Sono oltre 1,4 milioni le persone in Italia affette da demenza. Numero destinato a crescere in modo significativo nei prossimi decenni, fino a raggiungere il picco di 2.200.000 casi entro il 2050. A rivelarlo è il rapporto “The Prevalence of Dementia in Europe 2025”, diffuso da Alzheimer Europe e presentato dalla Federazione Alzheimer Italia.
Il rapporto analizza la presenza della demenza nei 27 Paesi dell’Unione Europa, più altri 11 Stati extra Unione Europea in cui è presente un’organizzazione aderente ad Alzheimer Europe, come Regno Unito, Svizzera, Norvegia e Israele. Secondo gli esperti, tra tutti questi Paesi l’Italia è quello con la più alta quota di persone con demenza in rapporto alla popolazione, pari al 2.4%. Percentuale che, entro il 2050, salirà fino al 4,2%.
Una diretta conseguenza dell’invecchiamento della popolazione
Una delle cause strettamente connessa all’aumento dei casi di demenza è l’invecchiamento della popolazione. La demenza, infatti, è legata alle fasce di popolazione di età più avanzata, anch’essa destinata a crescere nei prossimi anni. Si stima infatti che entro il 2050 le persone ultraottantenni con demenza saranno quasi due milioni.
Nel report viene evidenziata anche una differenza di genere. Oggi, le donne con demenza sono due terzi del totale, circa 946 mila casi, contro i 491 mila casi maschili. Una discrepanza destinata a persistere, in quanto, entro il 2050, le donne affette da demenza saranno oltre 1,4 milioni, contro gli 807 mila casi maschili. Questo scenario avrà delle conseguenze anche sul piano economico e sociale, dato che, ancora oggi, le donne sono le principali caregiver familiari.
Ma l’Italia non sarà la sola a vivere l’aumento dei casi di demenza. Si stima che anche nel resto d’Europa si verificherà un aumento simile: le persone affette dalla sindrome passeranno dagli attuali 9,1 milioni a oltre 14,3 milioni entro il 2050, per un incremento pari a 58%. Percentuale che arriva al 64%, se si includono anche i Paesi extra Unione Europea.
La necessaria accelerazione sulla Riforma di Assistenza agli Anziani
«Non intervenire oggi – afferma Mario Possenti, segretario generale della Federazione Alzheimer Italia e vicepresidente di Alzheimer Europe – rischia di aggravare ulteriormente le sfide future. In Italia la demenza è una vera emergenza di salute pubblica. Il Piano Nazionale Demenze è in fase di aggiornamento, ma è fondamentale che Governo e Istituzioni garantiscano risposte concrete, assicurando un percorso di cura e assistenza omogeneo su tutto il territorio, sostenuto da finanziamenti adeguati. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei casi impongono un’accelerazione sulla Riforma dell’Assistenza agli Anziani non Autosufficienti. Senza un intervento tempestivo, il rischio è che sempre più famiglie si trovino sole ad affrontare il peso della demenza, e questo non possiamo permetterlo».
«La sfida rappresentata dalla demenza in Europa è già oggi molto rilevante e lo diventerà ancora di più nei prossimi decenni» così Jean Georges, direttore esecutivo di Alzheimer Europe. «Ci auguriamo che questi dati aggiornati spingano i decisori politici, a livello europeo e nazionale, a riconoscere la demenza come una priorità trasversale, che riguarda la sanità, la ricerca, le politiche sociali e il sostegno ai caregiver. Il nostro Manifesto di Helsinki, adottato durante l’Assemblea Generale Annuale di Alzheimer Europe del 2023 – conclude – indica azioni concrete in questa direzione e ribadisce la necessità di un Piano d’Azione Europeo sulla demenza e di una missione di ricerca dedicata, entrambi sostenuti da finanziamenti adeguati».
