Caldo e salute cardiovascolare, dieci indicazioni per ridurre i rischi dell’estate 

Disidratazione, pressione instabile e sbalzi termici possono mettere sotto stress il sistema cardiovascolare. Dall’idratazione al corretto uso dei farmaci, le raccomandazioni degli specialisti per affrontare i mesi più caldi
caldo cardiovascolare

Il caldo e le alte temperature rappresentano un fattore di stress per l’organismo e, in particolare, per il sistema cardiovascolare. Durante l’estate aumentano infatti i rischi legati alla disidratazione, alle variazioni della pressione arteriosa e all’affaticamento del cuore, soprattutto nelle persone più fragili e in chi soffre di patologie cardiache.

Il tema è stato richiamato anche in occasione della recente Giornata nazionale della prevenzione cardiovascolare, promossa dalla Fondazione per il Tuo Cuore e dall’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), che hanno diffuso un decalogo di comportamenti utili per affrontare il caldo in sicurezza.

Pressione e disidratazione sotto osservazione

Con l’aumento delle temperature i vasi sanguigni tendono a dilatarsi, un meccanismo che favorisce la dispersione del calore ma che può comportare abbassamenti della pressione arteriosa. Ne possono derivare capogiri, debolezza, vista annebbiata e, nei casi più marcati, sensazioni di svenimento, in particolare nelle persone anziane o in chi assume farmaci per l’ipertensione.

Per questo motivo gli specialisti raccomandano di controllare regolarmente i valori pressori e di segnalare al medico eventuali sintomi ricorrenti o anomalie.

Le terapie non vanno modificate autonomamente

Uno dei richiami più importanti riguarda l’assunzione dei farmaci. Terapie per la pressione arteriosa, lo scompenso cardiaco, le aritmie o la prevenzione trombotica devono essere seguite secondo le indicazioni ricevute, senza sospensioni o modifiche fai-da-te.

In presenza di pressione particolarmente bassa, crampi, stanchezza intensa o altri disturbi legati al caldo è opportuno confrontarsi con il proprio medico prima di qualsiasi variazione terapeutica.

Acqua e alimentazione: i primi alleati del cuore

Tra le raccomandazioni principali figura una corretta idratazione. Bere con regolarità durante la giornata aiuta a prevenire disidratazione, tachicardia e cali pressori. Per alcune categorie di pazienti, come chi soffre di scompenso cardiaco o insufficienza renale, la quantità di liquidi deve però essere concordata con lo specialista.

Anche l’alimentazione può contribuire a ridurre il carico sul sistema cardiovascolare. Nei mesi estivi vengono privilegiati pasti leggeri, ricchi di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e legumi, limitando invece eccessi di sale, grassi, bevande zuccherate e alcolici.

Quando il caldo richiede maggiore prudenza

Le ore centrali della giornata sono quelle in cui il cuore è sottoposto al maggiore stress termico. Gli esperti consigliano quindi di programmare passeggiate, commissioni e attività fisica nelle prime ore del mattino o in serata, evitando l’esposizione diretta al sole nelle fasce più calde.

Particolare attenzione è richiesta anche a chi soffre di scompenso cardiaco o aritmie, condizioni che possono risentire maggiormente degli squilibri provocati dal caldo e dalla perdita di liquidi.

I segnali che non vanno ignorati

Non tutti i malesseri estivi sono riconducibili semplicemente alle alte temperature. Dolore al petto, mancanza di respiro, palpitazioni persistenti, svenimenti, sudorazione fredda, nausea intensa o peggioramento improvviso dell’affanno rappresentano campanelli d’allarme che richiedono una valutazione tempestiva.

Gli specialisti invitano inoltre a monitorare eventuali gonfiori agli arti inferiori, variazioni rapide del peso corporeo e stanchezza insolita, soprattutto nei pazienti già affetti da patologie cardiovascolari.

Il decalogo per proteggere il cuore

Le indicazioni diffuse dagli specialisti possono essere sintetizzate in dieci comportamenti:

  • controllare periodicamente la pressione arteriosa;
  • non modificare autonomamente le terapie prescritte;
  • mantenere una corretta idratazione;
  • evitare esposizione al sole e attività intense nelle ore più calde;
  • riconoscere tempestivamente i sintomi che possono indicare un problema cardiaco;
  • monitorare con attenzione eventuali segni di scompenso cardiaco o aritmie;
  • seguire un’alimentazione leggera e bilanciata;
  • praticare attività fisica con prudenza e negli orari più freschi;
  • evitare sbalzi termici e conservare correttamente i farmaci;
  • affidarsi a fonti informative qualificate e consultare gli specialisti in caso di dubbi o sintomi persistenti.

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di Sara Claro

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