Il sistema sanitario calabrese, che non aveva retto bene alla riforma del titolo V della Costituzione, chiuse in sofferenza il primo decennio del ventunesimo secolo. Nel 2009 la Regione, guidata all’epoca da Agazio Loiero (PD), varò tramite legge regionale un piano di rientro dei disavanzi del Sistema Sanitario Regionale. Ciò ritardò il commissariamento solo di un anno. Infatti, in seguito alle elezioni del 2010, alla Regione si insediò la giunta di centro-destra guidata dal reggino Giuseppe Scopelliti. Fu lo stesso Presidente della Regione a richiedere al governo la sua nomina a commissario straordinario. Pertanto, in seguito ad una decisione del Consiglio dei ministri (CdM), il 30 luglio 2010 Giuseppe Scopelliti venne nominato commissario straordinario, affiancato da due subcommissari.
Le tappe successive al commissariamento
Scopelliti mantenne la carica fino alle sue dimissioni nel 2014, quando gli subentrò uno dei due subcommissari: il generale della Guardia di Finanza Luciano Pezzi. Si riaprirà così la dicotomia tra le figure di Presidente della Regione e Commissario Straordinario: prima l’ingegnere Massimo Scura, durante la presidenza di Mario Oliverio (PD) e poi il celeberrimo Saverio Cotticelli (colui che ignorava di essere la figura preposta a predisporre un piano anticovid durante la pandemia), rimasto in carica anche durante la breve presidenza di Jole Santelli (FI), prima governatrice donna della Regione, purtroppo deceduta in carica. Infine, dopo le dimissioni lampo di Giuseppe Zuccatelli ed Eugenio Gaudio, l’ultimo commissario “laico” sarebbe stato il prefetto Guido Longo. Nel frattempo, dopo più di un decennio, i conti della sanità calabrese non erano tornati in sesto, anzi se possibile la crisi del sistema si era anche acuita.
Il ritorno della figura del Presidente – Commissario
Durante la campagna elettorale del 2021, il candidato di Forza Italia Roberto Occhiuto fece dell’uscita dal commissariamento un cavallo di battaglia della sua campagna. Infatti, appena eletto insistette presso il governo centrale per essere nominato commissario straordinario. Così il 4 novembre 2021, con un Decreto del Presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi, Occhiuto ottenne la nomina a commissario straordinario. Il nuovo governatore chiese e ottenne di poter scegliere i propri collaboratori, selezionati tra esperti del settore.
Il primo risultato arrivò nel 2023 con la ricognizione del pesante debito: la sanità calabrese sfiorava il miliardo di deficit tra debito storico e debito ulteriore. Si è così passati dai 1.455.312.032 euro di debito del 2023 al 1.268.293.742 di previsione per quest’anno e di ulteriore discesa per l’anno prossimo (il 2027 è l’ultimo anno del piano di rientro). La campagna elettorale del 2025 ha evidenziato il cambio di passo nella gestione della sanità: Occhiuto, che correva per il secondo mandato, ha ricevuto dalla Premier Meloni la promessa dell’uscita a stretto giro dalla gestione commissariale.
L’uscita dal commissariamento
Gli sforzi sono stati premiati lo scorso 9 aprile durante la riunione del Consiglio dei ministri (CdM) in cui il Ministro per gli Affari Regionali, Roberto Calderoli (Lega) ha proposto ai colleghi la revoca del commissariamento alla sanità della Regione Calabria. Nella conferenza stampa successiva, che il Presidente Occhiuto ha voluto fare dalla “Cittadella” a Catanzaro, si è dato risalto all’uscita dal commissariamento, ma non si è parlato invece di quando la Calabria potrà anche uscire dal piano di rientro del debito già menzionato. Adesso, come detto dallo stesso Occhiuto, ci si potrà concentrare sull’innalzamento del punteggio dei Livelli Essenziali d’Assistenza, attraverso un miglioramento della capacità di spesa e si potrà cominciare a normalizzare la sanità, in una regione che, purtroppo, è ancora carente a livello di strutture, personale e prestazioni offerte.
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