L’intelligenza artificiale come strumento per i pazienti

L'esperienza di ReportAId semplifica la comprensione dei referti e il percorso di cura.

L’intelligenza artificiale, pur essendosi affermata oggi nell’uso quotidiano e individuale di ciascuno, segue già da anni un percorso di applicazione nella medicina e nella sanità. L’IA si è infatti affermata come strumento al servizio dei medici e dei pazienti in svariati ambiti: dall’accuratezza delle diagnosi all’analisi di immagini complesse. Dall’altra parte, quali sono le applicazioni dell’IA nella medicina a disposizione dei pazienti?

Nel rispondere a questa domanda è interessante il lavoro di ReportAId, una startup italiana nell’ambito HealthTech che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare i documenti cartacei e i referti prodotti nel percorso di cura di un paziente. La documentazione clinica si trasforma da informazioni non strutturate in dati azionabili. ReportAid raccoglie tutte le informazioni chiave traducendole in un linguaggio comprensivo e utile per il paziente sostenendolo nella pianificazione del proprio percorso di cura.

Dal linguaggio naturale al follow-up del paziente

«Oggi è preponderante l’uso dell’IA nella creazione e nella gestione archivistica della storia clinica del paziente, senza però comprendere il contenuto scritto dal medico – spiega Filippo Chiabrando, Chief Medical Officer di ReportAId – questa tecnologia effettua una strutturazione analizzando il testo del referto, estrae informazioni essenziali attribuendo una categoria e mettendo a disposizione del paziente una serie di suggerimenti e azioni per semplificargli il percorso di cura. La tecnologia permette di individuare prescrizioni, terapie e indicazioni di follow-up già presenti nei documenti, supportando le strutture sanitarie nella gestione della continuità di cura e accompagnando il paziente nelle fasi successive del proprio percorso» .  

Uno strumento di aderenza terapeutica

«Quindi agisce per il paziente come strumento di aderenza terapeutica, che è una componente fondamentale della cura, e per la struttura sanitaria come uno strumento che fidelizza il paziente, che aiuta il paziente a tornare nella stessa struttura». Dall’altra parte, è uno strumento che favorisce il lavoro del medico in quanto non lo impegna ulteriormente in pratiche che non riguardino direttamente la cura del paziente. L’IA diventa uno strumento di aderenza terapeutica che rende il paziente più informato e di conseguenza più attivo nel proprio percorso terapeutico. Inoltre «la nostra tecnologia è in grado di supportare la gestione delle fasi successive del percorso di cura, quindi ReportAId accompagna il paziente nella prenotazione delle visite e nella calendarizzazione» spiega Chiabrando.

Uno strumento a sostegno della governance

«Quando parliamo di sanità pubblica parliamo di un tema oggi centrale che è quello di riuscire a dare ad ogni cittadino la cura di cui ha bisogno» sottolinea Chiabrando. ReportAid si propone quindi come uno strumento a supporto delle singole strutture sanitarie, delle ASL e delle Regioni, offrendo la possibilità di analizzare e monitorare l’appropriatezza prescritta.. Attraverso l’intelligenza artificiale,  ReportAid, analizza le informazioni contenute nei referti e nelle prescrizioni confrontandole con le linee guida cliniche per misurare l’appropriatezza delle priorità assegnate. Le informazioni raccolte permettono inoltre di elaborare analisi statistiche e, in prospettiva, sviluppare previsioni sui fabbisogni sanitari, contribuendo a una pianificazione più puntuale delle prestazioni.

In linea con le indicazioni del Ministero della Salute sul monitoraggio dell’appropriatezza, ReportAId mette a disposizione delle Direzioni Sanitarie dati ed evidenze utili per valutare le prescrizioni e supportare le decisioni di governance clinica. «Rendere misurabile l’appropriatezza prescrittiva significa fornire alle strutture sanitarie strumenti concreti per individuare eventuali criticità, monitorare le priorità assegnate e orientare le decisioni sulla base dei dati, contribuendo a una gestione più efficace delle liste d’attesa e a un accesso più tempestivo alle cure per i pazienti che ne hanno maggiore necessità» conclude Filippo Chiabrando, Chief Medical Officer di ReportAId. 

L’intelligenza artificiale a supporto della ricerca clinica

Un ulteriore ambito di applicazione riguarda la ricerca clinica. Individuare i pazienti potenzialmente eleggibili per uno studio richiede di analizzare grandi quantità di documentazione sanitaria e verificare la corrispondenza con criteri di inclusione ed esclusione spesso molto specifici. Un processo che, se svolto manualmente, può richiedere molto tempo.

Attraverso l’intelligenza artificiale, ReportAId permette di interrogare la documentazione clinica e individuare i profili potenzialmente compatibili con i requisiti di uno studio, supportando i team di ricerca nelle attività di selezione dei pazienti.

La tecnologia consente inoltre alle strutture sanitarie di conoscere e quantificare la popolazione clinica potenzialmente eleggibile, facilitando la valutazione della fattibilità degli studi e contribuendo a far emergere opportunità di partecipazione alla ricerca clinica.

Per saperne di più:

Filippo Chiabrando, Chief Medical Officer di ReportAId, sarà presente al tavolo La Clinical Governance come catalizzatore di soluzioni giovedì 15 ottobre a Welfair, fiera del fare Sanità, a Fiera di Roma

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di Raffaele Di Ronza

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