Malattie tropicali: la risposta va oltre la sanità

Patologie una volta sconosciute alle nostre latitudini si stanno radicando in Italia. «Senza allarmismi, c’è bisogno di prevenzione One Health al livello individuale e sull’intera filiera di gestione del territorio» dice Angela Corpolongo
Patologie una volta sconosciute alle nostre latitudini si stanno radicando in Italia. «Senza allarmismi, c’è bisogno di prevenzione One Health al livello individuale e sull’intera filiera di gestione del territorio» dice Angela Corpolongo

La geografia delle malattie tropicali è cambiata e diverse «patologie tradizionalmente lontane dalle nostre latitudini sono diventate autoctone. Questo scenario non deve causare allarmismo, ma è importante prenderne atto per impostare a livello di governance dei territori e di precauzioni individuale le corrette azioni di prevenzione» dice Angela Corpolongo, Presidente della Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale (SIMET ETS) e Dirigente medico della UOC Malattie Infettive ad Alta Intensità di Cura Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”​ IRCCS.

Perchè abbiamo in Italia trasmissione locale di malattie fino a qualche tempo presenti solo in zone tropicali?

Per una serie di concause spiega la dottoressa. La prima è l’aumento delle temperature che porta ad una espansione geografica dei vettori di malattia, come le zanzare, in zone dove non erano presenti, ne aumenta la sopravvivenza e i periodi di attività durante l’anno. La seconda sono i viaggi e lo spostamento delle persone, sia migranti che turisti. La terza è la progressiva urbanizzazione, che può, in alcuni casi, favorire la diffusione delle malattie tropicali.

«Il cambiamento climatico, perciò, non è l’unica causa, ma è una causa rilevante perché permette ad alcuni tipi di zanzare di spostarsi sempre più a Nord ed essere attive sempre più a lungo. Tutti questi fattori favoriscono la possibilità di una trasmissione autoctona, cioè acquisita localmente, all’interno di un determinato territorio, senza che il caso indice abbia contratto la malattia durante un viaggio o in un’altra area in cui essa è già presente. In altre parole, ciò indica che l’agente patogeno sta circolando nel territorio ed è in grado di trasmettersi tra persone, o attraverso vettori locali, dando origine a nuovi casi».

Angela Corpolongo

Quali sono le principali malattie tropicali di cui abbiamo osservato una trasmissione locale?

Vanno citate in particolare le arbovirosi, ovvero le malattie virali trasmesse dalle zanzare. La Dengue e la Chikungunya trasmesse dalla zanzara tigre (Aedes albopictus) o il West Nile Virus, trasmesso dalla classica zanzara notturna e autoctona appartenente al genere Culex. Sono di questi giorni le segnalazioni di casi di West Nile autoctoni in varie regioni italiane.

«Le malattie tropicali, quindi, non sono più soltanto malattie dei tropici: alcune stanno diventando una sfida concreta anche per i sistemi sanitari europei. L’ Italia non è immune ai fenomeni globali. Siamo parte di un sistema interconnesso. Ciò non deve assolutamente spaventarci ma deve renderci più consapevoli».

Che azioni di governance in risposta alla crescita delle malattie tropicali in Italia?

«La risposta non può essere solo sanitaria.  Il cuore della prevenzione è la fitta rete di controllo dei vettori che unisce entomologi, veterinari e istituti zooprofilattici e che è già molto ben sviluppata in Italia.

Da qui dovrebbe partire una gestione del territorio integrata in ottica One Health: la salute umana è strettamente connessa alla salute animale e dell’ambiente.

Le misure di prevenzione personale, la sorveglianza e il controllo dei vettori a livello nazionale, insieme ad una corretta gestione del territorio e degli ambienti di vita, sono fondamentali per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmesse da vettori.

La prevenzione richiede pertanto collaborazione tra sanità pubblica, medicina veterinaria, amministratori locali, istituti zooprofilattici, protezione civile.

Infine, è essenziale una corretta informazione del cittadino: la necessità di utilizzare repellenti, o installare le zanzariere o ridurre ristagni di acqua nei giardini domestici. Piccoli comportamenti individuali che possono avere un impatto importante sulla salute collettiva.

È importante informare anche il cittadino che ha in programma di recarsi in zone tropicali sulla opportunità di prepararsi al viaggio effettuando una visita nelle travel clinic presenti sul territorio. Attraverso una valutazione medica si ricevono informazioni su eventuali vaccini o profilassi indicati, su eventuali patologie presenti nei territori dove ci si recherà ed eventuali sintomi a cui prestare attenzione al rientro». 

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di Tommaso Vesentini

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