La sanità pubblica italiana porta con sé una complessità che va ben oltre la gestione clinica dei pazienti. Ogni episodio critico, ogni complicanza, ogni evento avverso produce una catena di conseguenze economiche che si estende ben al di là dell’eventuale contenzioso legale o del costo assicurativo. Eppure, questa dimensione finanziaria sommersa resta in larga parte priva di strumenti di analisi sistematica, e il suo impatto reale sul bilancio delle strutture sanitarie continua a sfuggire a qualsiasi forma di misurazione organica.
Roberto Esitini, Head of Specialty Heathcare MAG, chiarisce il perimetro di questo approccio, che parte dal rischio clinico per ricavarne le implicazioni finanziarie concrete: l’aumento dei consumi farmaceutici legato a complicanze, le giornate di degenza aggiuntive, i reinterventi chirurgici che si rendono necessari dopo un primo esito non corretto. Sono voci di costo reali, spesso ingenti, che oggi non trovano posto in nessuno schema contabile dedicato e che nessun modello di budgeting corrente è attrezzato a rilevare con precisione.
Dalla mappatura al modello di budgeting
Uno degli elementi centrali del percorso che Esitini descrive riguarda l’assenza, a livello internazionale, di letteratura scientifica organica sul tema dei maggiori costi in sanità intesi nella loro globalità. Esistono contributi circoscritti ad aree specifiche, come le infezioni correlate all’assistenza, ma manca ancora un quadro d’insieme che consenta di misurare sistematicamente l’insieme delle voci economiche generate dagli eventi avversi. Per questa ragione il primo passo necessario è la catalogazione del fenomeno, un lavoro di mappatura che ambisce a identificare i micro-costi con impatto sulla malpractice e che, secondo i piani, potrebbe concludersi entro la fine del 2026.
La seconda fase prevede lo sviluppo di uno strumento operativo: un modello di budgeting che permetta alle strutture sanitarie di monitorare in tempo reale i costi aggiuntivi derivanti da episodi di malpractice, superando la logica del mero rimborso assicurativo. L’obiettivo finale è offrire alle aziende sanitarie una visione completa dell’esposizione economica, comprendendo tutte quelle componenti che oggi restano invisibili nei sistemi di controllo di gestione. Il lavoro ha preso avvio con le tappe di Torino e Caserta e prosegue con l’appuntamento romano, con un orizzonte temporale che guarda alla sanità pubblica come a un sistema che può ridurre i propri sprechi solo a partire da una conoscenza più profonda e documentata dei propri costi reali.
