Rafforzare la capacità di prevenzione, sorveglianza, diagnosi e risposta alle malattie infettive attraverso la condivisione di competenze, esperienze e nuovi modelli organizzativi. È questo l’obiettivo dell’Accordo Quadro di collaborazione sottoscritto dall’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano e dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS di Roma, punti di riferimento nazionale e internazionale nella gestione e contrasto delle malattie infettive.
L’intesa, firmata da Maria Grazia Colombo e Cristina Matranga, Direttrici Generali delle due istituzioni, avrà una durata di cinque anni e mira a rafforzare e consolidare la collaborazione con l’obiettivo di condividere e mettere a sistema le rispettive competenze specialistiche, metodologie e modelli organizzativi. Tra gli ambiti prioritari figurano la preparedness per le emergenze infettive, il contrasto all’HIV e alle infezioni sessualmente trasmesse, le strategie per contrastare l’antimicrobico-resistenza, le bioemergenze e la biosicurezza, la microbiologia e la diagnostica avanzata, la ricerca clinica e traslazionale, l’innovazione tecnologica e la formazione specialistica.
La collaborazione potrà inoltre favorire la partecipazione congiunta a reti scientifiche e programmi di finanziamento regionali, nazionali, europei e internazionali, contribuendo alla definizione di iniziative su tematiche di particolare rilevanza per il Servizio Sanitario Nazionale.
Unire le forze
Secondo le due Direttrici Generali, Maria Grazia Colombo per il Fatebenefratelli Sacco e Cristina Matranga per lo Spallanzani «l’Accordo definisce una nuova e innovativa cornice generale della collaborazione tra le due istituzioni, finalizzata allo sviluppo di attività clinico-assistenziali, diagnostiche, scientifiche, formative e organizzative nel campo delle malattie infettive, delle bioemergenze, della preparedness epidemica e pandemica, della biosicurezza e della sanità pubblica. Questa nuova collaborazione consentirà di integrare le rispettive competenze, migliorare la capacità di prevenzione e di risposta alle minacce infettive, favorire la ricerca e l’innovazione e promuovere la formazione e il trasferimento delle conoscenze. Il documento sancisce anche la collaborazione tra le rispettive strutture laboratoristiche, quale elemento strategico per il rafforzamento delle capacità diagnostiche, della sorveglianza microbiologica e genomica, della biosicurezza, in settori quali virologia, microbiologia clinica, diagnostica molecolare, genomica, metagenomica e sequenziamento avanzato, bioinformatica e digital pathology».
Prepararsi alle nuove sfide
Responsabili scientifici dell’accordo sono per l’ASST Fatebenefratelli Sacco Andrea Gori, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco e direttore del CEREMI (Centro Regionale delle Malattie Infettive della Lombardia) e per lo Spallanzani il direttore sanitario Andrea Antinori. Per Andrea Gori «la collaborazione tra l’Ospedale Sacco e l’Istituto Spallanzani è già da tempo attiva e proficua e ha contribuito a sviluppare esperienze e risultati importanti nel campo delle malattie infettive. Questo accordo rappresenta un ulteriore passo avanti, che ci permetterà di consolidare il lavoro già avviato e ampliare le opportunità di collaborazione nella clinica, nella ricerca e nella formazione. In questo modo potremo rafforzare sensibilmente la nostra capacità di prevenire e affrontare le nuove sfide infettivologiche, promuovendo l’innovazione e contribuendo a risposte sempre più efficaci per i pazienti e per la salute pubblica».
Secondo Andrea Antinori «lavorare insieme significa condividere conoscenze, esperienze e capacità di risposta nei programmi di sanità pubblica. Con questo accordo, che mette in rete competenze di altissimo livello, poniamo le basi per iniziative condivise capaci di contribuire al rafforzamento del SSN rendendolo più preparato di fronte alle nuove sfide poste dalle malattie infettive. La collaborazione tra istituzioni di riferimento rappresenta un valore aggiunto concreto per la ricerca, l’assistenza e la prevenzione. Mettere a fattore comune le nostre expertise significa creare le condizioni per sviluppare risposte sempre più efficaci e innovative a beneficio dei pazienti e dello sviluppo della ricerca nel settore di riferimento».
A garantire continuità operativa all’intesa sarà un Comitato Tecnico di Coordinamento paritetico e multidisciplinare con funzioni di indirizzo, programmazione, monitoraggio e valutazione delle attività.
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