Quanto sono informati i giovani sulle proprietà del cibo?

Abbastanza, ma la conoscenza nutrizionale è legata alle abitudini e all’ambiente circostante dice il progetto NUTRAGE del CNR
Abbastanza, ma la conoscenza nutrizionale è legata alle abitudini e all’ambiente circostante dice il progetto NUTRAGE del CNR

Articolo a cura di Federica Limongi, Marianna Noale, Paola Siviero e Stefania Maggi, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Neuroscienze, Padova

L’aumento della prevalenza di sovrappeso e obesità in bambini e adolescenti pone una importante sfida di salute pubblica a livello globale. L’adolescenza è una fase critica della crescita durante la quale il consolidamento di abitudini alimentari e stili di vita non salutari può avere ripercussioni sulla salute nell’età adulta. Secondo uno studio pubblicato su The Lancet, dal 1990 al 2021 la prevalenza combinata di sovrappeso e obesità nei bambini e negli adolescenti è raddoppiata, mentre quella della sola obesità è triplicata.

In Italia, i dati dell’indagine OKkio alla SALUTE dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) indicano che nel 2023 il 19% dei bambini di 8–9 anni era in sovrappeso e il 9,8% era affetto da obesità, di cui il 2,6% con obesità grave. Analogamente, l’indagine HBSC-Italia 2022, condotta su 89.000 adolescenti, ha evidenziato che tra gli 11–15enni il 18,2% era in sovrappeso e il 4,4% con obesità, in aumento rispetto al 2017/18; tra i 17enni l’eccesso ponderale raggiungeva il 19,3%.

Conoscenze nutrizionali e scelte alimentari

Sovrappeso e obesità sono associati a una maggiore prevalenza di complicanze metaboliche e cardiovascolari. L’obesità è una patologia cronica a eziologia multifattoriale, derivante dall’interazione tra fattori genetici, comportamentali, socio-economici e ambientali. Tra i principali determinanti vi è la transizione verso modelli alimentari occidentalizzati, caratterizzati da un elevato consumo di alimenti ultra-processati e da una riduzione del consumo di alimenti di origine vegetale come cereali, legumi, frutta e verdura, tipici della Dieta Mediterranea, associata a un aumento della sedentarietà.

Tra i determinanti delle scelte alimentari rientra la conoscenza nutrizionale (Nutrition knowledge), definita come la conoscenza di pratiche e concetti relativi alla nutrizione e alla salute, quali l’importanza di un adeguato apporto di cibo, le malattie legate alla dieta, gli alimenti che rappresentano le principali fonti di nutrienti, le linee guida e le raccomandazioni dietetiche. Adeguate conoscenze nutrizionali sono associate a una maggiore aderenza a pattern dietetici salutari, come la Dieta Mediterranea. Tuttavia, possedere adeguate conoscenze nutrizionali non si traduce automaticamente in scelte alimentari sane, poiché queste ultime sono influenzate da stile di vita, età, sesso, livello di istruzione e occupazione dei genitori, nonché dall’influenza dei pari e dei social media, e dall’accesso ai cibi sani.

Lo studio NUTRAGE sugli adolescenti italiani

In questo contesto si inserisce lo studio delle conoscenze nutrizionali degli adolescenti, con l’obiettivo di valutare, in un campione di studenti di scuole secondarie in Italia, il livello di conoscenze nutrizionali e l’aderenza alla Dieta Mediterranea. Lo studio è stato realizzato tra marzo e dicembre 2025 e ha coinvolto 891 studenti delle provincie di Brescia, Latina e Brindisi, con un’età media di 15 anni e una leggera prevalenza di ragazzi (54%). Di questi quasi 900 studenti, al momento dell’indagine 252 frequentavano le scuole secondarie di primo grado e 639 quelle di secondo grado. La maggior parte degli studenti risultava normopeso, il 18% era in sovrappeso e il 5% obeso. Nonostante il 64,3% degli studenti praticasse una o più attività sportive almeno tre volte la settimana, solo il 27,8% del campione è risultato fisicamente attivo secondo i criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La famiglia è emersa come principale fonte di informazione sulla sana alimentazione (78% degli studenti delle scuole di primo grado e 61,6% di quelli di secondo grado), seguita dalla scuola (con maggiore frequenza dagli studenti delle scuole di primo grado rispetto a quelli di secondo grado) e da internet/social, soprattutto tra i ragazzi più grandi (55,7% vs 33,6% tra i più giovani).

