L’approccio One Health del Dipartimento Ambiente Salute dell’Istituto Superiore di Sanità

L'ISS applica la logica One Health integrando salute umana, animale e ambientale e coinvolgendo cittadini e istituzioni
L'ISS applica la logica One Health integrando salute umana, animale e ambientale e coinvolgendo cittadini e istituzioni

Articolo a cura di Laura Mancini, Direttrice del Reparto Ecosistemi e Salute, e Giuseppe Bortone, Direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità

L’Istituto Superiore di Sanità ha nel suo DNA già la logica One Health. Infatti, l’ISS raggruppa competenze che spaziano dalla salute umana, animale e ambientale, collaborando fra dipartimenti. In una prospettiva One Health, l’ambiente costituisce non una mera dimensione aggiuntiva, bensì il substrato ecologico e geologico che sostiene le dinamiche della salute. e sistemico che sostiene e interconnette la salute umana, animale e vegetale. La stabilità delle componenti abiotiche, incluse la geologia, la qualità di aria, acqua e suolo, e i cicli biogeochimici gli ecosistemi nel loro complesso, rappresentano la base dei processi vitali da cui dipendono il benessere umano, animale e degli ecosistemi.

Pertanto, adottare un approccio One Health realmente integrato significa considerare la geosfera, la biosfera e l’atmosfera come parti di un unico continuum dinamico, dove la salute umana e animale è inseparabile dalla salute del pianeta stesso. Verso il concetto di Planetary Health.

Il dipartimento pone enfasi sull’uso di modelli trasversali, indicatori comuni e metodologie innovative che possano essere utili contemporaneamente ai settori umano, animale e ambientale.

I cardini dell’approccio One Health

Gli elementi centrali che emergono sono:

  • Interconnessione: non c’è solo la salute delle persone separata, ma la salute delle persone è connessa con quella degli animali e con lo stato degli ecosistemi;
  • Multidisciplinarietà e integrazione: occorre collaborazione fra biologi, chimici, ecologi, veterinari, medici, scienziati ambientali, gestori delle risorse, urbanisti, ecc.;
  • Territorio e risorse: l’attenzione al territorio urbano e rurale, a ecosistemi e città del futuro, alle risorse naturali, alla biodiversità, questi sono elementi che condizionano la salute e che rientrano nella visione del Dipartimento;
  • Prevenzione e resilienza: l’approccio mira non solo a reagire a malattie, ma a prevenire condizioni di rischio legate a modifiche ambientali, perdita di biodiversità, crisi climatica;
  • Modelli, indicatori e metodologie innovative: ad esempio, l’uso del modello zebrafish come strumento di ricerca per collegare ambiente, animale, uomo;
  • Salute delle città e dei territori: nel contesto di città del futuro, infrastrutture, urbanizzazione, esposizioni ambientali diventano rilevanti per la salute integrata e le Nature Based Solution diventano strumenti per l’integrazione urbana.

Il dipartimento considera che le interazioni tra ambiente naturale, ambiente antropizzato (es. città, territori trasformati), risorse naturali, biodiversità e comunità umane rappresentino un sistema integrato da cui emergono rischi e opportunità per la salute. Ogni monitoraggio avviene su ambienti naturali e ambienti costruiti. L’azione di prevenzione comprende sorveglianza, modelli predittivi e ricerca multidisciplinare per anticipare e mitigare i rischi legati agli ecosistemi, ai cambiamenti ambientali, all’ecosistema urbano.

In questa logica, la salute non è solo assenza di malattia, ma stato di equilibrio dinamico tra:

  • Processi biologici (biotici);
  • Condizioni fisiche e chimiche (abiotiche);
  • Struttura geologica e geomorfologica;
  • Cicli che li connettono nel tempo e nello spazio.

L’approccio One Health richiede processi decisionali informati da dati integrati, che uniscono scienza, pianificazione e governance.

Le decisioni devono essere multilivello (dal territorio al sistema nazionale), e fondate su indicatori ambientali, sanitari, socioeconomici e istituzionali connessi in modo sistemico.

