 

L’aumento dell’aderenza terapeutica ridurrebbe in misura importante la spesa sanitaria complessiva, perché comporterebbe meno ricoveri, meno accessi impropri al pronto soccorso e meno complicanze. Basti pensare che in Europa, grazie all’incremento dell’aderenza, il risparmio sulla spesa sanitaria sarebbe di circa 125 miliardi di euro l’anno. 

Ma l’aderenza non è solo un comportamento individuale: è necessario leggerla come infrastruttura sanitaria trasversale. L’aderenza terapeutica sostiene tutti i servizi di cura, standardizzata, non è né opzionale né sperimentale, è generativa di dati, utili a clinici e decisori, e riduttrice di inefficienze, perché elimina gli sprechi. Se l’Italia raggiungesse livelli di diffusione del deblistering simili a quelli dei Paesi Bassi e incrementasse del 15% l’attuale tasso di aderenza (oggi inferiore al 50%) i benefici sarebbero immediati. Si parlerebbe infatti di due milioni di pazienti con terapie più semplici ed efficienti, un miliardo di euro l’anno di ricavi aggiuntivi per le farmacie, un miliardo di euro l’anno per l’industria del farmaco, in particolare dei generici, 500 milioni di euro di risparmio per i cittadini, la riduzione del fabbisogno di 5.000 infermieri FTE nelle strutture sociosanitarie, a costo zero per le Regioni, se il servizio fosse riconosciuto negli standard di accreditamento. 

Inoltre, se il Sistema Sanitario Nazionale rimborsasse il deblistering, come avviene nei Paesi Bassi, il punto di pareggio sarebbe raggiungibile con una riduzione di soli 500 milioni di euro di spesa sanitaria su un totale di 138 miliardi. 

Guardare al futuro 

Tale situazione si inserisce in un contesto particolare del Sistema Sanitario Nazionale, che tra cronicità, invecchiamento e complessità clinica, sta vivendo un periodo di particolare stress. La risposta a queste sfide del Sistema Sanitario Nazionale deve essere territoriale e collaborativa, con Aziende Sanitarie Locali, farmacie, strutture e pazienti che devono diventare un ecosistema integrato, composti da prevenzione, appropriatezza e aderenza, i quali devono diventare anche processi ordinari. In questo scenario, il deblistering non è un dettaglio tecnico: una rete di farmacie, ospedaliere e territoriali, in grado di allestire terapie personalizzate in dose unitaria consente vera continuità ospedale-territorio, supportata da piattaforme digitali interoperabili, sistemi di monitoraggio dell’assunzione e analisi dei dati clinici ed economici. 

Per 8,8 milioni di pazienti anziani e con più patologie, il deblistering può diventare lo strumento che rende sostenibile ciò che oggi non lo è più. Rafforzare il ruolo della farmacia come presidio del SSN, evolvere la pharmaceutical care verso esiti misurabili, offrire soluzioni professionali a un problema che oggi si affronta con rimedi artigianali: questa è la direzione.

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di Redazione Bees Sanità

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