Il Ministero della Salute ha avviato un processo di riforma del settore farmaceutico con l’obiettivo di semplificare e aggiornare il quadro normativo esistente. Il disegno di legge delega al Governo per la redazione del Testo Unico della legislazione farmaceutica è stato presentato in un incontro pubblico, segnando l’inizio di un percorso di revisione legislativa atteso da tempo.
Obiettivi della riforma
La riforma mira a creare un sistema normativo organico e coerente, superando la frammentazione delle leggi esistenti, come spiegato dal Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Gli obiettivi principali includono il miglioramento dell’accesso ai farmaci, la revisione dei tetti di spesa e dei meccanismi di payback, il rafforzamento delle farmacie territoriali e dei servizi di prossimità, la digitalizzazione dei processi e l’interoperabilità dei sistemi informativi, e la riorganizzazione della filiera produttiva e distributiva, con particolare attenzione alla produzione nazionale di principi attivi.
Coinvolgimento degli stakeholder
Il processo di riforma prevede il coinvolgimento di più ministeri – Salute, Economia e Finanze, Imprese e Made in Italy, Ambiente, Giustizia – e troverà piena attuazione attraverso i decreti successivi, in raccordo con Parlamento e Conferenza Stato-Regioni. All’incontro hanno partecipato i principali attori della filiera farmaceutica, tra cui l’industria, la distribuzione, i farmacisti e le associazioni di pazienti, per raccogliere contributi e suggerimenti sulla proposta di riforma.
Le sfide della riforma
Nonostante gli ampi consensi sulla necessità di una riforma, il processo di revisione della legislazione farmaceutica dovrà affrontare diverse sfide, tra cui la gestione delle resistenze legate alla modifica di regolamenti consolidati e la necessità di trovare un equilibrio tra le richieste di mercato e le esigenze del sistema sanitario pubblico. La riforma, infatti, dovrà rispondere a questioni cruciali come la sostenibilità economica e l’accessibilità ai farmaci per i pazienti, senza compromettere la qualità del servizio e l’efficienza del sistema sanitario nazionale.
Proposte specifiche
Tra le proposte avanzate, la SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici) ha sottolineato l’importanza di riconoscere e valorizzare il ruolo del farmacista ospedaliero. Secondo Arturo Cavaliere, Presidente di SIFO, è necessario “istituzionalizzare il valore della professionalità clinica e manageriale” del farmacista ospedaliero, per garantire un servizio sanitario più efficiente e centrato sul paziente.