Gli indicatori e i livelli

Di seguito sono riportati alcuni indicatori di base per i quattro livelli essenziali.

Gli indicatori ambientali definiscono la salute ecologica del territorio e vengono sempre più collegati alla salute umana.

  • Qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, considerando dati di monitoraggio ambientale e geospaziale, inquinanti, microplastiche e metalli pesanti;
  • Uso del suolo e trasformazione del territorio, analizzando la frammentazione degli ecosistemi, il consumo di suolo, l’impermeabilizzazione e l’urbanizzazione;
  • Cambiamento climatico, attraverso l’analisi di temperature, eventi estremi, pattern meteorologici e isole di calore urbane;
  • Stato degli ecosistemi e biodiversità, includendo indicatori di biodiversità funzionale e servizi ecosistemici quali impollinazione, regolazione del clima e qualità dell’acqua.

Gli indicatori biologici e sanitari vengono integrati con quelli ambientali per costruire modelli di rischio o scenari predittivi.

  • Dati epidemiologici → incidenza di malattie infettive, croniche e zoonosi;
  • Sorveglianza One Health → monitoraggio congiunto di salute umana, animale e ambientale (es. influenza aviaria, West Nile, COVID-19 zoonotico);
  • Indicatori di salute pubblica → qualità della vita, mortalità, morbilità, salute mentale;
  • Effetti tossicologici e biologici → biomarcatori di esposizione ambientale (inquinanti, pesticidi, microplastiche);
  • Indicatori di salute degli animali e della fauna selvatica → sentinelle ecologiche.

Conoscenze istituzionali e strumenti locali

Gli indicatori socioeconomici e territoriali basilari per progettare politiche pubbliche place-based, cioè adatte al contesto locale.

  • Determinanti sociali della salute: disuguaglianze, condizioni socioeconomiche, accesso ai servizi, vulnerabilità territoriale;
  • Urbanistica e pianificazione: spazi verdi, mobilità sostenibile, infrastrutture blu-verdi, accesso a risorse naturali;
  • Uso delle risorse: gestione sostenibile di acqua, energia, alimenti;
  • Cultura, comportamenti e percezione del rischio: come la popolazione percepisce e reagisce ai rischi ambientali o sanitari.

L’ISS lavora per creare indicatori trasversali, cioè comuni ai tre domini: umano, animale, ambiente.

A questi tre livelli di indicatori si uniscono le conoscenze istituzionali, normative e scientifiche:

  • Quadro normativo: direttive europee su aria, acqua, biodiversità, salute ambientale;
  • Scenari scientifici multidisciplinari: studi integrati di ecologia, medicina, veterinaria, sociologia, economia, pianificazione;
  • Indicatori integrati: indici di salute urbana o ecosystem health index, che uniscono vari domini di dati;
  • Innovazione e digitalizzazione: uso di GIS, big data, intelligenza artificiale, sensori ambientali, citizen science.

Un procedimento che coinvolge tutti

Queste conoscenze vanno integrate nei processi decisionali su tutti i livelli: locale, nazionale e internazionale.

A livello locale (comuni, regioni, città) sono necessari strumenti pratici (indicatori, dashboard, osservatori locali One Health):

  • Pianificazione territoriale e urbanistica sostenibile (città del futuro, infrastrutture verdi e blu);
  • Decisioni su gestione di risorse, aree verdi e blu, mitigazione di isole di calore, qualità dell’aria;
  • Sorveglianza sanitaria e ambientale integrata su scala locale;
  • Partecipazione dei cittadini e scienza partecipata (citizen science).

Sul livello nazionale (Ministeri, ISS, ISPRA, Regioni) l’ISS ha proprio questo ruolo: collegare scienza e politica pubblica, creando linee guida basate su evidenze:

  • Definizione di politiche integrate salute-ambiente-animali;
  • Standard nazionali per monitoraggio e indicatori;
  • Allineamento con strategie come Piano Nazionale Ambiente e Salute o PNRR per città e territori resilienti;
  • Coordinamento dei sistemi informativi e di sorveglianza (dati interoperabili tra sanità, ambiente, agricoltura).

