Vaccinazione antinfluenzale 2026-2027

La circolare del Ministero della Salute sulla stagione influenzale 2026-2027 conferma il vaccino in formulazione trivalente. I ceppi sono aggiornati e viene escluso il lignaggio B/Yamagata. Indicazione molto chiara sulla co-somministrazione con altri vaccini raccomandati, inclusi SARS-CoV-2
La circolare del Ministero della Salute sulla stagione influenzale 2026-2027 conferma il vaccino in formulazione trivalente. I ceppi sono aggiornati e viene escluso il lignaggio B/Yamagata. Indicazione molto chiara sulla co-somministrazione con altri vaccini raccomandati, inclusi SARS-CoV-2

La nuova circolare del Ministero della Salute relativa alla prevenzione e controllo dell’influenza, stagione 2026-2027, introduce alcune novità che meritano di essere lette con attenzione. In particolare, per chi si occupa ogni giorno di prevenzione, come pratica clinica e organizzativa, non come mero adempimento burocratico.

La primissima indicazione è positiva. Scompare il lignaggio B/Yamagata, in quanto da 2020 non se ne documenta più la circolazione a livello internazionale.

Sul piano organizzativo, il documento mantiene gli obiettivi di copertura relativi agli over 65, con copertura minima che si assesta al 75%, mentre il livello ottimale permane al 95%.

La presa in carico resta confermata ai Dipartimenti di Prevenzione, supportati dai Medici di Medicina generale, Pediatri di Libera scelta, ambulatori ospedalieri, residenze sanitarie assistenziali, assistenza domiciliare e farmacie. La spinta vaccinale dovrebbe essere quindi ulteriormente incentivata dalla medicina territoriale, vera novità degli ultimi anni, grazie alla lenta, ma graduale applicazione del DM 77/2022.

Dal punto di vista strettamente farmacologico, la vaccinazione antinfluenzale 2026‑2027 viene confermata in formulazione trivalente, con ceppi completamente aggiornati.

Co-somministrazione

Un elemento centrale del testo riguarda la co-somministrazione. Nella stessa seduta vaccinale, in base ad età e condizione clinica, sarà possibile somministrare anche il vaccino anti-pneumococcico, anti-Herpes Zoster, richiamo difterite-tetano-pertosse. Nel rispetto delle specifiche indicazioni d’uso, sarà possibile vaccinarsi anche con l’anti-SARS-CoV-2. Tale indicazione riguarda, in particolare, le donne in gravidanza, gli anziani fragili e i pazienti cronici.

Per chi lavora sul campo, questo significa poter ridurre accessi ripetuti, sfruttare il momento in cui il cittadino «c’è», e trasformare la seduta vaccinale in un check‑up immunitario completo.

È un approccio che, se interiorizzato, può cambiare radicalmente la logica di programmazione. Non più campagne parallele e separate, con agende diverse e tempi diversi, ma un’unica stagione vaccinale respiratoria in cui influenza, Covid e altre vaccinazioni di richiamo si intrecciano in modo razionale.

Monitoraggio

Alle Regioni sarà chiesto un flusso dati molto più tempestivo. Dopo l’esperienza della stagione 2025‑2026, in cui i dati di copertura hanno viaggiato su canali separati e con periodicità limitante, il Ministero annuncia che per il 2026‑2027 il monitoraggio della vaccinazione antinfluenzale passerà pienamente attraverso l’Anagrafe Vaccinale Nazionale. Saranno previsti aggiornamenti mensili condivisi con l’Istituto Superiore di Sanità e report finali stratificati per fasce di età e tipo di erogatore. È una scelta che rende più trasparente l’andamento reale delle campagne e, soprattutto, consente di intervenire «in corso d’opera» quando ci si accorge che una categoria, un territorio, un setting stanno restando indietro.

Ruolo degli operatori sanitari nella vaccinazione antinfluenzale

La circolare conferma poi la centralità degli operatori sanitari e dei lavoratori dei servizi essenziali. Quando si parla di vaccinazione antinfluenzale degli addetti ai servizi di primario interesse collettivo, il testo esplicita il collegamento fra tutela individuale, continuità operativa e resilienza del sistema sociale e assistenziale. Non si tratta quindi di una semplice raccomandazione, ma una vera lettura di sanità pubblica. In parallelo, per gli operatori sanitari si insiste sulla necessità di un’offerta attiva sul luogo di lavoro, di percorsi facilitati e di una formazione dedicata, con un richiamo diretto alle Aziende sanitarie a «promuovere» e non solo a consentire la vaccinazione.

Comunicazione

Qui troviamo un’altra novità rispetto al passato. Il Ministero invita esplicitamente all’uso di modelli evidence‑based, tra cui il nudging, le call to action personalizzate via SMS o Fascicolo Sanitario Elettronico, e chiede che le campagne affrontino di petto pregiudizi, esitazioni, barriere culturali e linguistiche, costruendo alleanze con associazioni di utenti, testimonial e influencer riconosciuti dai diversi target. È un linguaggio che, fino a pochi anni fa, si sarebbe trovato più facilmente in documenti di ricerca o in linee guida internazionali, non in una circolare ministeriale sull’influenza.

Dal punto di vista clinico e tecnico

La circolare conferma la raccomandazione di somministrare dai 6 mesi di età in su, con rafforzamento della protezione nella fascia 6 mesi‑6 anni, attenzione alle lungodegenze e ai pazienti immunodepressi.

Qui la novità rilevante riguarda la protezione indiretta. Vaccinare caregiver, familiari, operatori che ruotano attorno alle persone più fragili.  Tale momento vaccinale vale anche per la co‑somministrazione intesa come strumento operativo per costruire «cinture» di immunità più robuste attorno ai soggetti vulnerabili, senza moltiplicare accessi e code.

Infine, c’è un dettaglio tecnico che merita uno sguardo da parte di chi si occupa di sicurezza delle cure. La circolare richiama le buone pratiche vaccinali con precisazioni molto concrete, dalla gestione della catena del freddo alla registrazione in Anagrafe, fino alla raccomandazione di non aspirare prima dell’iniezione intramuscolare e di non eliminare la bolla d’aria nelle siringhe preriempite. In un’ottica di risk management, sono indicazioni che impattano sulle micro‑procedure quotidiane e che andrebbero integrate nelle politiche aziendali di formazione e audit.

Conclusioni

La vaccinazione antinfluenzale 2026‑2027 viene progettata come un momento in cui influenza, Covid e altre vaccinazioni convivono nello stesso tempo e spesso nello stesso gesto clinico. La messa a terra di tale raccomandazione potrà davvero raggiungere il target fissato al 95%. Sarà però necessaria una presa in carico completa che parta appunto dai servizi territoriali, fino ad arrivare al coinvolgimento pieno delle aziende sanitarie, attraverso somministrazioni in loco per gli operatori sanitari.

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di Muzio Stornelli

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