Nel sistema sanitario italiano, la gestione del rischio clinico occupa uno spazio sempre più centrale nei modelli organizzativi delle aziende ospedaliere e delle strutture territoriali. Strumenti come l’Incident Reporting e la segnalazione degli eventi sentinella nascono per rispondere a un bisogno preciso: costruire ambienti di cura capaci di imparare dagli errori e dai quasi-errori, senza che questo processo si traduca in conseguenze negative per chi vi partecipa.
Daniela Marcello, Docente presso l’Università di Firenze ed esperta di responsabilità sanitaria e risarcimenti, affronta il tema a partire da un presupposto che attraversa tutto il ragionamento: la necessità di distinguere con chiarezza cosa genera responsabilità professionale e cosa invece rientra nei meccanismi fisiologici del miglioramento continuo della qualità. Comprendere questa distinzione non è soltanto una questione tecnica: incide direttamente sulla disponibilità dei professionisti sanitari a segnalare, e quindi sulla capacità del sistema di identificare le proprie vulnerabilità.
Responsabilità, causalità e cultura della segnalazione
Il quadro normativo e giurisprudenziale che regola la responsabilità del sanitario si costruisce attorno a criteri precisi, che Marcelloanalizza con rigore: negligenza, imprudenza, imperizia, nesso causale tra condotta e danno, tutela degli interessi del paziente. Sono questi gli elementi che i giudici e i consulenti medico-legali mettono a fuoco quando valutano la condotta di un professionista. La segnalazione di un evento avverso si colloca invece in un piano diverso, che appartiene alla sfera organizzativa e gestionale dell’azienda sanitaria. Chiarire dove si tracci il confine tra i due piani è uno degli obiettivi centrali, perché proprio l’ambiguità alimenta resistenze e timori che frenano la partecipazione ai sistemi di segnalazione.
Il ragionamento si estende anche ai casi in cui un atto medico abbia esposto il paziente a un rischio senza che si sia concretizzato un danno, o in cui un danno si sia verificato senza che vi sia riconducibilità causale alla condotta del medico: scenari che la professione incontra frequentemente e che richiedono una lettura giuridica puntuale per non essere fraintesi.
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