Con i cambiamenti climatici e la diffusione di nuove malattie, negli ultimi anni il legame tra ambiente e salute è diventato sempre più evidente. Per questo, la geologia, anche se spesso percepita come una disciplina lontana dalla medicina, assume un ruolo chiave.
«L’ambiente non è una realtà statica – così il Prof. Enrico Miccadei, Professore Ordinario in Geografia Fisica e Geomorfologia presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara – ma il risultato di processi geologici dinamici, che influenzano la salute umana e la diffusione delle malattie. Questa dinamicità – prosegue – condiziona la distribuzione dei patogeni, dei vettori, dei fattori di rischio ambientali e delle malattie, in particolare quelle trasmesse da animali all’uomo».
L’influenza di vento e acqua
«Il vento è un fattore ecologico chiave – spiega Miccadei – Contribuisce in modo significativo alla dispersione di patogeni e alla diffusione di vettori come zanzare e zecche. Inoltre, può alterare i comportamenti della fauna selvatica e i percorsi migratori, aumentando le occasioni di contatto tra specie e favorendo fenomeni di “spillover”, cioè il salto di specie dei virus».
«Anche le alluvioni rappresentano un importante fattore di rischio sanitario. Le acque contaminate da fognature, animali e rifiuti favoriscono la diffusione di batteri, virus e parassiti. Inoltre, le acque stagnanti creano ambienti ideali per la proliferazione delle zanzare, aumentando il rischio di malattie come Dengue, Zika e West Nile. Anche infezioni come la leptospirosi sono strettamente associate a questi eventi».
Il suolo come vettore ambientale
«Tra i fattori che condizionano la salute abbiamo anche la degradazione del suolo e la scarsità di risorse. Il suolo è un importante vettore ambientale. Le sue caratteristiche chimiche e biologiche influenzano la sopravvivenza dei patogeni. Il contatto diretto con suoli contaminati, l’inalazione di polveri o il consumo di alimenti coltivati in terreni contaminati possono favorire la trasmissione di malattie».
«Anche i terremoti possono danneggiare infrastrutture idriche e fognarie, mentre gli incendi alterano gli ecosistemi e costringono gli animali a spostarsi verso aree abitate, aumentando il contatto con l’uomo. Lo scioglimento dei ghiacciai può liberare microrganismi rimasti intrappolati per migliaia di anni. Sono già stati osservati casi di rilascio di agenti patogeni, come il batterio dell’antrace, e questo fenomeno rappresenta un potenziale rischio emergente, anche perché riguarda microrganismi con cui le popolazioni attuali non hanno familiarità».
La necessità di un approccio One Health
«È necessario integrare dati geologici e medici per costruire modelli di analisi del rischio. Le cartografie geo-mediche e i sistemi informativi geografici – conclude – possono offrire una visione unitaria della salute umana, animale e ambientale, migliorando la capacità di prevenire e gestire le epidemie. Le variazioni ambientali e climatiche aumentano la vulnerabilità sanitaria e rendono necessario un modello interdisciplinare che integri ambiente, salute umana e animale: un vero e proprio approccio One Health. Solo così possiamo anticipare e mitigare i rischi in un contesto di cambiamento globale».
