Come ha sottolineato l’Adnkronos in un articolo, un recente caso clinico di epatite in un uomo ricoverato dopo una cena a base di sushi ha richiamato l’attenzione sul potenziale rischio di contrarre infezioni gravi mangiando pesce crudo, anche in assenza di parassiti come l’Anisakis. L’immunologo Mauro Minelli, docente di Nutrizione umana, chiarisce in un’intervista che, oltre ai classici rischi parassitari, il consumo di prodotti ittici crudi può fungere da veicolo per virus a trasmissione oro-fecale come l’epatite A e l’epatite E, soprattutto quando la filiera o la manipolazione non sono igienicamente controllate.
Pesce crudo e rischio epatite: cosa sapere
Nel caso del neuroscienziato ricoverato all’Inmi Spallanzani di Roma, dopo aver mangiato sushi ad Anagni, l’insulto al fegato è stato così marcato da richiedere un’analisi approfondita oltre la semplice sospetta parassitosi alimentare. Secondo l’esperto, l’epatite non è necessariamente causata dal pesce come “ospite biologico” del virus, ma dal pesce crudo contaminato attraverso acqua inquinate o manipolazione non igienica durante la lavorazione e preparazione. Bastano infatti contatti accidentali lungo la catena del freddo o nella cucina per veicolare un virus come l’epatite A o E nel consumatore.
Come si trasmettono virus come epatite A ed E
I virus a trasmissione oro-fecale come epatite A ed E non sono propriamente “ospitati” nel pesce stesso, ma possono contaminare il prodotto alimentare se le acque di allevamento o pesca, o gli ambienti di lavorazione, sono incontrollati o inquinati da feci umane o animali. Anche carenze igieniche durante la manipolazione possono facilitare la trasmissione del virus al consumatore. Questa dinamica di contaminazione è ben documentata nei rischi alimentari legati ai frutti di mare filtranti (come ostriche e cozze) che, se cresciuti in acque contaminate da virus, possono veicolare epatite A.
Prevenzione alimentare: come ridurre i rischi
La sicurezza alimentare è un elemento chiave per godersi piatti a base di pesce crudo come sushi, sashimi e tartare senza correre rischi evitabili. Alcuni consigli generali – sottolineati dagli esperti – per ridurre l’esposizione a virus, batteri e parassiti includono:
- scegliere ristoranti e locali con rigorosi standard igienici;
- assicurarsi che il pesce sia correttamente abbattuto e conservato secondo le normative (congelamento a temperature adeguate prima del consumo);
- evitare il consumo di pesce crudo se si è in gruppi ad alto rischio (come persone immunocompromesse, anziani o con fegato già compromesso);
- lavare accuratamente mani e utensili dopo aver toccato prodotti ittici crudi
