Risk management, la valutazione medico-legale come presidio strategico

I decreti attuativi impongono un cambio di metodo: dall'istruttoria alla transazione, ogni scelta deve essere difendibile nel tempo

La gestione delle riserve nei bilanci delle aziende sanitarie attraversa una fase di trasformazione profonda, accelerata dall’entrata in vigore dei decreti attuativi che ridefiniscono obblighi, perimetri e responsabilità. Lorenzo Polo, Medico Legale e Direttore UOC Risk Management, Qualità, Contenzioso e Medicina Legale Policlinico San Matteo di Pavia, affronta il tema a partire dalla sua duplice valenza: da un lato la necessità di garantire la sostenibilità economica delle strutture, dall’altro l’esigenza di assicurare che i risarcimenti trovino copertura reale e non fittizia.

Il nodo centrale riguarda la qualità dell’istruttoria che precede la costituzione del fondo riserve: una valutazione medico-legale che, secondo le nuove disposizioni in vigore dal marzo 2026, non può più essere trattata come operazione contabile di facciata, ma deve rispondere a criteri di precisione, motivazione tecnica e verificabilità nel tempo. Ogni decisione relativa a un evento avverso richiede competenze specifiche e un’integrazione di professionalità che renda il processo trasparente e difendibile, anche a distanza di anni, da parte di chiunque ne esamini l’esito.

Transazioni, giudizi e autorevolezza della valutazione

Il ragionamento di Polo si estende poi al fenomeno delle transazioni in sanità, in crescita costante e strettamente collegato alla qualità delle riserve. La scelta di percorrere una via transattiva piuttosto che affrontare un giudizio ordinario nasce spesso da una sfiducia nei confronti dei meccanismi peritali che operano su incarico della magistratura, percepiti come imprevedibili e talvolta distanti dalla realtà clinica.

In questo contesto, la solidità dell’istruttoria interna diventa un elemento strategico: una valutazione tecnica ben costruita, motivata con precisione e resistente a qualsiasi critica esterna, consente alla struttura sanitaria di affrontare con maggiore serenità anche un eventuale procedimento giudiziario. L’autorevolezza dei professionisti coinvolti nella valutazione del sinistro, e del comitato preposto a questo compito, si traduce direttamente nella tenuta delle decisioni prese, sia in sede transattiva sia davanti a un giudice. La dimostrabilità dell’operato, in sintesi, non è solo una garanzia formale: è la condizione che permette a una struttura di tutelare sé stessa e i propri pazienti in modo credibile e documentato.

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di Arrigo Bellelli

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