Ridurre anche di poco il consumo di alcol può avere effetti concreti sulla salute pubblica. È quanto emerge da uno studio australiano pubblicato sul British Journal of Cancer, che evidenzia come una diminuzione pari a circa il 10% dei consumi annui possa tradursi in un calo significativo dei decessi per tumore.
Una riduzione minima, ma con effetti concreti
Lo studio ha analizzato oltre 70 anni di dati sul consumo di alcol e sulla mortalità oncologica, mostrando come anche una riduzione moderata possa incidere sulla probabilità di sviluppare tumori. In particolare, diminuire di circa un litro di alcol puro all’anno equivale a una riduzione concreta e sostenibile per la popolazione.
Questo quantitativo corrisponde indicativamente a una bottiglia di vino al mese, oppure a diverse alternative come birra o superalcolici. Un cambiamento apparentemente piccolo, ma che diventa rilevante se mantenuto nel tempo, soprattutto considerando che l’impatto dell’alcol sulla salute è cumulativo.
I tumori più influenzati dal consumo di alcol
L’analisi ha preso in considerazione quattro principali tipologie di tumore: vie aeree superiori, colon-retto, fegato e seno. I risultati mostrano che l’alcol ha un peso rilevante nella mortalità oncologica, con percentuali significative soprattutto negli uomini.
In particolare:
- circa il 45% dei decessi per tumori delle vie aero-digestive negli uomini è attribuibile all’alcol;
- quasi il 48% dei decessi per tumore al fegato negli uomini è correlato al consumo;
- il 14% dei decessi per tumore al seno nelle donne è legato all’alcol;
- anche il tumore del colon-retto risente significativamente dell’esposizione.
Questi dati risultano più elevati rispetto alle stime precedenti perché lo studio ha considerato gli effetti cumulativi di decenni di consumo, offrendo una fotografia più realistica del fenomeno.
I benefici misurabili della riduzione del consumo
Ridurre il consumo di alcol di una bottiglia al mese potrebbe tradursi in benefici misurabili. Gli studiosi stimano infatti che questa scelta potrebbe portare a una diminuzione delle morti per tumore in diverse percentuali.
Tra i principali effetti:
- riduzione di circa il 3,6% dei decessi per tumori delle vie aeree superiori negli uomini e del 3,4% nelle donne;
- calo dell’1,2% dei decessi per tumore del colon-retto negli uomini e dello 0,7% nelle donne;
- diminuzione di quasi il 4% dei decessi per tumore al fegato negli uomini;
- riduzione superiore al 2% dei decessi per tumore al seno nelle donne.
È importante sottolineare che i benefici non sono immediati, ma si manifestano progressivamente nel tempo, anche fino a 20 anni dopo la riduzione dei consumi.
Differenze tra uomini e donne
Lo studio evidenzia anche differenze significative tra i generi. Gli uomini traggono maggior beneficio nella riduzione del rischio di tumori al fegato e al colon-retto, mentre le donne mostrano un vantaggio più evidente per quanto riguarda il tumore al seno.
Questo dimostra che, pur essendo valido per tutti il principio secondo cui meno alcol significa meno rischio, l’impatto varia in base alla sensibilità degli organi e ai fattori biologici.
Il ruolo delle politiche pubbliche
Secondo i ricercatori, la prevenzione non può basarsi solo sulle scelte individuali. Servono interventi strutturali per ridurre il consumo complessivo nella popolazione.
Tra le strategie più efficaci:
- aumento della tassazione in base alla gradazione alcolica;
- etichette informative sul legame tra alcol e cancro;
- limitazioni alla vendita e alla pubblicità;
- campagne di sensibilizzazione e linee guida nazionali.
In quest’ottica, anche piccoli cambiamenti diffusi su larga scala possono avere un impatto enorme sulla salute pubblica, soprattutto considerando che il rischio oncologico si costruisce nel corso degli anni.
