Articolo a cura di Vincenza Ferrara, esperta altamente qualificata in Arte come strumento didattico nell’educazione sanitaria, M-Ped/03, Sapienza Università di Roma
Le arti sono state riconosciute come possibile terapia per migliorare il benessere e la salute delle persone. Sono molte le criticità nella Sanità con esigenze del personale sanitario legate a una spesso cattiva organizzazione. Le attività con le arti possono accanto a migliori condizioni organizzative aiutare i curanti a migliorare il proprio benessere, le relazioni e la motivazione utili per migliorare la Sanità.
L’arte che cura
Molte ricerche hanno dimostrato come l’arte possa essere un valido strumento per la promozione del benessere e della salute. Le indicazioni dell’OMS a seguito di uno studio e le esperienze internazionali e italiane hanno prodotto risultati positivi sulla diminuzione dell’ansia, la depressione, lo stress e il burnout. La consapevolezza di ciò ha prodotto un protocollo di intesa il 5 febbraio 2026 tra Ministero della Salute e Ministero della Cultura per la Prescrizione Sociale con il riconoscimento del valore terapeutico della cultura, inclusa l’arte, per la promozione del benessere individuale e collettivo. Il Personale sanitario, coinvolto, dovrebbe essere aggiornato per applicare al meglio tali indicazioni.
L’arte per la formazione
Nel settore della formazione medica e sanitaria, già dagli anni Sessanta, a livello internazionale, si stanno proponendo attività multidisciplinari per cercare di rispondere all’esigenza di superare il modello biomedico che considerava la persona una macchina e la malattia un suo guasto. Nel percorso curriculare universitario si studia per sviluppare competenze che possano superare un certo tecnicismo. È utile adottare nuove attività in ECM per i professionisti della salute che spesso devono affrontare problemi organizzativi, il carico di lavoro, i problemi relazionali interprofessionali. Per rispondere a tali esigenze gli studi hanno indicato l’inserimento delle Medical Humanities nei percorsi curriculari e di aggiornamento, ossia l’uso di discipline umanistiche come le scienze sociali, le scienze umanistiche e le arti utili per sviluppare competenze e capacità cognitive, relazionali ed emotive utili per la professione di cura ossia le Life of Skills indicate dall’OMS.

Tra le discipline indicate dalla letteratura scientifica del settore sanitario troviamo l’arte visiva. In Italia da qualche anno sono attive sperimentazioni per l’introduzione di discipline umanistiche nei corsi curriculari di Medicina e infermieristica e negli ECM per il personale sanitario. Troviamo esempi di introduzione della Medicina Narrativa utile per lo sviluppo dell’empatia e dell’ascolto, di attività teatrali e dell’arte visiva. Uno dei metodi pedagogici applicati è quello delle Visual Thinking Strategies (VTS) progettato alla fine degli anni 80 negli Stati Uniti.
La pratica e i risultati
La pratica delle VTS e altre pratiche artistiche utili allo sviluppo dell’empatia e dell’ascolto attivo è stata introdotta in corsi universitari e in ECM presso Ospedali e ASL con risultati molto positivi.
Una serie di obiettivi e finalità del Metodo sono correlate alla professione medica e sanitaria:
- Migliorare le capacità di osservazione e ragionamento clinico, ovvero comprendere al meglio lo scenario clinico (paziente e contesto sociale);
- Migliorare la capacità di comunicazione, capacità fondamentale nel lavoro del medico e dell’infermiere e più in generale del professionista della salute, sia nella relazione con il paziente e i familiari, sia con i colleghi;
- Incoraggiare il pensiero critico e il problem solving, che nella pratica clinica si traduce nella guida alla scelta della soluzione migliore per quel singolo paziente;
- Promuovere l’empatia, fondamentale nel rapporto di cura con il paziente;
- Migliorare la tolleranza dell’ambiguità, ovvero abituare alla diversità dell’individuo e alla individualità delle risposte alle cure;
- Migliorare la capacità relazionale e quindi il lavoro di gruppo.
L’esperienza maturata negli ultimi anni indica quanto l’applicazione del metodo delle VTS e di altre pratiche artistiche indirizzate al contesto medico e sanitario produce ottimi risultati per lo sviluppo del modello bio-psico-sociale e quindi per la personalizzazione e umanizzazione delle cure, esigenze ormai ritenute di base nel settore della salute. La possibilità, misurata in modo positivo, di ridurre lo stress e il personal burnout attraverso la pratica dell’arte è un altro obiettivo che i percorsi didattici presentati possono raggiungere aiutando così i curanti a espletare al meglio la loro attività.
Come migliorare il sistema sanitario
È stato interessante, durante le attività, registrare le riflessioni dei partecipanti lavoratori che hanno messo in evidenza problemi organizzativi, elevato carico di lavoro, le difficoltà di comunicazione interprofessionale, il dover rispettare tempi indicati per la cura e l’assistenza troppo brevi. Alcune di queste difficoltà hanno bisogno di scelte diverse da parte della Direzione ma altre potrebbero essere superate con lo sviluppo di competenze e capacità relazionali ed emotive con l’applicazione di attività multidisciplinari. Possiamo trovare attività come mindfulness, yoga, attività artistiche per diminuire lo stress, le VTS, la medicina narrativa per sviluppare e aggiornare competenze e capacità utili all’esercizio della cura. Questi problemi sono sentiti anche a livello internazionale e molte sono le esperienze che utilizzano tale approccio sia in percorsi curriculari che ECM.
Sembra, quindi, molto importante definire a livello di Ministero della Salute studi che possano realizzare tali obiettivi. A seguire l’accordo con il Ministero della Cultura potrebbe essere molto interessante aggiungere anche un collegamento con il Ministero dell’Università e della Ricerca per progettare un piano utile all’inserimento di tali pratiche nella formazione e aggiornamento del personale sanitario per ascoltare le esigenze dei curanti e per adottare al meglio la prescrizione sociale per migliorare la qualità di vita delle persone in un’ottica di prevenzione e quindi migliorare la Sanità.
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