Un’analisi globale pubblicata su The Lancet Global Health stima che circa il 48 % dei decessi attesi entro cinque anni dalla diagnosi di tumori nel 2022 potrebbe essere considerato evitabile attraverso interventi di prevenzione primaria, diagnosi tempestiva e accesso a trattamenti efficaci.
Scopo dello studio e definizione di “evitabile”
La ricerca ha utilizzato i dati di incidenza e mortalità per 35 tipi di tumore in 185 Paesi, basati sulle stime GLOBOCAN 2022, con l’obiettivo di quantificare quanti decessi tra le persone diagnosticate nel 2022 sarebbero potuti essere evitati entro cinque anni.
Nel contesto dello studio, il termine “evitabile” comprende due componenti distinte. Da un lato vi sono le morti prevenibili, ovvero quelle che non si sarebbero verificate in presenza di una significativa riduzione dei principali fattori di rischio modificabili. Dall’altro lato vi sono le morti trattabili, cioè decessi che potrebbero essere evitati se tutti i Paesi raggiungessero livelli di sopravvivenza a cinque anni paragonabili a quelli osservati nei sistemi sanitari più performanti. La distinzione riflette un doppio ambito di intervento: la prevenzione attraverso politiche di salute pubblica e il rafforzamento dell’accesso a diagnosi e cure oncologiche.
Numeri chiave: prevenzione e trattamento
Secondo le stime, su circa 9,4 milioni di decessi previsti entro cinque anni dalla diagnosi di tumore nel 2022, circa 4,5 milioni (pari al 47,6 %) sono considerati evitabili. Di questi, 3,1 milioni (33,2 % del totale dei decessi) rientrano nella categoria delle morti prevenibili, attribuibili a fattori di rischio modificabili come il consumo di tabacco, l’assunzione di alcol, l’eccesso di peso corporeo, alcune infezioni oncogene e l’esposizione alle radiazioni ultraviolette. I restanti 1,4 milioni (14,4 %) sono classificati come decessi trattabili, legati a differenze nei livelli di sopravvivenza osservati tra Paesi con differenti capacità di diagnosi precoce e accesso alle terapie.
Per stimare la quota di decessi prevenibili, i ricercatori hanno utilizzato la Population Attributable Fraction (PAF), indicatore epidemiologico che consente di quantificare la proporzione di casi attribuibili a specifici fattori di rischio.
Tipologie di tumore maggiormente coinvolte
I tumori che contribuiscono in misura più rilevante alla quota di decessi evitabili sono quelli del polmone, del fegato, dello stomaco, del colon-retto e della cervice uterina. Nel complesso, queste neoplasie rappresentano circa il 59,1% di tutti i decessi evitabili stimati.
Il tumore del polmone emerge come la principale causa di decessi prevenibili, in larga parte associati al consumo di tabacco. Il carcinoma mammario femminile risulta invece la neoplasia con il maggior numero di decessi classificati come trattabili, a indicare il ruolo della diagnosi precoce e della disponibilità di trattamenti efficaci.
Disparità globali e sistemi sanitari
La proporzione di decessi evitabili varia sensibilmente tra le diverse aree del mondo. I Paesi con livelli di sviluppo bassi e medi presentano quote più elevate sia di morti prevenibili sia di morti trattabili rispetto ai Paesi ad alto indice di sviluppo umano.
Questa variabilità riflette differenze nell’esposizione ai fattori di rischio e nella capacità dei sistemi sanitari di garantire programmi di prevenzione, screening organizzati, diagnosi tempestiva e accesso continuativo alle cure oncologiche. Le stime mettono in evidenza il peso delle disuguaglianze sanitarie nella distribuzione globale della mortalità per tumore.
