Nel 2024 il personale che lavora a tempo indeterminato nel Servizio Sanitario Nazionale è cresciuto del +1,6% rispetto al 2023. Le assunzioni sono 58.311 a fronte di 47.238 cessazioni. Fra i medici cresce, soprattutto fra i più giovani, il numero delle donne, che ora rappresentano la maggioranza assoluta del personale sanitario: 54,6%.
Questo è quanto emerge dalla monografia Personale delle ASL e degli Istituti di ricovero pubblici ed equiparati e delle case di cura private, che fotografa le caratteristiche del personale che lavora nel SSN. La pubblicazione contiene i dati relativi al personale delle strutture sanitarie, rilevati attraverso il Conto Annuale previsto dal titolo V del decreto legislativo del 30 marzo 2001 n.165. Il Conto Annuale comparto del SSN è integrato da tabelle definite dal Ministero della salute per rispondere alle esigenze conoscitive e gestionali del settore sanitario.
L’incremento del SSN
Il personale del servizio sanitario italiano e delle strutture equiparate ammonta complessivamente a 751.146 unità. Solamente il personale di ASL, Aziende Ospedaliere e Universitarie, IRCCS pubblici e delle agenzie regionali ammonta a 727.829 unità. Di queste, 694.765 sono a tempo indeterminato, 28.882 a tempo determinato e 10.508 universitari.
Nel 2024 le assunzioni sono 58.311, tre quarti delle quali sono avvenute da concorso o procedure di stabilizzazione. Invece, delle 47.238 cessazioni, il 71,6% è riconducibile a pensionamenti, dimissioni o risoluzioni del rapporto di lavoro.
Le figure professionali
Nel 2024 lavorano nel SSN 116.672 medici e 297.983 infermieri, considerando il solo personale dipendente a tempo indeterminato i medici sono 107.657 (1,8 per mille abitanti), mentre il totale dei medici specialisti (dipendenti, convenzionati e universitari) è salito a 123.103 unità. Il rapporto infermieri e medici a livello nazionale è pari a 2,58.
Il personale della riabilitazione è costituito da 24.306 unità (per il 53,9% fisioterapisti), il personale tecnico sanitario da oltre 40.000 professionisti tra area diagnostica e assistenziale e quello della prevenzione da 10.213 unità (per il 72,8% tecnici della prevenzione).
Età media e caratteristiche del personale
L’età media complessiva del personale sanitario è di 48,4 anni, con un’anzianità di servizio media di 15,4 anni. L’età media dei medici è di 49,3 anni (47,5 per le donne, 51,4 per gli uomini), in calo rispetto ai 51,4 anni del 2019, a conferma di un maggior ricambio generazionale.
Le donne rappresentano ormai il 54,6% del totale dei medici, con una crescente femminilizzazione soprattutto nelle fasce d’età più giovani. Il personale infermieristico ha un’età media di 46,9 anni e un’anzianità di servizio di 17,4 anni, con un rapporto di 4,7 infermieri ogni mille abitanti (5,1 includendo le strutture equiparate al pubblico).
Le criticità da sistemare
Nonostante ciò, GAPMED, società italiana di medici e infermieri indipendenti fondata nel 2020 che fornisce servizi e soluzioni per la gestione del personale sanitario, sostiene che il SSN necessiti ancora di professionisti. Le carenze più gravi si concentrano nella medicina generale, che registra un deficit di circa 5.500 professionisti, seguita da pediatria, medicina interna e anestesia che hanno buchi rispettivamente di 3.300, 2.000 e 1.400 lavoratori.
Il punto più critico resta tuttavia quello dei medici di base. Secondo la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale la prima linea dell’assistenza pubblica ha visto scendere i propri ranghi da 45.000 a neanche 38.000 unità. Si tratta di una riduzione vicina al 20%. Ciò significa che più di cinque milioni di cittadini non dispongono di un dottore di riferimento.
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