La proposta: contratti part time per gli infermieri

Degli anziani in part time allevierebbero la mancanza di personale e allargherebbero la loro esperienza ed empatia ai sanitari più giovani
Degli anziani in part time allevierebbero la mancanza di personale e allargherebbero la loro esperienza ed empatia ai sanitari più giovani

Uno dei motivi per cui il Sistema Sanitario Nazionale non riesce ad espletare tutte le richieste di cura che i cittadini presentano è perché ci sono pochi infermieri. Mal pagati, in burnout e vittime quanto gli utenti (se non peggio) della burocrazia: l’attrattività verso la professione infermieristica, come dimostrano anche i dati d’immatricolazione dei preposti corsi universitari, sta crollando.

Gli infermieri sono pochi e chi c’è fugge verso il privato o fa il transfrontaliero se vive in una zona di confine: il Sistema Sanitario Regionale lombardo dal 2022 al 2025 ha perso oltre mille infermieri ogni anno, emigrati in Svizzera in cerca di migliori condizioni lavorative. La crisi infermieristica non è limitata alla Lombardia ma sistematica: ad esempio, per risolvere la carenza di personale sanitario la Regione Molise ha importato dei medici cubani. Un nostro lettore, che ringraziamo per l’affetto e per l’opportunità di dibattito che ci ha offerto con la sua missiva, ci ha scritto presentando una proposta finalizzata ad alleviare la cronica mancanza di personale sanitario.

La lettera

Buongiorno,

mi chiamo Mimmo Rizzello, mi sono laureato ad aprile del 2025 ma ho 69 anni. Io sono un informatico di mestiere e ora sono in pensione. Sono 31 anni che faccio volontariato in Croce Rossa come soccorritore e come formatore. La mia passione per la medicina e l’emergenza mi hanno spinto ad iscrivermi all’università ed ora, oltre alla Croce Rossa, 2 volte a settimana faccio turno in Pronto Soccorso nel nostro DEA come volontariato gratuito post-laurea.

Ritengo che sarebbe da perseguire la possibilità di contratti part time anche per gli infermieri senza obbligo di esclusività. Ciò consentirebbe a persone come me, oltre a pensionati ancora in salute, di poter lavorare ma con ritmi meno pesanti considerata l’età, favorendo anche la parziale copertura di una situazione al collasso, conservando la possibilità di trasmettere ai più giovani un enorme bagaglio di esperienza e magari testimoniando quell’empatia e solidarietà ormai assenti in reparti come il Pronto Soccorso.

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di Arrigo Bellelli

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