L’ipnosi clinica è una tecnica terapeutica che consente di indurre uno stato di profonda concentrazione e focalizzazione dell’attenzione, favorendo una diversa percezione degli stimoli esterni, compreso il dolore.
Negli ultimi anni questa metodologia ha trovato applicazione in diversi ambiti assistenziali. Tra questi, la gestione dell’ansia o il supporto nei percorsi operatori, come testimonia il caso dell’Ospedale di Rivoli.
Che cos’è l’ipnosi clinica
L’ipnosi clinica consiste nell’accompagnare il paziente in uno stato di “trance ipnotica“. Si tratta di uno stato di coscienza modificato, durante il quale l’attenzione del paziente viene focalizzata su immagini, sensazioni o suggestioni. La persona, infatti, non “dorme”, ma mantiene sempre il controllo della situazione, restando consapevole di ciò che accade.
Questa tecnica viene utilizzata soprattutto come supporto alle procedure mediche, migliorando il comfort del paziente e riducendo l’impiego di farmaci sedativi.
L’esperienza dell’Ospedale di Rivoli
Un esempio della tecnica arriva dall’Ospedale di Rivoli. Qui l’ipnosi clinica viene utilizzata durante alcune procedure di radiologia interventistica, in particolare nei casi di vertebroplastica e drenaggio biliare. Si tratta di interventi brevi, ma che richiedono una collaborazione attiva del paziente. Per questo motivo, oltre al radiologo interventista, sono coinvolti anche anestesisti e infermieri specializzati in ipnosi clinica.
L’efficacia dell’approccio è stata dimostrata attraverso uno studio coordinato da Gemma Beltrame, tecnico sanitario di radiologia medica dell’Ospedale di Rivoli. L’analisi ha preso in considerazione 117 procedure di vertebroplastica e 134 drenaggi biliari. L’ipnosi clinica è stata applicata nel 51% dei casi, coinvolgendo 129 pazienti.
I risultati evidenziano dati significativi, come la riduzione dell’ansia nel 100% dei pazienti trattati, le procedure percepite come indolori nell’88,37% dei casi e l’assenza di utilizzo di farmaci nel 6,2% delle procedure.
Secondo gli autori dello studio, questi risultati confermano come l’ipnosi clinica possa rappresentare uno strumento efficace e sicuro per migliorare il benessere del paziente e ottimizzare la gestione di alcune procedure interventistiche.
Un approccio multidisciplinare
Uno degli aspetti più rilevanti dell’esperienza di Rivoli è il lavoro integrato tra diverse figure professionali. Lo studio ha coinvolto radiologi, anestesisti, tecnici sanitari e infermieri esperti di ipnosi clinica, dimostrando come la collaborazione multidisciplinare possa tradursi in benefici concreti per il paziente.
Come sottolineato dal Direttore Generale dell’ASL TO3, Giovanni La Valle, «l’integrazione tra le équipe di Radiologia e Anestesia-Rianimazione rappresenta uno degli elementi chiave del progetto, contribuendo sia a migliorare l’esperienza assistenziale sia a ridurre il ricorso a farmaci sedativi e ai relativi rischi».
«Pur non sostituendo le tecniche anestesiologiche tradizionali – conclude – rappresenta un modello replicabile, portatore di benefici clinici e organizzativi. Non solo per i pazienti, ma anche per la possibilità di diminuire il ricorso a farmaci sedativi e, di conseguenza, i relativi rischi».
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