Dieta mediterranea, in Italia si segue sempre meno: le cause e i rischi per la salute

La dieta mediterranea si segue sempre meno in Italia. Ecco le cause dell’abbandono e i rischi per la salute

Secondo un articolo riportato dalla Fondazione Veronesi, la dieta mediterranea viene seguita sempre meno proprio nei Paesi in cui è nata. Nonostante i benefici documentati per la salute, questo modello alimentare sta perdendo terreno in Italia, Grecia e Spagna, mentre cresce l’interesse nei Paesi del Nord Europa e in altre aree del mondo. Tra le principali cause figurano i cambiamenti negli stili di vita, la mancanza di tempo per cucinare, i fattori economici e l’influenza dei modelli alimentari promossi sui social media.

Il fenomeno, definito dagli esperti come il «paradosso della dieta mediterranea», è stato analizzato in una revisione della letteratura scientifica dal professor Domenico Praticò, fondatore dell’Alzheimer’s Center della Temple University di Philadelphia. Il problema riguarda non soltanto le abitudini alimentari individuali, ma anche la prevenzione di patologie croniche come obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

Dieta mediterranea: quanto viene seguita in Italia?

Le ricerche sulle abitudini alimentari mostrano una ridotta aderenza alla dieta mediterranea in diverse fasce della popolazione, dagli studenti universitari agli adulti. In alcuni campioni analizzati, soltanto il 20% dei partecipanti seguiva un regime alimentare riconducibile a questo modello.

Un’indagine condotta su quasi 4.000 persone aveva inoltre rilevato un’aderenza moderata nell’83,8% degli intervistati, bassa nell’11,3% e ottimale soltanto nel 5%. Si tratta di risultati da interpretare con cautela, poiché alcune ricerche si basano su questionari e fotografie delle abitudini alimentari in un determinato momento. Nel complesso, tuttavia, i dati suggeriscono una difficoltà crescente nel mantenere uno stile alimentare equilibrato.

In Italia, secondo i dati ISTAT relativi al 2025 citati nell’articolo, il 46,4% degli adulti presenta un eccesso di peso. Una condizione che, insieme alla diffusione delle patologie metaboliche, rappresenta una sfida per la sanità pubblica e per la sostenibilità futura dei sistemi sanitari.

Perché si abbandona la dieta mediterranea

Tra i fattori che contribuiscono al cambiamento delle abitudini alimentari ci sono i ritmi della vita quotidiana e le difficoltà economiche. La necessità di risparmiare tempo favorisce il consumo di piatti pronti e alimenti confezionati, mentre frutta e verdura fresche possono essere percepite come più costose.

Secondo Domenico Praticò, però, l’idea che la dieta mediterranea sia necessariamente costosa rappresenta un luogo comune. Questo modello alimentare si basa storicamente su prodotti locali e stagionali, con un ruolo centrale degli alimenti vegetali e delle preparazioni semplici.

Per seguirlo non sono necessari ingredienti particolarmente costosi. È possibile privilegiare legumi, cereali, frutta e verdura, utilizzare olio extravergine d’oliva come principale fonte di grassi e limitare il consumo di carne rossa, alimenti ultraprocessati e bevande zuccherate. Anche il pesce e la frutta secca possono contribuire a un’alimentazione equilibrata, in base alle esigenze individuali.

A fare la differenza è soprattutto la continuità delle abitudini: adottare occasionalmente un’alimentazione mediterranea non equivale a mantenerne i principi nella quotidianità.

Giovani, social network e fast food

Un altro elemento riguarda l’influenza della comunicazione commerciale e dei modelli alimentari occidentali. Tra i più giovani, il cibo preparato in casa può essere percepito come meno attraente rispetto ai prodotti promossi dagli influencer e sui social network.

Il problema non consiste nel consumo occasionale di alimenti diversi da quelli della tradizione, ma nella possibilità che fast food, snack e prodotti ultraprocessati diventino una componente abituale dell’alimentazione.

Le preferenze alimentari, infatti, non dipendono soltanto dalle scelte individuali. Anche il contesto sociale, culturale ed economico e le strategie di marketing possono influenzare ciò che viene acquistato e consumato.

Per questo motivo, la promozione della dieta mediterranea richiede interventi che rendano le opzioni salutari più accessibili e favoriscano una maggiore consapevolezza alimentare.

Dieta mediterranea, salute e sostenibilità ambientale

L’interesse verso questo modello alimentare è in crescita anche in alcuni Paesi del Nord Europa. Le raccomandazioni nutrizionali promuovono infatti principi compatibili con una maggiore presenza di alimenti vegetali e un consumo più contenuto di carne, pur adattandosi alle tradizioni e alle disponibilità locali.

A favorire questa tendenza contribuisce anche l’attenzione alla sostenibilità ambientale. Un’alimentazione basata prevalentemente su prodotti vegetali può ridurre l’impatto ambientale rispetto a regimi caratterizzati da un elevato consumo di alimenti di origine animale.

La dieta mediterranea non riguarda soltanto la composizione dei pasti, ma comprende anche uno stile di vita attivo, il movimento quotidiano e le relazioni sociali. La riduzione dell’attività fisica nella vita di tutti i giorni rappresenta quindi un ulteriore aspetto da considerare nella prevenzione delle malattie croniche.

Educazione alimentare e prevenzione: quali strategie?

Per contrastare il progressivo abbandono della dieta mediterranea, l’educazione alimentare può svolgere un ruolo importante fin dall’infanzia. Scuole, università e servizi di ristorazione collettiva possono contribuire a rendere più accessibili le scelte alimentari equilibrate.

Anche le politiche pubbliche possono incidere sulle abitudini della popolazione, attraverso iniziative informative e ambienti che facilitino il consumo di alimenti salutari. Le esperienze di altri Paesi, comprese le raccomandazioni alimentari adottate in Svezia nel 2025, possono offrire spunti per rafforzare le strategie di prevenzione.

Il progressivo allontanamento dalla dieta mediterranea non può essere considerato l’unica causa dell’aumento di sovrappeso e patologie metaboliche. Tuttavia, mantenere abitudini alimentari equilibrate resta uno degli strumenti utili per contribuire alla prevenzione e alla tutela della salute.

La sfida consiste quindi nel recuperare un modello alimentare riconosciuto per i suoi benefici, adattandolo alle esigenze della vita contemporanea e rendendolo concretamente accessibile a tutte le fasce della popolazione.

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di Carlotta Ferrante

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