Perché la telemedicina non è così diffusa?

La metodologia CNTTM sviluppata dal progetto Horizon Europe Caring Nature nasce per velocizzare i tempi nel passaggio da prestazione fisica a telemedicina

Perché è così difficile passare dai servizi erogati in setting ospedaliero alla telemedicina e al telemonitoraggio? È questa la domanda dalla quale nasce il Caring Nature Telehealth Transfer evaluation Model (CNTTM), un modello decisionale multidimensionale per valutazioni ex-ante per il passaggio alla telemedicina di servizi sanitari precedentemente erogati in presenza.

«Il passaggio è complesso dal punto di vista organizzativo e pratico perché richiede una valutazione combinata di aspetti molto diversi tra loro» spiega l’Ingegnere Pasquale Mari, della Fondazione Policlinico Gemelli.

Come funziona il CNTTM

«Dentro la valutazione si deve tenere conto dei criteri di idoneità (eligibility), ovvero se esistano i prerequisiti clinici, tecnologici e normativi che rendono la transizione da ospedale a telemedicina ammissibile.  Poi, c’è la prontezza (readiness), ovvero se la struttura ospedaliera, i sanitari e i pazienti abbiano la capacità di introdurre il cambiamento e la predisposizione ad accettarlo di buon grado».

«Infine, c’è il capitolo della sostenibilità ovvero dell’impatto ambientale, economico, sociale e sul work load delle nuove prestazioni in telemedicina. Quello che abbiamo sviluppato, e che stiamo testando al Policlinico Gemelli – continua Mari – per quanto riguarda un software per gli esercizi di riabilitazione negli anziani dimessi dal ricovero, è una metodologia di valutazione multidisciplinare che tiene conto di tutti gli elementi sopra elencati e assegna un punteggio che indica la fattibilità del passaggio da servizio in presenza all’erogazione in telemedicina». 

Il progetto Caring Nature

Nasce da Horizon Europe (HORIZON-HLTH-2023-CARE-04-03) e riunisce 12 sviluppatori e 5 strutture ospedaliere e aziende sanitarie da Cipro alla Finlandia che testano e validano 10 prototipi sviluppati all’interno del progetto e le loro 36 applicazioni.

La filosofia di Caring Nature è sviluppare metodologie e prototipi per la riduzione dell’impatto ambientale della sanità che vengono, successivamente, testati e validati. Il Policlinico Agostino Gemelli di Roma compare sia come sviluppatore che come struttura validatrice. Coordinatore di Caring Nature è il Professore Daniele Gui dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’ingegner Pasquale Mari è il Project Manager.

«L’ambizione finale di Caring Nature – conclude Mari – è di sviluppare e validare innovazioni che possono ridurre l’impatto ambientale delle strutture sanitarie e, in particolare ospedaliere, con l’obiettivo di mettere a disposizione della Sanità europea metodologie e strumenti già testati e dimostratamene efficaci per migliorare la sostenibilità e l’efficienza delle organizzazioni».

Per saperne di più: ecco cos’è Caring Nature.

Il Professore Daniele Gui e l’Ingegner Pasquale Mari partecipano al Gruppo di Lavoro Rete Italiana per la Sostenibilità Ospedaliera del Network B-Sanità.

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di Tommaso Vesentini

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