Infermiere di ricerca clinica: ora venga introdotto anche nelle ASL

Migliora la qualità e l’umanità dei trial clinici e può dare un prezioso contributo allo sviluppo della ricerca clinica

Il Decreto Legislativo 31 marzo 2026, n. 67, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 2026, ha ufficialmente riconosciuto la figura dell’Infermiere di ricerca clinica nell’ordinamento italiano. «Un riconoscimento importante che conferma la crescente specializzazione delle professioni infermieristiche» spiega la Professoressa Teresa Rea, Componente del Comitato Centrale FNOPI, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Napoli e Professoressa Associata di Scienze Infermieristiche.

«L’infermiere di ricerca è previsto e contribuisce da anni nei trial clinici e nei progetti di ricerca degli IRCCS. Ma il Decreto ha il grande merito di dare ufficialità al ruolo, facendolo conoscere a tutta la comunità sanitaria e ai giovani che stanno valutando di intraprendere la carriera infermieristica».

Quali sono le funzioni dell’infermiere di ricerca clinica?

«Nei protocolli di ricerca esistono profili assistenziali che richiedono obbligatoriamente la presenza e l’intervento di un infermiere perché prevedono prestazioni che sono di esclusiva competenza dell’infermiere. Nei trial clinici gli infermieri contribuiscono in maniera unica alla qualità dell’assistenza, all’efficacia delle cure somministrate e all’umanizzazione del percorso del paziente. Inoltre, hanno un ruolo preciso e di valore nel contribuire a sviluppare nuova conoscenza in ambito clinico-assistenziale».

Che formazione è necessaria?

«Al momento non è necessaria una Laurea specialistica per divenire Infermiere di ricerca clinica ma è certo che quest’ultima offre competenze e conoscenze maggiori e più approfondite. Recentemente abbiamo assistito ad una forte crescita nella formazione specialistica per gli infermieri. Obiettivo, ora, è far sì che i bandi di assunzione tengano conto di questa crescente specializzazione, premiando lo studio e dimostrando alle nuove generazioni che quella delle professioni infermieristiche è una scelta di carriera che offre diverse e stimolante opzioni professionali».

Prossimo traguardi e criticità?

«La criticità è quella frequentemente incontrata nel nostro Paese: l’Italia è lunga e c’è molta variabilità nel modo in cui viene riconosciuta formalmente e integrata nell’organico sanitario la crescente stratificazione e complessità delle competenze infermieristiche. Il traguardo immediato è che gli infermieri di ricerca clinica vengano assunti con questo ruolo anche nelle Aziende e nelle ASL».

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«Molte strutture partecipano a trial clinici e gli infermieri di ricerca clinica possono dare il loro contributo come negli IRCCS. Più in generale, chiediamo che si riconosca la crescita nella specializzazione infermieristica per mostrare alle nuove generazioni la ricchezza e varietà della professione. Maggiore è il riconoscimento, più forte diventa la capacità di rendere quella infermieristica una carriera maggiormente attrattiva».

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di Tommaso Vesentini

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