Oltre 7 adolescenti su 10 che presentano obesità continuano a esserlo anche in età adulta. «È il fenomeno del “tracking dell’obesità”, che rende particolarmente importante intervenire precocemente, già dall’infanzia», queste le parole del dottor Marco Silano, dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità.
«La prevenzione e la presa in carico devono agire su più livelli, dagli stili di vita alla famiglia fino al coinvolgimento di diverse figure professionali» prosegue Silano.
Il “tracking” dell’obesità: perché intervenire presto
«Un’alta percentuale di adolescenti che sono obesi rimane obesa anche in età adulta e questo si chiama proprio tracking dell’obesità. I motivi sono diversi. Uno è senza dubbio lo stile di vita sbagliato, un altro è che incide anche il patrimonio genetico e un terzo è che poi si crea un nuovo assetto metabolico».
«Perdere il grasso che si accumula durante l’adolescenza è complicatissimo in età adulta. Per questo un intervento precoce è fondamentale per prevenire l’obesità e per ridurla».
L’intervento, secondo Silano, dovrebbe iniziare ancora prima dell’adolescenza. «Gli interventi devono essere iniziati nella cosiddetta finestra fondamentale, che è quella dei primi mille giorni di vita, dal concepimento fino al compimento dei due anni, e poi immediatamente negli anni successivi».
Alimentazione e movimento
«La prevenzione dell’obesità – spiega Silano – è multidisciplinare, per cui un’unica azione assolutamente non è efficace, ma bisogna intervenire su più livelli. Il primo riguarda l’alimentazione. Parlando di adolescenti, la prima cosa è una dieta varia ed equilibrata secondo le linee guida e secondo quanto raccomandato dai LARN, che sono i livelli di assunzione di riferimento giornaliera dei nutrienti. Variare la dieta, rispettare la frequenza e la quantità di consumo degli alimenti è fondamentale».
«Accanto all’alimentazione c’è il movimento, che si sta perdendo. Ormai i ragazzi si muovono sempre di meno. Muoversi – specifica – non vuol dire necessariamente andare in palestra. Significa anche non usare mezzi pubblici, motorini o monopattini elettrici per spostarsi per distanze che possono essere coperte a piedi, oppure fare le scale invece di prendere l’ascensore».
L’importanza del sonno
«Un altro elemento riguarda il rapporto tra sonno e veglia» prosegue Silano. «Rispettare l’equilibrio sonno-veglia, dormire il numero giusto di ore, soprattutto nelle 24 ore che sono previste per il sonno, quindi le ore notturne, è fondamentale per mantenere un assetto ormonale tale che non favorisca l’accumulo di tessuto adiposo e quindi l’obesità».
Anche l’utilizzo degli schermi rientra nelle abitudini da considerare. «L’accesso agli schermi di computer, tablet e telefonini è fondamentale perché la luce che viene emessa dagli schermi interferisce con l’assetto ormonale in senso negativo. Così come bisogna evitare assolutamente l’alcol e il fumo di sigaretta».
Una presa in carico multidisciplinare
«Quando l’obesità è presente, la prevenzione deve lasciare spazio anche a una presa in carico strutturata. Prima di tutto ci deve essere un professionista, un medico di riferimento che faccia anche la sintesi. Accanto al medico devono essere coinvolte diverse professionalità. Ci sono i medici specialisti, i dietisti, i nutrizionisti e poi eventualmente anche gli psicologi e gli esperti in movimento».
«Non esiste quindi – prosegue – un’unica figura in grado di affrontare da sola il problema. La presa in carico deve mettere insieme competenze diverse e considerare l’adolescente nel suo complesso».
«In questo percorso, anche la famiglia è fondamentale per indirizzare i ragazzi ai corretti stili di vita» conclude Silano. «Bisogna dare l’esempio e mettere a disposizione gli strumenti che fondamentalmente poi sono quelli che devono trovare nel futuro».
«Questo significa anche intervenire concretamente sulle abitudini quotidiane, a partire dall’alimentazione».
Iscriviti alla newsletter di Bees Sanità Magazine e aggiungi beesanitamagazine.it tra le tue fonti preferite di Google
