L’Italia sta scoprendo lo Psicologo delle Cure Primarie

Non una nuova figura sanitaria ma l’aggiornamento di una già esistente che migliora il benessere e riduce prescrizioni farmacologiche ed esami diagnostici
Non una nuova figura sanitaria ma l’aggiornamento di una già esistente che migliora il benessere e riduce prescrizioni farmacologiche ed esami diagnostici

In italiano con cure primarie ci si riferisce ad un servizio nell’ambito dell’assistenza sanitaria locale svolto da professionisti della salute che operano come primo punto di consultazione per tutte le tipologie di pazienti che afferiscono a tale servizio. Di base, anche se ormai sempre più Regioni come Veneto e Lazio si stanno mobilitando per implementare una figura dall’inquadramento territoriale, in Italia i servizi di psicologia solitamente rientrano nell’ambito delle cure secondarie e terziarie.

Perciò, è il medico a valutare, nella problematica portata dal paziente, la presenza o meno di una componente psicologica che necessiti dell’intervento di uno psicologo. Bisogna sottolineare come la preparazione del Medico di Medicina Generale (MMG) sulle tematiche di tipo psicologico non possa che essere fortemente ridotta rispetto alla vasta base di conoscenza che uno psicologo, in virtù della sua specifica formazione, possiede.

Cos’è il PCP

A livello internazionale, sta prendendo sempre più piede la figura dello Psicologo delle Cure Primarie (PCP): si tratta di uno psicologo che opera nell’ambito dei servizi delle cure primarie e che, in ragione della natura stessa di questo specifico setting, svolge la sua professione utilizzando strumenti e modalità idonee. La figura del PCP è divenuta globalmente oggetto di una moltitudine di numerosi studi scientifici sugli effetti della collaborazione tra medico delle cure primarie e psicologo.

La sofferenza psicologica rappresenta una parte del carico globale di malattia dei cittadini, ma i sistemi sanitari faticano a rispondere adeguatamente al peso dei disturbi mentali. Almeno il 50% delle richieste portate ai Medici di Medicina Generale (MMG), pur espresse come sintomi fisici, deriva in realtà da problemi relazionali o esistenziali, spesso in una fase molto precoce in cui l’intervento sarebbe breve e facilmente realizzabile. I MMG si trovano in una posizione adatta per rispondere a questa domanda, ma finiscono per prescrivere esami clinici e trattamenti farmacologici di dubbia efficacia. La progressiva separazione tra medicina e psicologia ha reso piuttosto problematica la collaborazione tramite invio allo psicologo, sia per quanto riguarda i pazienti da inviare sia per le modalità di invio. Il PCP può ridurre il divario tra il bisogno di trattamento psicologico e la sua erogazione.

L’attività dello psicologo nel setting delle Cure Primarie può essere molto diversa dall’attività dello psicologo in un setting tradizionale e, quindi, richiedere abilità e skill set differenti da quelle utilizzate nell’attività tradizionale dello psicologo. Ne sono degli esempi l’abilità a riconoscere e gestire prontamente le problematiche psicologiche che spesso si accompagnano a condizioni tipicamente affrontate dal MMG. Ciò nonostante, è doveroso sottolinearlo, rimangono a pieno titolo nell’alveo delle competenze possedute dallo psicologo che ha ottenuto l’abilitazione alla professione.

Il suo arrivo nel nostro Paese

In Italia la figura di uno psicologo che operi nell’ambito delle Cure Primarie è ancora una figura sperimentale. Sebbene il PCP sia una realtà attiva in diversi Paesi e con una crescente letteratura a sostegno della sua efficacia sul benessere dei pazienti, si hanno pochi dati sui suoi effetti benefici in Italia. Eppure, gli studi scientifici ne testimoniano i vantaggi, sia sociali che economici, che derivano dalla sua implementazione.

Una ricerca dell’Università di Padova, ad esempio, ha voluto indagare se la presenza di uno psicologo nel setting di medicina generale potesse essere utile o meno a migliorare il benessere dei pazienti, attraverso un intervento breve e focalizzato non superiore ai quattro colloqui. I risultati dell’indagine hanno mostrato un aumento significativo del benessere a seguito dell’intervento, il quale si mantiene stabile a un mese di distanza, soprattutto tra i pazienti con distress moderato.

Per migliorare l’accesso alle cure psicologiche, in Abruzzo è stato istituito un servizio pubblico e gratuito di PCP. Sperimentazioni in altre Regioni italiane hanno fornito evidenze a favore della presenza di uno PCP che lavori a stretto contatto con il MMG. Un altro studio dell’Università degli Studi dell’Aquila frutto di una sperimentazione durata 10 anni negli ambulatori dei MMG del distretto sanitario ASL1 Sulmona–L’Aquila–Avezzano ascrive agli interventi del PCP un contributo significativo alla salute dei pazienti ambulatoriali, intercettando anche i bisogni psicologici non espressi.

Inoltre, i MMG hanno sviluppato una collaborazione funzionale con gli psicologi, visitando i pazienti insieme e indirizzandoli al servizio. I problemi degli utenti sono diminuiti dopo l’intervento psicologico e l’uso di farmaci si è ridotto, segnalando quindi un impatto efficace anche sul sistema sanitario. In generale, sia medici che pazienti hanno espresso interesse e soddisfazione per il servizio.

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di Arrigo Bellelli

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