La strategia tripartita per ridurre l’impatto delle patologie croniche

Nutrizione, attività fisica e interventi precoci come pilastri per ridurre l’impatto delle patologie croniche più diffuse

Davide Grassi, Professore Associato di Medicina Interna all’Università dell’Aquila, affronta il tema della prevenzione come asse portante delle strategie di tutela della salute, collocandolo all’interno di una riflessione ampia che intreccia nutrizione, stili di vita e sostenibilità dei sistemi sanitari. L’attenzione si concentra innanzitutto sul ruolo della prevenzione primaria, considerata il livello di intervento più efficace per incidere sull’insorgenza e sull’evoluzione delle principali patologie croniche, in particolare quelle di ambito cardiovascolare e oncologico, che rappresentano oggi una delle principali criticità per la salute pubblica a livello globale.

Nel percorso delineato, la nutrizione emerge come elemento centrale della prevenzione primaria, non solo come fattore di supporto, ma come componente strutturale dei modelli di prevenzione riconosciuti a livello scientifico. Grassi richiama l’importanza di approcci alimentari consolidati e dell’interesse crescente verso la nutraceutica, intesa come insieme di estratti e componenti derivati dall’alimentazione, capaci di inserirsi in un quadro più ampio di promozione della salute. Il riferimento alle linee guida internazionali consente di inquadrare il tema all’interno delle raccomandazioni che, per numerose condizioni croniche (dall’ipertensione all’obesità, fino al diabete) individuano proprio nella modifica degli stili di vita il primo livello di intervento.

Non solo nutrizione

Un ulteriore ambito di approfondimento toccato da Grassi riguarda il momento in cui la prevenzione può e deve essere attivata. L’attenzione viene spostata verso una dimensione precoce, che precede non solo la comparsa della malattia, ma anche l’emergere dei fattori di rischio. In questa prospettiva, il contesto scolastico e le fasi iniziali della vita assumono un valore strategico per promuovere abitudini corrette legate all’alimentazione e all’attività fisica, con l’obiettivo di incidere in modo duraturo sui determinanti di salute della popolazione.

Inoltre, il Professore cita la possibilità di misurare l’impatto della prevenzione, sia in termini di benefici per la salute sia dal punto di vista economico. Il rapporto tra costi contenuti e risultati ottenibili è possibile, evidenziando come la riduzione del ricorso a ricoveri, interventi diagnostici e trattamenti terapeutici rappresenti una conseguenza diretta di strategie preventive efficaci. In questo quadro, la prevenzione diventa non solo uno strumento di promozione del benessere individuale, ma anche una leva fondamentale per la sostenibilità dei sistemi sanitari e per una gestione più efficiente delle risorse disponibili.

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di Arrigo Bellelli

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