Per una sanità che funziona meglio: le proposte del Libro Bianco di Welfair 2025

In un volume gli spunti emersi dal confronto tra 600 attori della Sanità per migliorare il SSN. Welfair torna dal 14 al 16 ottobre 2026
In un volume gli spunti emersi dal confronto tra 600 attori della Sanità per migliorare il SSN. Welfair torna dal 14 al 16 ottobre 2026

Nella giornata di ieri mercoledì 1° aprile 2026 presso la Sala del Refettorio della Camera dei deputati, Fiera Roma e B-Sanità by Experience hanno presentato la terza edizione del Libro Bianco dal titolo Il disallineamento: Governance, organizzazione e clinica del Sistema Salute.

Il Libro Bianco nasce dai lavori dell’edizione 2025 di Welfair, la fiera del fare Sanità organizzata da Fiera Roma e B-Sanità, che ha visto l’incontro e il confronto di oltre 600 relatori. All’interno sono, quindi, raccolte riflessioni, contributi e proposte emersi dal confrontotra i diversi attori della filiera sanitaria con l’obiettivo di generare spunti di miglioramento e promuovere nuovi processi di innovazione nella governance dell’assistenza sanitaria.

Il frutto di un confronto multisettoriale

«Il Libro Bianco – ha affermato Enzo Chilelli membro del comitato scientifico di Welfair – è il racconto di questo confronto al cuore della sanità italiana e racchiude tutte le proposte di miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) emerse dai confronti sulle tematiche verticali.  Tra le novità di questa edizione spicca una riflessione interdisciplinare sul crescente disallineamento tra le criticità in aumento, radicate in particolare ma non esclusivamente nella sfida demografica, e le soluzioni disponibili che potrebbero essere adottate innovando la governance sanitaria».

«L’integrazione, nuova parola chiave che accompagnerà i lavori della nuova edizione di Welfair 2026 – ha concluso Marinella D’Innocenzo, anche lei membro del comitato scientifico di Welfair – rappresenta la chiave strategica per il rilancio del SSN perché trasforma la frammentazione attuale in una rete unitaria di presa in carico, capace di unire ospedale, territorio, servizi sociali e digitale in percorsi continui centrati sulla persona. Nel contesto di Welfair 2026, l’integrazione diventa il filo conduttore naturale dei tavoli di lavoro, poiché richiede il dialogo tra tutti gli attori del sistema: professionisti sanitari e sociali, istituzioni (Stato, Regioni, Comuni), gestori dei servizi territoriali (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, COT), esperti di tecnologie digitali e rappresentanti dei cittadini».

«Solo attraverso un confronto strutturato e multidisciplinare è possibile costruire le quattro leve operative dell’integrazione: organizzativa, professionale, informativa e istituzionale. Così facendo si supera la logica a mosaico degli interventi separati e garantendo equità, sostenibilità e prossimità su tutto il territorio nazionale. Welfair 2026 si configura così come il luogo in cui testare, condividere e consolidare modelli operativi concreti di integrazione sociosanitaria, trasformando il disegno normativo in pratica quotidiana di cura».

Fare una scelta coraggiosa

Ad aprire i lavori è stato l’On. Paolo Ciani, membro dell’Intergruppo Parlamentare per l’Invecchiamento attivo, secondo cui «questo documento nasce per dire con chiarezza che il SSN non è un capitolo di spesa da contenere, ma un pezzo decisivo del progetto di Paese. Difendere il suo universalismo oggi significa prendere decisioni coraggiose su come spendiamo, su come organizziamo, su chi mettiamo al centro: il bilancio o i cittadini. La nostra proposta è semplice e radicale allo stesso tempo: tornare a misurare ogni scelta di riforma su una domanda di fondo “Riduce o aumenta le disuguaglianze di accesso alla cura?”».

«Se rispondiamo a questa domanda con onestà – ha continuato il Parlamentare – allora potremo usare i contenuti di questo lavoro come una base importante per una nuova stagione di riforme: meno annunci e più scelte coerenti, meno tagli lineari, più governo del valore, meno rassegnazione alla ritirata del pubblico e più responsabilità condivisa tra tutte le componenti della comunità nazionale. È la strada più difficile ma è l’unica che onora la promessa del 1978 e la consegna, rafforzata, alle generazioni che verranno».

