È necessario rimettere l’uomo al centro dell’innovazione digitale

Da oggi fino all’8 novembre in Puglia oltre 200 esperti discuteranno di protezione dei dati, archivi digitali, AI e regole del futuro
DIGEAT

Editoriale di Andrea Lisi, Presidente di ANORC Professioni e ideatore del Digeat Festival

Davanti all’AI nessuna professionalità basta a sè stessa. Sui grandi temi come l’integrazione degli algoritmi nel percorso di cura, la protezione dei dati personali, cybersecurity, la gestione degli archivi digitali, tutte le professioni devono uscire dall’isolamento. Medici, ingegneri, infermieri, esperti legali e di cybersecurity devono lavorare insieme, ognuno con la sua professionalità.

È per questo che il Digeat Festival, la rassegna dedicata alla digitalità ospitata a Lecce e Gallipoli dal 6 all’8 novembre, ha un approccio complesso. Innanzitutto orizzontale, per abbracciare l’intero orizzonte dell’innovazione, delle regole, dell’intelligenza artificiale e della protezione dei dati. Poi verticale: per applicare i framework fondamentali dell’innovazione digitale ad ogni singolo ambito, a partire dalla sanità.

L’approccio multidisciplinare può apparire riduttivo per l’autonomia delle singole professioni, ma è vero il contrario. Da una parte, l’applicazione delle nuove tecnologie non può escludere nessuna competenza. Tutti e tutte devono essere coinvolti: dai sanitari agli esperti di diritto o tecnologia se si vuole costruire un’innovazione omogenea, funzionale e sicura.

Dall’altra, c’è un rischio più profondo: quello che le professioni si “appoggino” all’AI e alla tecnologia perdendo progressivamente la forza delle loro competenze e capacità di giudizio. Un rischio trasversale, valido per chirurghi e avvocati allo stesso modo.

La risposta deve essere il radicamento dell’unicità professionale con una sempre maggiore specializzazione e competenza che permetta ai professionisti e alle professioniste di usare l’AI come strumento senza, però, dipenderne.

La tecnologia si diffonderà sempre di più, nel bene e nel male. Sta a noi fare in modo, il più possibile, di incanalarla nella direzione giusta piuttosto che essere trascinati dalla corrente.

Questo è il respiro e l’orizzonte dell’intero progetto editoriale Digeat: creare i presupposti di una digitalità che veda le professioni saldamente al timone dell’innovazione digitale.

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di Arrigo Bellelli

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