A livello internazionale (UE, OMS, FAO, WOAH, UNEP) che fornisce il quadro strategico e i modelli di governance integrata:

  • Allineamento con il One Health Joint Plan of Action 2022-2026;
  • Partecipazione a reti di ricerca e sorveglianza europee e globali;
  • Condivisione di dati e best practice transnazionali;
  • Adattamento degli obiettivi di sostenibilità (Agenda 2030, SDG 3, 13, 14, 15).

Una sintesi degli indicatori e dei livelli è riportata in tabella.

DominioEsempi di indicatoriLivello decisionale
AmbienteQualità aria/acqua/suolo, biodiversità, uso del suolo.Locale – Regionale – Nazionale
SanitàDati epidemiologici, sorveglianza zoonosi, biomarcatori.Nazionale – Internazionale
SocioeconomicoDeterminanti sociali, accesso, equità territoriale.Locale – Nazionale
Istituzionale e tecnicoNorme, indicatori integrati, sistemi informativi.Nazionale – Internazionale

In sintesi, l’approccio One Health richiede processi decisionali informati da dati integrati, che uniscono scienza, pianificazione e governance. Le decisioni devono essere multilivello (dal territorio al sistema nazionale), e fondate su indicatori ambientali, sanitari, socioeconomici e istituzionali connessi in modo sistemico.

Il messaggio per cittadini e professionisti

Una logica One Health integrata non è solo una strategia scientifica, è una nuova cultura della salute. Significa riconoscere che il benessere umano dipende dal rispetto e dalla cura dell’ambiente e degli altri esseri viventi. Poiché non esiste salute umana senza salute degli animali, delle piante, della terra e degli ecosistemi. La salute è un equilibrio dinamico tra la vita e il suo ambiente: un patrimonio comune da custodire insieme. La salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente è una sola e indivisibile. Proteggere la salute di uno significa proteggere quella di tutti. Le crisi sanitarie, ambientali e sociali sono interconnesse, e richiedono risposte condivise.

Ai professionisti: la salute non è più un ambito settoriale, ma un bene sistemico. Occorre superare i confini disciplinari e costruire reti di collaborazione tra medicina, veterinaria, ecologia, geologia e scienze sociali. Ogni decisione clinica, agricola, industriale o urbanistica deve essere letta anche in termini di impatto sugli ecosistemi e di rigenerazione delle risorse naturali. Il professionista del futuro è un mediatore di salute planetaria, capace di integrare conoscenze biologiche, ambientali, economiche e culturali per orientare scelte sostenibili.

Ai cittadini: la salute personale nasce da un ambiente sano. Respirare aria pulita, bere acqua sicura, nutrirsi con prodotti provenienti da suoli vivi significa partecipare attivamente alla salute collettiva. Ogni gesto quotidiano, l’uso dell’acqua, la scelta alimentare, la gestione dei rifiuti, la mobilità è una scelta di salute. Essere cittadini One Health significa comprendere che prendersi cura di sé coincide con prendersi cura del pianeta.

L’appello alla comunità e ai legislatori

Alla società e ai decisori pubblici: il paradigma One Health impone una nuova governance della salute basata su integrazione, prevenzione e giustizia ambientale. Le politiche sanitarie, agricole, energetiche e territoriali devono essere pensate come politiche di salute pubblica estesa, fondate sulla tutela delle componenti abiotiche e sulla resilienza ecologica. Investire in ambiente e prevenzione non è un costo, ma un atto di lungimiranza sanitaria e sociale.

DestinatarioMessaggio chiaveAzione richiesta
CittadiniLa tua salute è legata all’ambiente.Comportamenti sostenibili, partecipazione civica.
ProfessionistiNessuna disciplina può bastare da sola.Collaborazione, formazione interdisciplinare, condivisione dati.
Società/IstituzioniLa salute è un bene comune e planetario.Politiche integrate, prevenzione ambientale, equità sanitaria.

Il contributo della Dott.ssa Mancini e del Dott. Bortone fa parte dell’edizione 2025 del Libro Bianco di Welfair, la fiera del fare Sanità.

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di Redazione Bees Sanità

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