Nonostante un buon livello di consapevolezza riguardo alla relazione tra alimentazione e salute, sono emerse lacune e false credenze. Oltre il 60% degli studenti non conosceva il ruolo delle fibre nel ridurre la costipazione, il 38,6% non era a conoscenza del ruolo di alimentazione e attività fisica nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e il 42,8% riteneva necessario eliminare i carboidrati per ottenere un dimagrimento sano. Una percentuale inferiore al 40% conosceva le definizioni di macronutrienti (35,2%), vitamine (37,6%) e il ruolo essenziale di micro e macronutrienti (37%).

Dieta Mediterranea: buone abitudini e criticità

Le risposte al questionario di aderenza alla Dieta Mediterranea hanno evidenziato aspetti positivi e criticità nelle abitudini alimentari: il 73,5% consumava quotidianamente almeno un frutto, ma solo il 38,4% ne consumava anche un secondo. Il 60,1% mangiava verdure una volta al giorno, ma solo il 34,9% più di una volta. Meno del 60% consumava i legumi più di una volta la settimana e solo il 37,4% consumava pesce regolarmente. L’olio d’oliva è risultato ampiamente utilizzato come condimento (87,5%). Meno del 50% degli studenti partecipanti consumava regolarmente frutta secca, mentre più del 56% mangiava merendine e biscotti a colazione.

Gli studenti delle scuole di primo grado risultavano consumare più spesso la colazione (77,7% vs 59,5% tra gli studenti delle scuole di secondo grado), con maggior consumo di cereali, pane o fette biscottate (59,1% vs 40,5%) e di latte o latticini (63,8% vs 50,2%). Gli studenti delle scuole di secondo grado, invece, consumavano più frequentemente dolci e caramelle (37,2% vs 27,5%). Quasi il 40% degli studenti mostrava una buona aderenza alla Dieta Mediterranea, in particolare tra quelli delle scuole di primo grado rispetto a quelli di secondo grado. Il 45,7% aveva un’aderenza moderata e il 14,5% una scarsa aderenza.

La lettura dei dati

Le analisi univariate hanno evidenziato che i fattori associati ad adeguate conoscenze nutrizionali sono la nazionalità italiana, la pratica di attività sportiva e, tra gli studenti più grandi, un’età maggiore, un’attività lavorativa non manuale altamente qualificata dei genitori e un livello di istruzione materno elevato (solo tra gli studenti delle scuole secondarie di primo grado). È emersa, inoltre, un’associazione molto forte tra la pratica di attività fisica e le conoscenze nutrizionali adeguate. Gli studenti con conoscenze nutrizionali adeguate consumavano più regolarmente verdure e pasta o riso quasi ogni giorno, usavano l’olio d’oliva come condimento, frequentavano meno i fast-food e avevano una maggiore aderenza alla Dieta Mediterranea.

Le analisi multivariate hanno evidenziato che, indipendentemente dal grado scolastico, il genere femminile, la pratica di attività sportiva e l’identificazione dei genitori e di internet/social come fonti primarie di informazione sulla sana alimentazione sono risultati fortemente associati al possesso di conoscenze nutrizionali adeguate.

Educare per costruire il futuro

Nel complesso, i risultati evidenziano un buon livello di conoscenze nutrizionali tra gli studenti, nonostante la presenza di diverse lacune e false credenze. Queste conoscenze sono influenzate da fattori socio-demografici, comportamentali e relativi allo stile di vita, quali la famiglia, la scuola, i social network e la pratica di attività fisica. Per promuovere scelte alimentari sane, sono necessari interventi educativi personalizzati in base all’età e al contesto ambientale, che aiutino i ragazzi a trasformare le conoscenze in abitudini concrete.

La collaborazione tra famiglia, scuola e istituzioni è fondamentale e l’informazione corretta aiuta a guidarli verso diete varie ed equilibrate, fondamentali per sostenere la crescita fisica, prevenire malattie croniche in età adulta e prevenire disturbi alimentari. In questo senso, le Linee Guida sulla Dieta Mediterranea, promosse dal CNR e da 20 società scientifiche sulla base della revisione della letteratura disponibile ad oggi, possono rappresentare uno strumento prezioso per la diffusione delle conoscenze e la promozione di buone pratiche alimentari.

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di Redazione Bees Sanità

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