Veneto: la proposta di legge per lo psicologo territoriale 

Presentato il disegno di legge regionale per integrare la psicologia nelle cure primarie: l’obiettivo è rafforzare la prevenzione, migliorare l’accesso ai servizi e ridurre la pressione sul sistema sanitario, in linea con le esperienze già attive in altre Regioni e con le indicazioni nazionali
psicologo territoriale veneto

La Regione Veneto avvia il percorso per l’istituzione dello psicologo territoriale con la presentazione di una proposta di legge regionale. Il provvedimento, annunciato dal presidente della Giunta regionale, Alberto Stefani, punta a inserire stabilmente la figura dello psicologo di base all’interno della rete dei servizi sanitari e sociosanitari, con particolare riferimento alle Case di Comunità e ai servizi di prossimità. L’obiettivo è quello di rafforzare la capacità del sistema sanitario di intercettare precocemente il disagio psicologico, rendendo più accessibili gli interventi e promuovendo un approccio integrato alla salute.

«Rappresentando l’intera comunità professionale esprimo apprezzamento per la decisione formulata dal Presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani che ha annunciato personalmente e depositato la proposta di legge regionale sulla psicologia territoriale» ha dichiarato Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. «Ciò dimostra lo strategico valore che la Regione Veneto vuol dare all’istituzione del servizio di psicologia di prossimità integrato nella rete di servizi sanitari e sociosanitari». 

psicologo territoriale veneto
Maria Antonietta Gulino

Un modello già diffuso nei territori 

L’iniziativa si inserisce in un contesto nazionale in cui diverse Regioni hanno già avviato o regolamentato il servizio di psicologia di base. Con il Veneto, salirebbero a dodici le realtà regionali impegnate in questo ambito. 

«I territori italiani in cui sono applicati i dispositivi di legge ed in cui è garantito il servizio consentono ai loro cittadini di usufruire di interventi precoci e accessibili di prevenzione, di promozione del benessere psicologico, con risultati soddisfacenti su tutto l’arco di vita» evidenzia Gulino, richiamando anche il lavoro di raccolta e analisi dei dati regionali svolto dal Consiglio nazionale per supportare le politiche pubbliche e contribuire a ridurre lo stigma legato alla salute mentale. 

Prevenzione e intervento precoce 

Il modello dello psicologo territoriale si fonda su un approccio orientato alla prevenzione e alla gestione precoce del disagio. L’obiettivo è intervenire su problematiche diffuse come ansia, stress e difficoltà relazionali prima che possano evolvere in condizioni più complesse. 

«Un intervento psicologico precoce si rivolge a persone con disagi e problematiche comuni quali ansia, stress o difficoltà relazionali e consente di intercettare stati di disagio psicologico a bassa soglia, per evitare che evolvano in patologie psichiatriche e per arginare il rischio di cronicità» osserva la presidente del CNOP. 

Le sperimentazioni già attive mostrano inoltre effetti rilevanti sul funzionamento complessivo del sistema sanitario, tra cui la riduzione degli invii ai servizi specialistici e degli accessi impropri al Pronto Soccorso. 

Il riferimento al Piano nazionale 

Il percorso regionale si collega alle linee di indirizzo definite a livello nazionale. Il 29 dicembre 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il Piano di Azioni Nazionale sulla Salute Mentale (PANSM), che include l’assistenza psicologica nelle cure primarie tra gli interventi di primo livello. 

Il contributo del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha favorito l’inserimento di questo servizio tra le priorità per la prevenzione e la tutela del benessere psicofisico. 

Un iter legislativo ancora aperto 

Sul piano nazionale, il tema resta al centro del dibattito istituzionale. Nel novembre 2023 la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ha adottato un testo unificato per l’istituzione del servizio di psicologia di assistenza primaria, ma l’iter legislativo non ha ancora avuto sviluppi conclusivi. 

«Singolare però che a tutt’oggi, nonostante le normative territoriali e i relativi investimenti regionali, la legge non decolla, non abbia ancora ripreso il suo iter legislativo, nonostante la disponibilità più volte espressa dal Ministro della Salute Orazio Schillaci» rileva Gulino. 

Prospettiva sul servizio di psicologia di base 

«Stante la preoccupante crescita del disagio psicologico soprattutto delle nuove generazioni – continua Gulino – risulta quanto mai necessario che questo testo unificato diventi legge dello Stato per favorire uniformità normativa e organizzazione sanitaria del servizio di psicologia primaria applicando criteri di equità geografica e tutela del diritto alla salute di ogni cittadino in ogni territorio del nostro paese».

«Ci auguriamo, pertanto, che in questo ultimo scorcio di legislatura, Parlamento e Governo legiferino l’istituzione nelle Case di Comunità del servizio di Psicologia di base a tutela della salute del singolo, dei gruppi, delle comunità e dell’intero Paese». 

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di Sara Claro

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