Le tematiche da affrontare

Per il Presidente del Consiglio della Regione Lazio, Antonello Aurigemma «negli ultimi anni, si sono registrati cambiamenti nella società, con alcuni dati specifici che meritano un’attenta riflessione, basti pensare al calo demografico e all’aumento dell’età media della popolazione. In vista anche delle sfide future, a partire dalla innovazione, tutto ciò rende necessario un cambio di paradigma e una visione globale d’insieme, uscendo da una logica ospedalocentrica, puntando al rafforzamento della sanità territoriale e della presa in carico. Dobbiamo realizzare un nuovo modello di salute, che trovi il giusto equilibrio tra il diritto alla salute, come indicato dalla Costituzione, la sostenibilità e la omogeneità: quest’ultimo è un aspetto davvero prioritario».

«Dobbiamo garantire omogeneità delle cure – ha sottolineato il Presidente del Consiglio della Regione Lazio – soprattutto in termini di nuove terapie, con percorsi uniformi, senza differenze territoriali. La ricerca e l’innovazione, infatti, forniscono un contributo strategico in questo ambito. E noi dobbiamo garantire un equo accesso alle cure. Fondamentale poi è rafforzare una giusta rete, una sinergia tra istituzioni e tutti gli attori protagonisti del sistema salute. Per questo, iniziative come quella odierna rappresentano una rilevante occasione di dialogo e confronto».

Le proposte

Tra le principali proposte emerse dai tavoli di Welfair 2025 che trovano spazio nel Libro Bianco:

  • Introdurre la metodologia dell’Educazione Terapeutica del Paziente nella cura dell’obesità per ridurre lo stigma e affrontare le cause profonde della malattia;
  • Introdurre in sanità benefit di welfare integrativo e aumentare l’autonomia dei Direttori Generali per ridurre il turnover dei sanitari;
  • Trasformare le buone pratiche di presa in carico integrata socio-sanitaria in un modello di assistenza territoriale che riconosca il legame sempre più stretto tra povertà, esclusione e malattia;
  • Stimolare il confronto pro-attivo tra le Società scientifiche e le sanità regionali per ridurre le differenze di accesso;
  • Delineare i perimetri del rischio, della responsabilità e dell’assicurazione delle tecnologie AI in sanità per poterle introdurre in maniera trasparente, sicura e capillare.

I partecipanti

La tavola rotonda di presentazione del Libro Bianco, moderata da Marinella D’Innocenzo del Comitato Scientifico Welfair, ha visto gli interventi di: Angelo Aliquò, DG AO San Camillo Forlanini; Alberto Bozzo, DPO e Chief Artificial Intelligence Officer; Enzo Chilelli, Comitato Scientifico Welfair; Massimo Di Gennaro, Direttore Innovazione, Logistica Integrata, Sanità Digitale di Soresa Spa; Pasquale Perrone Filardi, past President della Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare (SIC); Enrico Prosperi, Presidente della Società Italiana di Educazione Terapeutica; Giorgio Giulio Santonocito, DG AOU Policlinico G. Rodolico San Marco Catania; Lorenzo Sommella, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Direttore sanitario S. Rita da Cascia Hospital – GVM. 

L’edizione 2026

Fabio Casasoli, Amministratore Unico di Fiera Roma, ha annunciato che la settima edizione di Welfair, la fiera del fare Sanità certificata a livello internazionale, si terrà dal 14 al 16 ottobre 2026 negli spazi di Fiera Roma. «In questa edizione – ha dichiarato – dedicheremo ancora maggiore attenzione al processo di internazionalizzazione della sanità italiana: dal confronto tra modelli di governance e buone pratiche dei diversi sistemi europei, fino all’incontro tra il comparto sanitario e buyer e potenziali partner esteri».

«Il Sistema che cura – ha spiegato Raffaella Fonda, Direttrice Generale di B-Sanità by Experience – è il tema scelto per l’edizione 2026 e, nello stesso tempo, una dichiarazione di intenti: aiutare la Sanità ad evolvere da un insieme di componenti separate diventando un ecosistema coordinato, dove ogni elemento (persone, dati, istituzioni, tecnologie, territorio, pianificazione) contribuisce e viene coordinato in un processo comune».

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di Arrigo Bellelli

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