Articolo a cura di Maria Nefeli Gribaudi, Avvocato del foro di Milano, Leads (Donne leader in sanità), Esperta in responsabilità sanitaria.
Contrastare la medicina difensiva non è solo una questione normativa, ma richiede di rimettere al centro la fiducia, da parte dei pazienti nei confronti del servizio sanitario e dei medici e da parte degli stessi operatori sanitari nei confronti della organizzazione di cui fanno parte, misurandone la soddisfazione, la collaborazione e il commitment.
Dobbiamo guardare allo stato attuale con sguardo retrospettivo, ma con visione prospettica, mettendo al centro, oltre al dato normativo, la fiducia: se guardiamo indietro agli ultimi otto anni troviamo un mondo cambiato e un sistema sanitario in profonda trasformazione.
La risposta alla pandemia ha ridefinito i modelli organizzativi, priorità e rapporti, spinto verso la trasformazione digitale, la telemedicina, l’intelligenza artificiale, mostrando la necessità di rendere interoperabili i sistemi informativi e di rendere tempestivo l’accesso ai dati sanitari. Cambiamenti che ridefiniscono il modo di fare sanità ridisegnano i confini della responsabilità professionale e organizzativa, ponendo nuove sfide che rendono ancora più urgente ricostruire fiducia e alleanza tra tutti gli stakeholder del sistema salute. Per guardare al futuro e a tali sfide, occorre prendere le mosse dal dato normativo e dalle coordinate fondamentali che ci offre, utili per affrontare con consapevolezza e fiducia questo profondo cambiamento.
La Legge 24/17 ha l’indiscusso merito di porsi come disciplina che per la prima volta disciplina in maniera organica e specifica il sistema della responsabilità sanitaria, muovendo dal presupposto che la responsabilità sanitaria è un sottosistema della responsabilità civile che ha declinazioni e peculiarità proprie.
La Legge 24/17: equilibrio tra tutela del paziente e responsabilità organizzativa
Ha il pregio di riportare il pendolo della responsabilità sanitaria a un punto di maggior equilibrio tra tutela del paziente e protezione del professionista e soprattutto di contenere l’attività creativa della giurisprudenza che, nella ricerca di tale equilibrio, ha introdotto istituti e principi ad hoc, creando incertezze, timori, difficoltà di riservazione e di addivenire a composizioni conciliative. Bisogna tuttavia rammentare che la piena attuazione dell’impianto normativo della Legge 24/17 risale solo a tempi recenti ossia all’adozione del decreto attuativo DM 232/2023 e al varo della TUN (DPR 12/2025) attuativa dell’Art. 138 codice delle assicurazioni private a cui la legge rimanda.
L’Art. 1 della Legge 24/17 valorizza la sicurezza delle cure quale parte costitutiva del diritto alla salute, facendo della prevenzione e la gestione del rischio connesso all’erogazione di prestazioni sanitarie uno dei suoi principi fondamentali: una norma a cui deve riconoscersi non solo valenza programmatica, ma anche precettiva. A mente della Legge 24/17 l’attività di prevenzione del rischio si realizza anche mediante l’utilizzo appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative, riguarda tutte le strutture, pubbliche e private, sanitarie e sociosanitarie e richiede la partecipazione di tutto il personale che a qualsiasi titolo opera all’interno della struttura.
È questa una coordinata fondamentale per guardare al presente e alle sfide future e per costruire fiducia nell’organizzazione sanitaria e all’interno dell’organizzazione sanitaria stessa. In un contesto sanitario caratterizzato da una forte spinta tecnologica e digitale «il rischio connesso all’erogazione di prestazioni sanitarie» richiamato dalla Legge 24/17 diventa un rischio multiforme in cui il rischio clinico si interfaccia con il rischio tecnologico, con l’ecosistema digitale e con il rischio organizzativo.
Dalla colpa individuale all’accountability organizzativa
L’impianto normativo della Legge 24/17, chiamando in campo la dimensione organizzativa della struttura e l’attività di prevenzione e gestione del rischio, ha inoltre contribuito a estendere la visione della colpa sanitaria dai concetti di imperizia, imprudenza, negligenza individuale verso un concetto di colpa consistente nella mancata adozione di misure idonee a evitare il danno da parte dell’organizzazione, valorizzando l’idea di fondo che vede la prestazione del sanitario che opera a qualsiasi titolo all’interno della struttura si inscrive nel complesso contesto organizzativo della struttura.
Evoca altresì un concetto di accountability e di trasparenza di matrice europea e a cui si ispira gran parte della più recente normativa europea (GDPR, AI ACT, MDR) che si basa su un approccio risk based, in cui divengono centrali l’attività di prevenzione e gestione del rischio e l’accountability. Responsabilizzazione, quindi, prima che responsabilità legale, un valore etico prima ancora che giuridico, che si declina nella capacità di dimostrare la coerenza, l’adeguatezza e la conformità delle scelte e delle azioni rispetto alla sicurezza e qualità delle cure, che non opera a livello astratto, ma in concreto.
Le sfide tecnologiche: principi e strumenti per il futuro
Un principio pervasivo che riguarda l’organizzazione e gli operatori sanitari e che si riflette in termini di reciprocità. Sono questi principi chiave, prevenzione e gestione del rischio e accountability, che se si traducono in misure concrete, effettive e continue, sono capaci di generare sicurezza e creare fiducia nell’organizzazione sanitaria e all’interno dell’organizzazione sanitaria, e che guardando alle sfide future poste dalla tecnologia devono tradursi in:
- Modelli organizzativi adeguati e adattivi;
- Un approccio integrato, multidisciplinare, proattivo, reattivo e continuo ed effettivo ai rischi connessi all’erogazione della prestazione sanitaria in cui si intersecano rischi tecnologici, rischi legati ai dati, rischi cyber, rischi clinici, rischi legali;
- Capacità della struttura di gestire risorse, processi e tecnologie in modo coerente, sicuro e affidabile;
- Gestione del cambiamento, integrando e implementando le competenze, i processi, la formazione, i sistemi e i flussi informativi;
- Un’adeguata comunicazione con il paziente, tra operatori sanitari ed èquipe, ma anche tra organizzazione e operatori sanitari, coinvolgendoli nella ridisegnazione di processi e procedure e nelle scelte organizzative.
Il contributo dell’Avv. Nefeli Gribaudi fa parte dell’edizione 2025 del Libro Bianco di Welfair, la fiera del fare Sanità.
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