Sempre meno abitanti e sempre più anziani. Questo, secondo il nuovo report ISTAT “Italia 2050: sfide e prospettive di una società in transizione”, è il quadro demografico che si delineerà nei prossimi anni in Italia. Con le nascite in calo, l’aumento degli anziani e la riduzione del numero di famiglie con figli, lo scenario demografico italiano cambierà radicalmente, comportando delle conseguenze importanti sul sistema sanitario nazionale e sulle politiche assistenziali.
Popolazione in calo: oltre 10 milioni in meno entro il 2080
Il report ISTAT prevede innanzitutto un calo generale della popolazione in Italia, che scenderà dagli attuali 59 milioni a circa 54,7 milioni entro il 2050, per poi arrivare a 45,8 milioni entro il 2080. Una diminuzione significativa, dunque, che interesserà tutta la penisola – anche se le maggiori criticità si registreranno al Sud – e conseguenza sia del minor tasso di natalità che dell’aumento della longevità. Infatti, secondo il report, nel giro di 25 anni, la popolazione italiana sarà composta al 34,6% da over 65 – ad oggi, la percentuale è del 24% – e al 7% da ultra ottantacinquenni, che, ad oggi, compongono il 3,9% del totale.
Famiglie più piccole e meno caregiver disponibili
Secondo le proiezioni ISTAT, nel 2042 si raggiungerà il massimo storico di famiglie (circa 26,4 milioni), ma si tratterà sempre più spesso di famiglie composte da una sola persona. Le persone sole rappresenteranno il 44,3% delle famiglie, mentre le coppie con figli scenderanno dal 28,6% odierno al 21,4%. Ma non solo: crescerà anche il numero di anziani soli e non autosufficienti, che passeranno dagli attuali 4,6 milioni ad oltre 6,5 milioni. Questa tendenza si rifletterà direttamente sull’organizzazione dell’assistenza, poiché diminuiranno i caregiver familiari – sempre meno e sempre più anziani – e aumenteranno le richieste ai servizi pubblici.
Le conseguenze sulla sanità
L’aumento della fascia anziana della popolazione e la presenza di persone sole avrà delle importanti ripercussioni importanti anche sul sistema sanitario. Con l’età media sempre più alta – dagli attuali 46,6 anni si passerà a 51 anni – e la conseguente riduzione della popolazione in età lavorativa, il sistema sanitario nazionale subirà una notevole pressione.
Infatti, saranno sempre di più gli italiani affetti da patologie croniche e senza aiuti familiari. Di conseguenza, aumenteranno la domanda di cure continuative e la richiesta di cure e terapie domiciliari. Il sistema sanitario, dunque, dovrà affrontare una crescita significativa della domanda di servizi a domicilio e a lungo termine, in un contesto generale caratterizzato da scarse risorse economiche e dalla carenza del personale sanitario, soprattutto nell’ambito geriatrico e nei servizi territoriali, ambiti nei quali la domanda crescerà sempre più rapidamente.
La sfida per il Servizio sanitario
Le proiezioni demografiche delineate dall’ISTAT, dunque, raccontano di un contesto in cui il Servizio sanitario nazionale dovrà confrontarsi con una popolazione sempre più anziana, più sola e, di conseguenza, con bisogni socioassistenziali crescenti.