Avviata l’iniziativa marchigiana delle visite nel fine settimana

Buoni risultati a seguito del primo weekend di questa misura finalizzata a ridurre il «problema critico» delle liste d’attesa
Buoni risultati a seguito del primo weekend di questa misura finalizzata a ridurre il «problema critico» delle liste d’attesa

Con l’obiettivo della riduzione delle liste d’attesa, la Regione Marche in tutte le sue Aziende Sanitarie Territoriali (AST) ha iniziato a programmare prestazioni sanitarie anche di sabato e di domenica. La Giunta regionale ha approvato la delibera che consentirà una tantum alle AST di fissare visite e esami diagnostici anche nei giorni prefestivi e festivi. L’obiettivo è quello di ridurre i tempi di attesa e garantire un accesso più rapido alle cure. «Non è una misura risolutiva, è ovvio – dichiara l’Assessore alla Sanità Paolo Calcinaro – ma è un passo dovuto della sanità pubblica che dimostra, avanti ad un problema cospicuo, di saper fare passi in avanti rispetto al proprio ordinario».

«Le liste d’attesa rappresentano un problema critico per i sistemi sanitari, poiché limitano l’accessibilità alle prestazioni specialistiche. La gestione dei tempi di attesa è pertanto un obiettivo prioritario del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale (SSR), dal momento che l’erogazione dei servizi entro tempi appropriati è una componente essenziale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Grazie a questa misura, potremo garantire un utilizzo più efficiente delle sedute ambulatoriali, riducendo i tempi di attesa e migliorando la continuità assistenziale per questi pazienti».

Un migliore accesso alle cure

Con questo atto le Marche si allineano alla normativa nazionale, introducendo strumenti operativi per favorire equità di accesso, continuità assistenziale e sostenibilità del SSR. Le prestazioni saranno erogate in 24 weekend dal 17 gennaio al 24 maggio e dal 3 ottobre e al 29 novembre 2026. Le strutture sanitarie individueranno le prestazioni con il maggior volume di utenti in lista di attesa e organizzeranno le agende di prenotazione di conseguenza.

La prenotazione delle prestazioni avverrà secondo le modalità utilizzate per tutte le altre prestazioni erogate dal lunedì al venerdì, assicurando, per le giornate di sabato e domenica, un volume di prenotazioni idoneo a garantire un incremento minimo del 3% rispetto al totale mensile delle prestazioni con priorità.

La delibera prevede inoltre l’ottimizzazione delle agende di presa in carico per i pazienti cronico-degenerativi e oncologici. Lo scopo è quello di massimizzare l’utilizzo delle sedute ambulatoriali e favorire un più efficiente sistema di prenotazione, rimettendo al CUP i posti non utilizzati rendendoli prenotabili da tutti i cittadini e migliorando così efficienza, accesso e continuità assistenziale. La gestione di tali agende può essere effettuata direttamente dallo specialista o dalla struttura appositamente dedicata dell’ente di appartenenza.

Un altro fine dell’iniziativa è quello «far rilevare che una parte dell’imbuto è creato anche da qualche inappropriatezza di una quota della domanda. L’adesione del personale medico e sanitario è ovviamente su base volontaria e retribuita e ringrazio sin d’ora chi ci sarà con spirito di appartenenza e supporto comunitario come già accaduto nelle sperimentazioni di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Jesi, Senigallia e Fabriano».

I primi risultati

Il weekend scorso è stato il primo a vedere questa iniziativa in campo per un’erogazione totale di oltre 400 prestazioni. Nell’AST di Ancona sono state 32 in totale: 18 eseguite a Jesi (reumatologia e dermatologia) e 14 a Fabriano (ortopedia ed eco addome/eco tiroide). Nell’AST di picena, sono 92 in totale le prestazioni eseguite, di cui 43 ad Ascoli (nefrologia, radiologia/ecografie, cardiologia) e 49 a San Benedetto del Tronto (nefrologia, radiologia/ecografie, cardiologia, neurologia). In quella di Pesaro-Urbino sono avvenute 131 prestazioni: 52 a Fano (otorinolaringoiatria, gastroenterologia, medicina interna, pneumologia, medicina fisica e riabilitativa), 48 a Pesaro (ecografia, cardiologia), 31 a Urbino (RMN, oculistica, ECG). A Macerata, invece, sono state solo 6 le prestazioni erogate. L’INRCA ha erogato in totale 141 prestazioni: 75 nel presidio di Ancona (gastroscopie, colonscopie, cardiologia, ECG, pneumologia, MOC, RM encefalo, urologia), 17 a Osimo (gastroscopie e pneumologia), 10 a Fermo (pneumologia), 12 a San Ginesio (ECG).

«Abbiamo registrato buoni risultati del lavoro svolto in questo fine settimana dalle AST» ha dichiarato Calcinaro. «I dati raccolti finora sono incoraggianti e dimostrano che l’iniziativa ha avuto un impatto positivo sia per i pazienti che per il SSR. I cittadini hanno potuto beneficiare di prestazioni sanitarie di alta qualità in tempi più brevi, mentre il sistema sanitario ha potuto ottimizzare le risorse e migliorare l’efficienza. Questa scelta permetterà di offrire un valido contributo per ridurre significativamente le liste di attesa e di garantire un accesso più rapido e continuo alle cure per i cittadini delle Marche. Siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare. L’obiettivo è di garantire ai cittadini delle Marche un accesso equo e tempestivo alle cure e siamo impegnati a lavorare per raggiungerlo».

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di Arrigo Bellelli

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