Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la prima causa di morte nel mondo, ma la prevenzione non dovrebbe iniziare in età adulta. Sempre più evidenze scientifiche mostrano infatti che i processi che portano a infarto, ictus e altre patologie cardiovascolari devono cominciare molto prima, già durante l’infanzia e persino nei primi mille giorni di vita.
Questo il messaggio lanciato dalla Società Italiana di Pediatria in occasione dell’81° Congresso Italiano di Pediatria. Con l’occasione, è stata anche presentata la prima guida completa dedicata alla salute cardiovascolare in età pediatrica, con l’obiettivo di fornire strumenti utili per riconoscere i fattori di rischio e promuovere stili di vita salutari.
Proteggere il cuore già nei primi 1000 giorni
La prevenzione cardiovascolare inizia molto prima della comparsa dei sintomi. Secondo gli esperti, fattori come alimentazione materna, crescita fetale e abitudini alimentari nei primi due anni di vita influenzano il metabolismo e il rischio cardiovascolare futuro.
«Uno dei messaggi che vogliamo lanciare riguarda la precocità dell’intervento, già nei primi mille giorni di vita» ha spiegato il presidente della SIP, Rino Agostiniani. «Avere genitori che seguono uno stile di vita sano, praticano attività fisica e limitano comportamenti a rischio rappresenta un importante fattore protettivo per i bambini».
I fattori di rischio
I pediatri segnalano una crescita preoccupante dei fattori di rischio cardiovascolare anche in età pediatrica. Tra i principali nemici della salute del cuore figurano obesità, colesterolo elevato e diabete di tipo due, un tempo tipico dell’età adulta, ma che oggi rappresenta il 20-33% delle nuove diagnosi di diabete in età pediatrica.
«Oltre ai corretti stili di vita la prevenzione è fatta anche di controlli semplici ma fondamentali» aggiunge Marco Giussani, Gruppo di studio Ipertensione e rischio cardiovascolare Sip. «La pressione arteriosa, ad esempio, dovrebbe essere misurata almeno una volta all’anno a partire dai 5 anni di età, poiché l’ipertensione nei bambini può essere presente senza sintomi evidenti».
Anche il colesterolo merita attenzione. «Un semplice esame del sangue è raccomandato almeno una volta tra i 9 e gli 11 anni, con ulteriori controlli durante l’adolescenza, soprattutto in presenza di familiarità o altri fattori di rischio. Nei bambini con sovrappeso, obesità o predisposizione familiare – prosegue – possono inoltre essere indicati approfondimenti su glicemia, trigliceridi e altri parametri metabolici, con l’obiettivo di individuare precocemente eventuali segnali di rischio cardiovascolare».
Una sfida che coinvolge famiglia, scuola e pediatri
La prevenzione cardiovascolare non riguarda soltanto il singolo bambino, ma coinvolge l’intero contesto in cui cresce. Famiglie, scuola e pediatri di libera scelta hanno un ruolo fondamentale nell’educazione a corretti comportamenti alimentari, nell’attività fisica quotidiana e nell’identificazione precoce dei fattori di rischio.
Secondo la SIP, dunque, infarto e ictus non sono eventi che si preparano solo nell’età adulta. Investire sulla salute cardiovascolare dei bambini significa ridurre il rischio di malattie croniche nelle generazioni future e costruire una prevenzione realmente efficace, partendo da quando il cuore è ancora in formazione.
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