Caregiver: finalmente ha un nome e un posto

Per la FNOPI il DDL introduce elementi concreti, ma la vera sfida resta tradurre le norme in un'assistenza territoriale davvero funzionante
Per la FNOPI il DDL introduce elementi concreti, ma la vera sfida resta tradurre le norme in un'assistenza territoriale davvero funzionante

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sulle disposizioni in materia di riconoscimento e tutela delle persone che assistono i propri cari, il cosiddetto DDL caregiver. Un provvedimento atteso da tempo, che la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) ha accolto positivamente definendolo un passaggio non più rinviabile. Il contesto in cui si inserisce questa riforma è quello di un sistema di assistenza territoriale in profonda trasformazione, dove la figura del caregiver occupa uno spazio sempre più rilevante ma spesso ancora poco riconosciuto sul piano formale. Nicola Draoli, Consigliere del Comitato Centrale FNOPI, affronta il significato concreto del provvedimento a partire dalla prospettiva infermieristica, una prospettiva che nasce dal contatto diretto con le famiglie e con le persone che quotidianamente si fanno carico dell’assistenza ai propri cari.

Tra i temi che il Consigliere esamina rientrano le novità introdotte dal DDL sul piano definitorio e classificatorio della figura del caregiver, con particolare attenzione al suo coinvolgimento nelle valutazioni multidisciplinari. Il ragionamento si estende al tema del sovraccarico emotivo e assistenziale che questa figura porta con sé, e a come il provvedimento tenti di rispondere alla necessità di una risposta tempestiva del sistema. Non mancano le riflessioni sulle risorse economiche e sulle sfide organizzative che l’applicazione concreta della norma comporterà per il sistema territoriale.

Il ruolo dell’infermiere tra ospedale, territorio e caregiver

Draoli approfondisce il ruolo che l’infermiere svolge nelle cure di transizione, in quel passaggio critico tra ospedale e domicilio in cui la continuità assistenziale rischia di spezzarsi. La questione della formazione del caregiver, della costruzione di un’alleanza terapeutica stabile e della reperibilità del professionista di riferimento attraversa questo capitolo con una logica precisa: non la sostituzione delle attività del paziente o della famiglia, ma il loro progressivo rafforzamento verso l’autonomia.

Sul piano normativo e attuativo, il dirigente FNOPI ragiona sullo stato di avanzamento del DM 77 e sulle diseguaglianze regionali che ancora ne ostacolano l’applicazione uniforme. Entra poi nel merito della questione, sollevata dal DDL, del riconoscimento delle competenze acquisite dai caregiver ai fini di eventuali qualifiche sociosanitarie, un terreno delicato su cui la FNOPI ha storicamente mantenuto una posizione chiara per evitare confusioni tra esperienza personale e professionalità formalmente acquisita. Il testo si chiude con una riflessione che va oltre il perimetro strettamente professionale, chiamando in causa la dimensione comunitaria e umana del sostegno alle persone che si prendono cura degli altri.

Iscriviti alla newsletter di Bees Sanità Magazine

Facebook
X
LinkedIn
WhatsApp

Ti potrebbe anche interessare:

di Muzio Stornelli

ARTICOLI CORRELATI

Vedi tutti gli articoli della sezione:

Banner MAG 600x600px_Tavola disegno 1

Vuoi contribuire alla discussione?

Cosa ne pensi di questo tema? Quali sono le tue esperienze in materia? Come possono divenire spunto di miglioramento? Scrivi qui ed entra a far parte di B-Sanità: una comunità libera di esperti ed esperte che mettono assieme le loro idee per portare le cure universali nel futuro.

Cerca

Compila il form per scaricare il Libro bianco

ISCRIVITI