Zoonosi alimentari in Europa: i dati 2023 parlano chiaro

Il Rapporto One Health EFSA-ECDC certifica il record storico di listeriosi dal 2007. In Italia 171 focolai e 3 decessi. L'Ordine dei Medici di Milano risponde con una FAD accreditata ECM
Il Rapporto One Health EFSA-ECDC certifica il record storico di listeriosi dal 2007. In Italia 171 focolai e 3 decessi. L'Ordine dei Medici di Milano risponde con una FAD accreditata ECM

Nel 2023 nell’Unione europea sono stati notificati 148.181 casi di campilobatteriosi, 77.486 di salmonellosi e 2.952 di listeriosi – il numero più alto dal 2007. I focolai di malattia a trasmissione alimentare (MTA) sono stati 5.691, con 52.127 casi, 2.894 ospedalizzazioni e 65 decessi: il valore più elevato degli ultimi dieci anni.

Lo certifica il Rapporto One Health 2023 pubblicato il 10 dicembre 2024 da EFSA ed ECDC, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Il quadro europeo

Campilobatteriosi e salmonellosi restano le zoonosi più diffuse nell’UE. La listeriosi, pur con numeri assoluti più contenuti, preoccupa per la severità degli esiti: tasso di ospedalizzazione al 96,5%, letalità al 19,7%.

Salmonella Enteritidis è l’agente causale più frequente nei focolai alimentari: 542 episodi, 5.323 casi, con uova e ovoprodotti come veicoli principali.

Il trend: focolai in lieve calo rispetto al 2022, ma casi, ospedalizzazioni e decessi in aumento. Un segnale che il sistema di sorveglianza intercetta meglio, ma che il rischio clinico non si riduce.

La situazione in Italia

In Italia nel 2023 sono stati riportati 171 focolai di MTA, il 3% del totale europeo, con 1.271 casi, 349 ospedalizzazioni e 3 decessi.

Salmonella è stata l’agente causale più frequente, seguita da norovirus e Listeria monocytogenes. Quest’ultima, con soli 3 focolai identificati, ha prodotto 47 casi, 43 ospedalizzazioni e 2 decessi. Il profilo di rischio sproporzionato rispetto alla frequenza è una costante.

Dato rilevante: l’Italia è tra i Paesi UE con il maggior numero di focolai ad evidenza forte, quelli in cui il legame tra veicolo alimentare e infezione è dimostrato con certezza. In oltre metà dei casi era implicata una preparazione mista a più ingredienti; in secondo piano carni suine e derivati.

Due focolai plurinazionali hanno coinvolto l’Italia nel 2023, entrambi da Listeria monocytogenes: uno legato a prodotti ittici ready-to-eat (64 casi e 10 decessi in UE), uno al salmone affumicato (20 casi e 5 decessi in tre Paesi).

Da segnalare anche il focolaio da L. monocytogenes sierotipo 4b associato alle olive da tavola: 38 casi, tutti ospedalizzati, 2 decessi. Un alimento non tradizionalmente a rischio per questa infezione, che richiama l’attenzione sulla contaminazione dei prodotti non di origine animale.

I professionisti sanitari: riconoscere, segnalare, prevenire

«Le malattie a trasmissione alimentare non possono essere considerate eventi banali», dichiara Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei Medici di Milano. «In molti casi si tratta di condizioni autolimitanti, ma in altri possono evolvere in quadri clinici complessi, soprattutto nelle persone più fragili. Per questo è fondamentale che il medico sappia riconoscerle tempestivamente e orientare correttamente il paziente, attivando quando necessario i percorsi di segnalazione. Ma soprattutto occorre prevenire in generale il rischio, con attenzione alla conservazione dei cibi e un rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine nelle cucine dei locali pubblici, come dimostrano recenti interventi sul territorio con chiusure di locali, anche molto noti.»

Sul versante clinico-epidemiologico interviene Maria Grazia Manfredi, responsabile scientifico dell’OMCeOMI: «Le MTA comprendono dunque un ampio spettro di patologie causate dall’ingestione di alimenti contaminati da batteri, virus, parassiti o tossine. Tra gli agenti più frequentemente coinvolti in Europa si segnalano Campylobacter e Salmonella, responsabili della maggior parte delle infezioni gastrointestinali, mentre Listeria monocytogenes, pur meno diffusa, è associata a forme invasive e a un’elevata letalità, soprattutto nelle persone fragili. Accanto ai casi sporadici, una quota significativa delle MTA si manifesta sotto forma di focolai epidemici, spesso legati al consumo di alimenti preparati in contesti collettivi. In ambito europeo, una parte rilevante dei focolai è associata alla ristorazione e al consumo fuori casa, un elemento particolarmente critico in una realtà urbana come Milano.»

La dimensione territoriale è al centro dell’analisi di Marino Faccini, direttore del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS Città Metropolitana: «Accanto a numeri elevati, esiste una quota rilevante di sommerso che rende difficile avere un quadro completo. Assistiamo inoltre a un’evoluzione dei fattori di rischio legati alle MTA. La maggiore complessità della filiera alimentare e le nuove modalità di consumo richiedono un aggiornamento continuo delle competenze cliniche, in particolare per i medici delle cure primarie, che rappresentano il primo punto di contatto con il paziente. In un’area metropolitana come Milano la gestione delle MTA richiede un lavoro di rete tra medici, servizi di prevenzione e laboratori. La rapidità nella diagnosi e nella segnalazione è determinante per contenere i focolai, soprattutto nei contesti collettivi come scuole, aziende, strutture sanitarie e residenziali.»

La risposta formativa: FAD OMCeOMI, 9 crediti ECM

L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano ha attivato una FAD asincrona sulle MTA, disponibile dal 13 maggio 2026 al 12 maggio 2027.

Struttura: 10 moduli, 9 crediti ECM, 5.000 partecipanti accreditabili.

Contenuti:

  • Epidemiologia e principali patogeni
  • Alimenti a rischio
  • Segnalazione e gestione dei casi
  • Indagini sugli alimenti e di laboratorio
  • Prevenzione e controlli
  • Analisi di un caso clinico reale

Docenti: Marino Faccini (ATS Milano), Spinello Domenico Antinori (Malattie Infettive, Università di Milano), Carlo Alessandro Locatelli (Centro Antiveleni di Pavia), Monica Trovato, Elisa Ferrara, Laura Ferraro, Marina Picca, Maria Grazia Manfredi e altri specialisti ATS.

Il percorso si allinea all’approccio One Health promosso dal Rapporto EFSA-ECDC: salute umana, animale e ambientale come sistema integrato.

Iscrizioni tramite SPID o CIE: www.omceomi.it

Conclusioni

I dati 2023 confermano che le MTA non sono un rischio residuale. Il numero record di casi di listeriosi, l’aumento di ospedalizzazioni e decessi nei focolai, il peso del sommerso: sono elementi che richiedono competenze aggiornate a tutti i livelli della filiera sanitaria. La FAD dell’OMCeOMI è una risposta concreta — non l’unica necessaria, ma un punto di partenza rilevante per i professionisti del territorio.

Fonte: Rapporto One Health sulle zoonosi nell’UE 2023 — EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità

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di Muzio Stornelli

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