Il caldo estremo non è più considerato un evento eccezionale ma una delle principali minacce sanitarie legate ai cambiamenti climatici: per questo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha pubblicato la seconda edizione delle linee guida sui Piani d’azione caldo-salute (Heat-Health Action Plans, HHAP), uno strumento destinato a supportare governi, regioni e amministrazioni locali nella prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla popolazione.
La presentazione del documento è avvenuta a Berlino l’11 giugno. Il direttore regionale dell’OMS Europa, Hans Henri P. Kluge, ha ricordato che negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200 mila morti nei Paesi dell’Unione europea e nelle nazioni associate. Secondo l’organizzazione, gran parte di questi decessi sarebbe stata evitabile attraverso misure di prevenzione e sistemi di risposta adeguati.
L’Europa si riscalda più velocemente
L’OMS evidenzia come l’Europa sia oggi la regione del mondo che si sta riscaldando più rapidamente. L’aumento delle temperature, combinato con l’invecchiamento della popolazione e la crescente urbanizzazione, sta determinando una maggiore esposizione al rischio e un incremento delle patologie correlate al caldo.
Le alte temperature possono provocare colpi di calore ed esaurimento fisico, ma anche aggravare malattie cardiovascolari, respiratorie, cerebrovascolari e metaboliche. A essere maggiormente esposte sono le persone anziane, i bambini, le donne in gravidanza, i soggetti affetti da patologie croniche, i lavoratori all’aperto e le persone che vivono in condizioni abitative precarie.
Secondo i dati richiamati dall’OMS, l’Italia figura tra i Paesi europei maggiormente colpiti dalla mortalità associata alle ondate di calore, insieme a Spagna, Germania e Grecia.
Cosa prevedono i nuovi Piani caldo-salute
Le nuove linee guida aggiornano la prima versione pubblicata nel 2008 dopo la storica ondata di calore del 2003. Il documento propone un modello operativo articolato in otto aree di intervento: governance, sistemi di allerta, individuazione delle popolazioni più vulnerabili, comunicazione del rischio, resilienza dei servizi sanitari, riduzione dell’esposizione al caldo, sorveglianza sanitaria e monitoraggio dei risultati.
L’obiettivo è consentire alle autorità di prepararsi prima dell’arrivo delle emergenze climatiche, coordinando le attività di sanità pubblica, protezione civile, servizi sociali, scuole, amministrazioni locali e strutture sanitarie. Il principio alla base del documento è che la prevenzione debba iniziare molto prima dell’arrivo delle temperature estreme.
Dalle allerte ai rifugi climatici
Tra le misure indicate dall’OMS figurano il potenziamento dei sistemi di allerta precoce, campagne di informazione rivolte alla popolazione, monitoraggio delle persone fragili e predisposizione di spazi climatizzati accessibili durante i periodi più caldi.
Le linee guida richiamano inoltre l’importanza di interventi strutturali nelle città, come l’aumento delle aree verdi, la creazione di zone d’ombra, il miglioramento dell’isolamento degli edifici e la realizzazione di cosiddetti rifugi climatici, luoghi sicuri dove le persone possano trovare sollievo durante le ondate di calore.
Particolare attenzione viene riservata anche alla continuità dei servizi sanitari e socioassistenziali, che durante gli eventi estremi possono subire un forte aumento della domanda di assistenza. Gli HHAP sono pensati proprio per aiutare ospedali, servizi di emergenza, medici di medicina generale e strutture residenziali a gestire in modo coordinato le situazioni di crisi.
Il nodo dell’aria condizionata
Nel documento l’OMS affronta anche il tema dell’utilizzo dei sistemi di climatizzazione. Pur riconoscendone l’importanza per la protezione delle persone più vulnerabili, l’organizzazione sottolinea che l’aria condizionata non può rappresentare l’unica risposta al problema.
L’aumento dei consumi energetici, il rischio di blackout e il contributo al fenomeno dell’isola di calore urbana rendono necessaria una strategia più ampia, basata su soluzioni passive e sostenibili come ventilazione naturale, ombreggiamento, isolamento termico degli edifici, tetti verdi e interventi urbanistici per ridurre le temperature nelle aree urbane.
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