Il futuro della pneumologia tra AI e salute dell’ambiente

Diagnosi precoce del tumore del polmone, gestione dei dati e nuove terapie ridisegnano la disciplina, con l'ambiente come fattore decisivo
Diagnosi precoce del tumore del polmone, gestione dei dati e nuove terapie ridisegnano la disciplina, con l'ambiente come fattore decisivo

L’intelligenza artificiale, l’evoluzione terapeutica e robotica, la crescente complessità delle informazioni cliniche e il rapporto tra ambiente e salute respiratoria stanno ridefinendo la pneumologia. Andrea Bianco, Professore Associato di Malattie dell’Apparato Respiratorio presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e componente del Collegio degli Ordinari di Malattie dell’apparato respiratorio, evidenzia i principali ambiti di trasformazione della disciplina. Dalla diagnosi del tumore del polmone al monitoraggio dei pazienti, fino alla gestione dei dati provenienti da genomica, radiomica e metabolomica, le nuove tecnologie ampliano le possibilità della pratica clinica.

Parallelamente, l’allungamento dell’aspettativa di vita nelle principali patologie respiratorie richiede un’offerta sanitaria più ampia e altamente specializzata. Nel quadro futuro rientrano, inoltre, terapie mirate, ventilazione non invasiva e robotica. Nel contesto del futuro Sistema Sanitario Nazionale, al centro resta anche la dimensione ambientale, dall’inquinamento urbano agli inquinanti indoor, con il cambiamento climatico tra i fattori da considerare per tutelare la salute respiratoria.

Dott. Bianco, quali sono i vantaggi derivati dall’AI nel campo delle malattie polmonari?

«L’intelligenza artificiale sta ormai supportando e si sta diffondendo in tutti gli ambiti della medicina. Quanto alle malattie respiratorie, sicuramente entra nell’ambito del miglioramento dell’accuratezza e della velocizzazione dei processi di diagnosi. Ci sono altri ambiti molto rilevanti, come la home care e, più recentemente, l’introduzione e l’utilizzo della robotica.

Pensiamo anche alla robotica in ambito di endoscopia: noi abbiamo la possibilità di avere il supporto dell’intelligenza artificiale e l’utilizzo del robot nella diagnosi precoce del cancro del polmone per via endoscopica, anche su lesioni molto periferiche. Questo sicuramente è un ambito di grande interesse.

Un altro ambito è la riduzione della gestione dell’enorme mole di informazioni che ci arriva dalla genomica, radiomica, metabolomica, eccetera. Tutte queste informazioni l’intelligenza artificiale le gestisce in un unico flusso. Questo non è fattibile in un ambito differente da quello della gestione dell’intelligenza artificiale».

Che ruolo avrà la pneumologia nel Sistema Sanitario Nazionale del domani?

«La pneumologia sta cambiando moltissimo. L’aspettativa di vita dei nostri pazienti, pensiamo alla broncopneumopatia cronica ostruttiva, alle interstiziopatie e ancora al cancro del polmone, aumenta. Quindi noi dobbiamo avere strutture in grado di gestire una quota molto più ampia di pazienti e gestirla in un contesto di alta specializzazione. È importante che ci sia grande attenzione a questa evoluzione anche epidemiologica nell’ambito delle patologie respiratorie».

E il futuro della pneumologia invece come sarà?

«Al momento abbiamo degli ambiti di evoluzione nel contesto delle terapie. Abbiamo la target therapy, le terapie molecolari e altre che vanno a modificare il percorso della malattia. Abbiamo la robotica, che entra in maniera importante anche in pneumologia, e ancora abbiamo tutta la parte della ventilazione non invasiva, che si affina sempre di più e che impatta in maniera rilevante nell’ambito della pneumologia. Ci saranno, dobbiamo attenderci, grandi evoluzioni nel contesto delle malattie respiratorie nei prossimi anni».

Come commenta la necessità a cui risponde il documento della task force intersocietaria fra SIP/IRS e SIAAIC?

«Questo è un documento che di fatto punta a verificare l’impatto dell’ambiente sulle patologie respiratorie ed è importante perché chiarisce quali sono i punti che necessitano di essere esplorati e maggiormente approfonditi nel contesto dell’impatto ambientale. Non ultima anche il surriscaldamento globale, che impatta negativamente anche sulla salute respiratoria. Pensiamo alle modifiche che si hanno in termini di cambio della presenza pollinica per periodi estesi e di non glaciazione anche stagionale. Questo è un altro ambito che va sicuramente considerato e la pneumologia ne deve tenere conto».

Qual è l’impatto dell’ambiente sulle malattie respiratorie?

«Di fatto, l’impatto dell’ambiente è fondamentale. Noi dobbiamo considerare che l’organo polmone è l’unico organo vitale che si apre direttamente all’esterno, quindi è l’organo che più degli altri subisce l’effetto di un ambiente non sano. Quindi prestare attenzione all’ambiente esterno significa prestare attenzione anche alla salute dell’apparato respiratorio».

E infine come dovremmo agire per evitare che la situazione peggiori?

«Tentativi di migliorare la qualità della salute dell’aria in ambito urbano sono in corso; bisogna accelerare in questo contesto e non dimenticare anche gli inquinanti indoor, a cui prestare ancora molta attenzione. Questi, infatti, hanno un impatto importante sulla salute respiratoria e sullo sviluppo di patologie respiratorie».

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di Arrigo Bellelli

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