La sanità che vorrei: assistenza Residenziale anziani non autosufficienti

L'inverno demografico spinge il sistema RSA verso l'assistenza domiciliare integrata, frenata però dalla carenza di personale qualificato
L'inverno demografico spinge il sistema RSA verso l'assistenza domiciliare integrata, frenata però dalla carenza di personale qualificato

Articolo a cura di Sebastiano Capurso Presidente dell’Associazione Nazionale Strutture Territoriali e per la Terza Età (ANASTE)

La sanità, in particolare nel settore delle RSA e dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, è destinata a subire una profonda trasformazione nei prossimi 10 anni. Questa evoluzione è guidata principalmente dall’inverno demografico e dalla necessità di superare le criticità emerse, soprattutto dopo la pandemia, nella gestione degli anziani non autosufficienti con gravi limitazioni funzionali.

Questa popolazione, che attualmente conta circa 4 milioni di persone, è destinata a salire nei prossimi anni, con conseguente necessità di modificare l’importazione del SSN, spostando l’attenzione verso le patologie croniche.

I problemi principali

Le sfide che il settore dovrà affrontare sono strutturali e interconnesse:

Aumento del Fabbisogno e Sovraffollamento:

L’Italia è uno dei Paesi più anziani al mondo. L’aumento degli ultra-85enni e delle persone con non autosufficienza cronica metterà sotto pressione la rete esistente. Attualmente, la copertura di posti letto in RSA è insufficiente (lontana dal target ideale e dalle medie UE), portando ad una saturazione cronica delle strutture e alla selezione, per l’accesso, degli ospiti a maggior compromissione clinica e cognitiva, con conseguente notevole aumento dei carichi assistenziali.

Carenza di Personale Qualificato:

La carenza di infermieri, OSS e altri professionisti sanitari e socio-assistenziali è già un problema critico, e sarà sempre maggiore nei prossimi anni, per mancanza di vocazioni verso le attività di assistenza, viste dai giovani come poco gratificanti, psicologicamente usuranti, con modesto riconoscimento sociale e scarsamente remunerate. Il burnout e il turnover elevato, uniti alla scarsa attrattività del settore, rendono difficile garantire standard di cura elevati.

Frammentazione dell’Assistenza:

Manca una integrazione tra il sistema sanitario (SSN) e il welfare sociale (Comuni, ASL). Le famiglie devono navigare una “babele di sportelli” per accedere ai servizi. La Legge Delega 33/2023 (che mira a riformare il settore) è un passo cruciale, ma la sua concreta attuazione (ad esempio l’unificazione della valutazione multidimensionale) procede a rilento e con incertezze. Le scarse risorse destinate dal FSN al settore non consentono di programmare investimenti per aumentare la qualità dei servizi ed il numero dei posti letto disponibili, con conseguente accentuazione del disagio per anziani e famiglie.

Superamento del Modello RSA Tradizionale:

Le RSA sono diventate oggi dei reparti di lungodegenza medica, in relazione alla maggior complessità degli ospiti, e devono quindi evolvere in Centri Residenziali Multiservizi, con impiego di nuove tecnologie (telemedicina, robotica, IA, virtual ward), difendendo però le fondamentali attività di relazione e di mantenimento dell’autonomia. Si rende necessario un modello che valorizzi la dignità della persona.

Soluzioni prospettiche e tendenze future

Il futuro del settore è orientato verso la limitazione della istituzionalizzazione ai soggetti maggiormente compromessi e la personalizzazione dell’assistenza, spostando il baricentro dal ricovero al domicilio, ma questa prospettiva sarà fortemente ostacolata dalla carenza di personale qualificato, essendo l’assistenza domiciliare la formulazione assistenziale a maggior assorbimento di risorse umane.

AmbitoSoluzione/ProspettivaDescrizione
Modello di CuraAssistenza Domiciliare Integrata (ADI) PotenziataL’obiettivo è consentire alle persone di restare il più a lungo possibile nel proprio ambiente di vita. Si investirà in telemedicina, monitoraggio da remoto e servizi socio-sanitari a casa. La RSA diventerà (ma lo è già oggi) una risorsa per l’alta intensità assistenziale.
Strutture ResidenzialiRSA Ridisegnate e Centri Multi ServiziLe nuove RSA saranno strutture più aperte e multifunzionali, con servizi flessibili e modulari, affiancate ad “appartamenti protetti”, focalizzati sul benessere, sulla socialità e sull’integrazione con la vita del quartiere.
Integrazione e Riforma“Long-Term Care” (LTC) come Infrastruttura StrategicaSi mira a un Sistema Nazionale Assistenza Anziani Non Autosufficienti che garantisca un percorso unico e integrato tra prestazioni sanitarie e sociali. L’assistenza viene vista come un’infrastruttura fondamentale, al pari di quelle economiche.
TecnologiaDigitalizzazione e Intelligenza Artificiale (AI)Utilizzo di tecnologie per la diagnosi precoce, la gestione delle cartelle cliniche digitali e sistemi di monitoraggio della salute (wearable) per garantire maggiore sicurezza ed efficienza, anche a domicilio.
Risorse UmaneInvestimento su Formazione e Condizioni di LavoroSarà cruciale investire in formazione mirata e nella valorizzazione del personale (incentivi, supporto psicologico, miglioramento dell’ambiente di lavoro) per arginare la carenza e il burnout.

Prospettive per il 2035

Entro il 2035, il settore sarà caratterizzato da:

  • Maggiore Flessibilità: Le risposte assistenziali saranno più articolate: più servizi semi-residenziali (centri diurni), assistenza domiciliare e strutture di sollievo a breve termine con utilizzo estensivo di nuove tecnologie.
  • Finanziamento Misto: L’aumento della spesa richiederà un bilanciamento tra spesa pubblica (piuena applicazione dei LEA e attuazione dei LEPS) e il finanziamento privato, incentivando forme di assicurazione integrativa o welfare aziendale per le cure di lungo periodo.
  • Centralità della Persona: Il focus passerà dall’erogazione di prestazioni standard alla personalizzazione del Piano Assistenziale Individuale (PAI), mettendo al centro la salute, la dignità e la vita relazionale dell’anziano.
  • Sarà necessario individuare chiaramente i malati anziani non autosufficienti come destinatari in via prioritaria delle risorse del SSN.

In sintesi, il futuro vedrà l’integrazione delle RSA, attualmente unica risposta del welfare pubblico alla non autosufficienza, in un sistema integrato e multilivello, dove le strutture residenziali saranno solo una delle componenti di una rete molto più ampia che ruota attorno al paziente ed al suo domicilio.

Sono necessarie però scelte immediate per la formazione e selezione di personale professionale qualificato in grado di supportare quantitativamente e qualitativamente le necessità assistenziali di una popolazione anziana in vertiginoso aumento.

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di Redazione Bees Sanità

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